Jim Webber - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Jim Webber





"Vi ho scelto perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga" (Gv 15,16)





27 febbraio 2020
Rocca di Papa, 4 marzo 2020
Carissimi e carissime,

Jim Webber, focolarino sposato degli USA, è partito serenamente per la Mariapoli Celeste il 27 febbraio scorso, dopo una grave malattia.  

Negli anni ’70 sente parlare del Movimento per la prima volta da Serenella Silvi, co-responsabile in quel periodo della zona Nordamericana.  Rimane così colpito che poco dopo scrive a Chiara: “Ho fatto la scelta di Dio e rinnovo questa scelta ogni giorno. La mia vita è diventata così piena di gioia e di amore. Grazie di questo regalo”.

Da allora in poi Jim manifesta un continuo crescendo nell’adesione sempre più consapevole al carisma dell’unità. Lo mostrano le sue lettere a Chiara.
“In te, la presenza di Gesù in mezzo è così forte che sento che tutto cambia per via di questa presenza. Dare l’Ideale al mondo è proprio questo: essere la Sua presenza tra gli uomini” (1976).
“Avverto… un rinnovato impegno a vivere la mia ‘alta’ vocazione nell’Opera di Maria e soprattutto a costruire un forte Gesù in mezzo insieme al mio focolare” (1978).
“Ripeto un Sì grande più che mai. Mi rendo conto che questo non è solo una parola, ma una grande responsabilità. Non so dove mi porterà questo Sì, ma sono pronto a dare completamente la mia vita. (30 giugno 1978, durante una scuola dei focolarini sposati)
“Posso davvero dire oggi, con tutto il cuore, che Gesù Abbandonato è… lo Sposo della mia vita. E’ presente davanti ai miei occhi come una guida, un’ancora, una fonte dell’amore profondo che cerco di avere per il mio prossimo” (1982).  

Nel 1985, per motivi di lavoro, Jim si trasferisce con tutta la famiglia dal New Jersey a Massachusetts. Sono circostanze in cui si moltiplicano le cose da fare ed è in questo periodo che accoglie con gratitudine da Chiara il significato nuovo dato al suo nome, “JIM = Jesus in the midst- Gesù in mezzo”. Scrive: “Sono molto felice di essere qui come focolarino sposato nel focolare di Boston. Il cambio di lavoro e il trasferimento dell’intera famiglia mi hanno distratto un po’ dalla realtà della nostra vita ideale. Ho trovato molto appropriate per me le tue parole su Gesù in mezzo…”. E’ un nome che l’ha sempre sostenuto e spinto ad andare avanti a vivere con lealtà la sua vocazione.

In quest’ultimo periodo, mentre ormai si è trasferito a Los Angeles, avviene la scoperta di un tumore che in poco tempo ha raggiunto la fase avanzata e terminale. Si intensificano subito i segni di partecipazione, i messaggi, le telefonate e le lettere dai focolarini e dagli altri membri dell’Opera. Tanti vanno a trovarlo. La sua cameretta nella casa di cura si ritrova tappezzata di biglietti e di foto.

Pur essendo ricoverato, Jim resta unito al focolare e in gennaio partecipa “virtualmente” a tutto il ritiro annuale con i focolarini e le focolarine. Segue le meditazioni e pure il lavoro preparatorio per l’Assemblea Generale.  

In febbraio ha un peggioramento, è spesso assente. Ma quando due focolarini lo raggiungono, si rasserena e si illumina. Dice che è pronto a tutto e che vive l’attimo presente. Si esce da quella stanza, raccontano, “sotto l’effetto balsamico della solennità che dà uno scossone alla frenesia del fare”. Una famiglia focolare gli porta poi in dono una piccola croce trasparente con un foro al centro che i gen3 hanno ricevuto al Congresso a Trento. Jim capta all’istante il significato e vuole occupare quel posto. Indossa la crocetta e non se la toglie più, dicendo loro: “Ci rivediamo dall’altra parte!”.

La sua Parola di Vita, ricevuta da Chiara, è: “Vi ho scelto perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16).

Con gratitudine per quanto Jim ha vissuto e per ciò che ha offerto anche per la prossima Assemblea dell’Opera, offriamo suffragi.
Emmaus
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