Josè Celso Becca - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Josè Celso Becca

2012

Josè Celso Becca

Mariapoli Ginetta

1 gennaio 1958 -  25 febbraio 2012

Chi semina con larghezza con larghezza raccoglierà. (2 Cor 9,6)


Rocca di Papa, 29 febbraio 2012

Carissimi e carissime,

José Celso Becca, focolarino sposato della Cittadella Ginetta (Brasile) ha raggiunto la Mariapoli Celeste il 25 febbraio scorso per una leucemia acuta, dopo 8 giorni d’ospedale. La sua partenza, dopo la rapida evoluzione della malattia, ha provocato in tutti un gran dolore, ma anche pace e certezza che lui è stato preparato da Maria all’incontro con Dio Amore.

Becca, così lo chiamavano in zona, era nato a Salto a 100 km da San Paolo nel 1958.  Aveva conosciuto l’Ideale nell’81 e nell’anno seguente si era sposato con Maria Aparecida.
Hanno avuto 5 figli e due nipoti.

Semplice e generoso, concreto e attento, senza mezze misure, era un campione nell’amare e aveva una profonda sensibilità spirituale. Chiara gli aveva dato il nome:
José Celso di Maria.

Nel ‘91 Becca ha sentito la chiamata a donarsi a Dio come focolarino sposato. Testimonia chi è stato in focolare con lui: “Ho avuto la gioia di essere sempre davanti ad un vero focolarino, custode della fiamma di Gesù tra noi (…). Quasi tutti i giorni veniva in focolare e lo ricorderemo in ogni angolo della casa”.

Con la moglie Maria Aparecida, si è dedicato al Movimento Famiglie Nuove e una delle sue caratteristiche principali è stata anche quella di essere tra i pionieri dell’Economia di Comunione. Nel 1995 Becca scriveva a Chiara: “
Da quando hai fatto nascere l’EdC ho cercato di non perdere nessuna occasione di conoscere in profondità il tuo progetto. Mi sono convinto che sarebbe nato qualcosa di grande, capace di trasformare il mondo. (…) Vivo per l’Economia di Comunione in Brasile e nel mondo. Posso dirti che oggi io mi chiamo ‘Economia di Comunione”.

In quel periodo Chiara gli ha dato la seguente Parola di Vita: “C
hi semina con larghezza con larghezza raccoglierà'' (2 Cor 9,6).

Corrado Martino, che è stato corresponsabile della Mariapoli Ginetta, così lo ricorda: “Rimane in me la testimonianza di una fede incrollabile nell’amore di Dio, nella Provvidenza, anche quando la ragione umana doveva arrendersi all’evidenza. È stato così quando ha iniziato con François Neveux l’azienda Rotogine in Brasile, dando nuovo impulso al Polo Spartaco e alla concretizzazione di questa grande ispirazione di Chiara. Spesso sono rimasto meravigliato e edificato dalla sua grande generosità, come quando ha lasciato tutto nella sua città Salto per trasferirsi alla Mariapoli”. Ma Becca ha saputo anche perdere, come la Desolata, quando per vari motivi ha dovuto lasciare l’azienda. E l’ha fatto con umiltà, senza un lamento, perché gli importava solo la Volontà di Dio.

Nel 2004, durante una Scuola al Centro scriveva: “
Voglio fare di Gesù Abbandonato il mio Unico Bene e sono sicuro che io sono niente, ma Gesù è tutto e che lui farà ogni cosa con me”. E ha anche partecipato al ritiro dei focolarini a Castelgandolfo nel dicembre scorso.

Al funerale, concelebrato da uno dei Vescovi dell’Arcidiocesi di San Paolo e da tanti sacerdoti, era presente tutta la cittadella. Le campane della Chiesa di Gesù Eucaristia hanno suonato a festa per esprimere la gratitudine a questo figlio di Chiara, che ora riposa nel cimitero della Mariapoli accanto a Ginetta, Clovis e Alberto.

Abbiamo un nuovo protettore in Cielo, al quale affidare l’Opera, in particolare le famiglie e l’EdC del Brasile e di tutto il mondo.

Preghiamo per Becca, uniti a Maria Aparecida e alla sua famiglia,


Emmaus

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