Jean Paul Brotel - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti
Jean Paul Brotel



"Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene" (Sal 16,2)



2 febbraio 2021
Rocca di Papa, 10 febbraio 2021
Carissime e carissimi,

Jean-Paul Brotel, focolarino francese di 72 anni, della Mariapoli Romana ha concluso il santo viaggio con la velocità di un ciclista in volata e ha raggiunto il Cielo il 2 febbraio, giorno della Presentazione di Gesù al Tempio, portando in dono al Padre l'offerta della sua vita caratterizzata da uno spirito di servizio, spesso nascosto.

Nel 1971 conosce l’Ideale dell’unità: “Sì! Sì. Voglio lasciare tutto e seguire Gesù – scrive 4 anni dopo a Chiara - Mi sento molto piccolo ma tu ci hai detto che sei con ciascuno di noi, allora mi sento molto forte. Tutto non è ancora molto chiaro in me, ma non vedo niente di più bello che la vita di focolare…”. Nel 1976 parte per la scuola dei focolarini a Loppiano e da lì scrive a Chiara: “avevo sentito parlare di Gesù Abbandonato e provato ad amarlo, ma in questi giorni sento questo amore per Lui che cresce in me… E ogni volta che lo riconosco è una gioia profonda, nascosta. E so che posso trovarlo dappertutto, in ogni circostanza, sempre…”. Dal 1995 al 2008 sarà a Montet, nella cittadella dei focolari in Svizzera e dopo qui nei Castelli Romani per gli ultimi 13 anni.

Diamo voce ad alcuni compagni di viaggio con piccoli stralci delle testimonianze lette durante il funerale.

Luigi: Ho vissuto con lui diversi anni di focolare, ma ci siamo conosciuti meglio facendo molti chilometri sulle nostre biciclette. Un rapporto semplice e profondo e un’intesa fatta più di vita che di parole… In tante occasioni mi era vicino con la sua solita sobrietà, finezza e profondità…

Gaetano: Andavamo insieme a fare ripetizioni ai bambini stranieri… Lo scorso anno, nonostante le limitazioni per il Covid è venuto al funerale di mia figlia, rimanendo fuori dalla chiesa, perché non era previsto nei 15 posti permessi…  Mi ripeteva che mia figlia non era "partita", ma era "tornata" al cielo… Tre giorni dopo è "tornato" anche lui...

Pep: Ero appena arrivato alla Mariapoli Romana e Jean Paul mi ha subito fatto casa con tanti atti d'amore concreti: dall'invito a partecipare al coro al suo giornaliero spostamento in bici per andare a comperare il pane fresco e di qualità nel Pratone…

Colleghi del CSC media: un fratello, un amico, un “complice”… Cercava sempre di farsi uno con chi gli stava accanto… o ricordava le date importanti per ciascuno e magari preparava una torta… Tante volte sullo schermo del computer metteva delle immagini di quel Gesù Abbandonato del giorno: la guerra in Siria, i bombardamenti, i bambini, per pregare…  

Il suo focolare: Quando è stato ricoverato con urgenza in ospedale, salutandoci diceva di voler offrire tutto per l’Assemblea ed è stato proprio così: ogni attesa, ogni esame fastidioso, ogni sospensione era una moneta della sua offerta: “Per l'Assemblea sono nell’immenso staff che fornisce energia!”. La comunicazione con lui, per le misure di sicurezza, è stata limitata purtroppo ai solo ai messaggi, alle chiamate, al massimo alle telefonate stando sotto la sua finestra al secondo piano per potersi vedere e salutare con un gesto.  

Tanti i messaggi e le testimonianze che continuano ad arrivare… Un coro di grazie e di lodi che pensiamo Jean-Paul accoglierebbe con un sorriso e ripetendo quanto da lui scritto ancora a Chiara nel 2002 ringraziandola per avergli dato come Parola da vivere: "Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene" (Salmo 16,2): “…mi aiuta a fare di Gesù Abbandonato l’unico mio bene. Non passa giorno senza che io ricordi questa Parola di Vita… Che cosa posso avere di più che l’unico mio bene?”.
Flavio
apri il file in pdf
Torna ai contenuti