Jorge Affanni - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Jorge Affanni

2016


Jorge Affanni


"Nostra gloria è solo la croce del Signore Gesù Cristo" (Gal 6,14)



20 febbraio 1932  -  Buenos Aires, 31 luglio 2016
Portogallo, 5 agosto 2016
Carissimi e carissime,

Jorge Affanni, focolarino sposato dell’Argentina, il 31 luglio è tornato alla casa del Padre. Nato a Buenos Aires nel 1932, perde presto suo padre e per anni è l’unico sostegno della mamma. Nonostante ciò, ancora molto giovane, si laurea in medicina e incoraggiato dal Premio Nobel, Dr. Houssay, accetta una borsa di studio per conseguire il dottorato all’università di Pisa.

Si sposa con Pina e intraprende con lei il viaggio in nave verso l’Italia. Nel 1960 nasce la loro prima figlia e alcuni mesi dopo accade un singolare episodio. Una domenica all’uscita della messa si scatena una pioggia torrenziale. Alla porta di chiesa comprano Città Nuova, perché per le sue dimensioni poteva coprire bene la carrozzina della bambina, e arrivando a casa poggiano la rivista sul pavimento per pulirsi le scarpe. Nel pomeriggio danno uno sguardo al giornale e sono colpiti da uno scritto su Gesù abbandonato. Rintracciano l’indirizzo del focolare di Roma e si incontrano con Fiore Ungaro che racconta loro la storia dell’Ideale. “Qualcosa che commosse tutta la mia vita”, commenta Jorge. Si inseriscono nella comunità di Pisa, stabilendo un dialogo molto profondo in particolare con una focolarina sposata.

Al rientro in Argentina nel ‘61, Jorge prende contatto con la nascente Opera sul posto e nella Mariapoli di Santa Maria di Catamarca, con Lia Brunet e Vittorio Sabbione, diviene il traduttore di Chiara e dei focolarini che ancora non parlavano lo spagnolo.

Nel ‘66 confida a Chiara: “Sono giovane, sposato da poco ed ho conosciuto l’Ideale quando mi stavo perdendo in problemi materiali. Ho cominciato a cambiare vita in moltissime cose: in famiglia, al lavoro, nella mia vita di cristiano. L’Ideale, l’amore, mi ha preso e mi chiede di più. Voglio rispondere in
maniera totalitaria”. E conclude: “So che mi troverò molte volte solo e senza le forze sufficienti per abbracciare la mia croce e che mi costerà molto essere un vero ‘focolarino’, però se veramente mi sono buttato nell’immensità di Dio, tutto sarà per fare un passo in avanti”.

Dottore in Medicina e ricercatore in Neuroscienze, dopo Pisa completa la sua formazione a Oxford, Cambridge, Stoccolma, Parigi, Bruxelles e Munster. Si susseguono sue conferenze in USA, Canada, Messico, Giappone, Francia, Italia, all’Accademia delle Scienze di Mosca e in Vaticano. In incontri personali col Papa è testimone della stima di Giovanni Paolo II per Chiara.

Attento a cogliere il ‘nuovo’ nella sua professione sempre per il ‘bene’ degli altri, ha curato persone di ogni ceto e avuto un bellissimo rapporto coi suoi studenti. Ne sono testimoni splendide lettere di gratitudine scritte da ex-alunni e alunne, oggi affermati docenti e professionisti.

Di intelligenza molto vivace, era un appassionato della Sapienza ed un esterno della Scuola Abbà. Per anni contribuisce molto sia al dialogo interreligioso che ecumenico, in una comunione costante con il suo focolare del centro zona pure in periodi di immobilità per la salute.

Padre di Miryam (focolarina sposata), di Flavia e di Patricia (volontarie), i cui mariti e figli condividono lo spirito dell’unità, Jorge nel 2013 perde la moglie Pina e ne soffre molto perché aveva un’intesa grande con lei. A fine luglio scorso deve sottoporsi a un delicato intervento chirurgico e non lo supera. Conoscendo il rischio, prima di entrare in sala operatoria aveva radunato la famiglia affidando in particolare alle figlie il compito di mantenere sempre l’unità.

La Parola di Vita ricevuta da Chiara e fatta sua era: “Nostra gloria è solo la croce del Signore Gesù Cristo” (Cfr. Gal 6,14). Nella messa funebre le  testimonianze che si sono susseguite lo descrivono come un grande scienziato ed un cristiano che sapeva mettere il fratello al centro.

Profondamente grati per la sua vita, offriamo preghiere per lui e per i suoi cari.
Emmaus
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