Jean Pierre Prodan - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Jean Pierre Prodan (Omnia)


"Non ho nulla, eppure possiedo tutto" (2Cor 6,10)



3 novembre 2020
Rocca di Papa, 11 novembre 202
Carissime e carissimi,

proviamo a ripercorrere, in estrema sintesi, le tappe della vita di Omnia (JeanPierre Prodan), che il 3 novembre il Padre ha chiamato a Sé.  

Nato nel 1940 a Tolosa in Francia da genitori entrambi emigrati dall’Italia del Nord: il papà piuttosto anticlericale mentre la mamma era una buona cattolica. Fin da giovane è molto sensibile alla coerenza di vita e, come dice in un’intervista nel 1984, “In fondo, aspiravo a qualcosa di grande, ad un ideale”. A 15 anni aiuta il papa muratore a costruire la casa della famiglia, esperienza che lo segnerà per tutta la vita. Questa casa diventerà poi, negli anni 2000, il focolare di Tolosa. Studia con successo ingegneria termica a Strasburgo e conosce una ragazza. La via sembra tutta tracciata…

Durante il servizio militare conosce un giovane che “non mi parlava di un Movimento, ma di amici, e in un tal modo che mi veniva la voglia di conoscerli… avevo ancora nel cuore la nostalgia dei momenti vissuti in Jugoslavia con parenti, gente semplice impegnati a fondo con i comunisti. Cercavo con forza delle persone così che vivono quello che dicono. Proprio quello che trovavo con i miei nuovi amici”.  In focolare resta colpito “dalla bellezza e armonia della casa… si sentiva una presenza, una vita semplice e profonda. Mi sono trovato cosi bene da poter condividere delle cose personali sebbene fossi piuttosto riservato.”

Entra in focolare e dopo un anno arriva nel 1968 a Loppiano dove fa il tecnico del suono per il Gen Rosso. Scrive a Chiara: “… Gesù in me poco a poco riusciva a farsi sentire (…) in un incontro a Roma ti ho sentito parlare della Via Mariae (….) Al ritorno ho lasciato tutto – genitori e lavoro – per fare la Volontà di Dio. Grazie Chiara per l’acqua viva che hai dato sempre…”. Chiara gli invia una Parola di Vita: “Non ho nulla, eppure possiedo tutto” (2 Cor 6,10) e il nome nuovo “Omnia” (dal latino: Nihil habentes et omnia possidentes) e lui le risponde: “…Mi accorgo di quanto è vera… più perdo tutto, più possiedo Dio. Come la Madre ai piedi della croce (…) Così nell’unità coi fratelli, vivendo le virtù negative, pretendendo nulla ma dando tutto, possiedo anche tutto: la libertà, la gioia, la pace, perché nell’amore puro Dio si manifes-  ta...” Dal 1990 è delegato per la Francia e scrive a Chiara: “… Ho pensato al termine di questa vita e ho fatto un esame di coscienza; non ero pronto. Ho fatto così poco, ho amato così male… Ma leggendo il tuo messaggio al Collegamento ho avuto la risposta: Andare al di là della piaga, vivere l’Ideale, l’attimo presente, l’amore reciproco, pregare… Essere popi con semplicità…”. E nel 1998: “… non solo migliorando le pratiche di pietà, ma migliorando l’amore per i popi, per tutti. Mi sento unificato perché rimane un unico modo di vivere: amare, saper praticare sempre meglio l’arte di amare...”

Nel 2002 diventa Consigliere della grande zona che oggi costituisce l’Europa occidentale. Nel 2014, torna in Francia, accettando con serenità la delicata situazione di salute con la progressiva perdita di autonomia. Nonostante le prove non dubita dell’amore di Dio per lui.  

Per la necessità di ricevere cure e assistenza adeguate gli viene proposto di andare nel focolare di Marsiglia, vicino ad una casa per anziani. È per lui un passo molto difficile ma lo vive come un nuovo invito di Dio a seguirlo e si impegna senza esitare in questa nuova volontà di Dio: “Sarà un nuovo slancio per la mia vita spirituale! Anche in questa casa posso portare l’Ideale…”. Cosi i popi di Marsiglia lo accolgono all’inizio settembre. Cominciano mesi non facili con i diversi lockdown dovuti al COVID, e la sua presenza lascia una traccia di luce in questa casa. Una suora anziana che stava lì da diversi anni, ha detto dopo la sua partenza: “siamo tristi perché non abbiamo avuto tempo di conoscere meglio questo signore. Si vedeva che lui avrebbe potuto portare un rinnovamento nella nostra vita…”.

Affidandolo a Maria, preghiamo per lui e ci uniamo a tutto quanto ha sofferto in questi giorni, vivendo e pregando in particolare per l’Opera in Francia,
Flavio
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