Joseph Heutgens - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Joseph Heutgens


"Perchè la mia potenza trionfa nella debolezza" (2Cor 12,9)


31 ottobre 2020
Rocca di Papa, 11 novembre 2020
Carissime e carissimi,

Joseph (Josse) Heugens, focolarino sposato del Belgio è partito per il Paradiso il 31 ottobre. Erano al suo fianco i tre figli, malgrado il Covid-19 che lo ha portato in Paradiso. Josse avrebbe compiuto 88 anni il giorno dopo, primo novembre, festa di tutti i Santi.

Professore di storia, negli ultimi dieci anni della sua carriera è stato preside di una scuola molto rinomata. Ha fatto conoscere l’Ideale a vari allievi tra i quali alcuni sono diventati focolarini. Uno scrive:’’Josse è stato un ottimo maestro, capace di mostrare quanto la nostra storia ci formi ed educhi, quanto sia importante conoscerla per non ripeterne gli errori e per lasciarsi ispirare dai suoi esempi. È stato anche un eccellente preside, il primo laico, che ha custodito la trasmissione dei valori educativi e cristiani di questa secolare Abbazia’’.

Insieme alla moglie, Colette, andata in Paradiso nel febbraio 2019, avevano conosciuto il Movimento nel’62 e sono stati tra i primi a diffondere l’Ideale in particolare in Vallonia, la parte francofona del Belgio. Come famiglia-focolare, hanno vissuto per tanti anni al servizio delle Famiglie Nuove, aiutando anche varie coppie in difficoltà con incontri personali. Ma non solo: tanti erano i focolarini che andavano a casa loro quando passavano momenti difficili. “Josse e Colette – scrive uno - mi hanno accolto con tanto amore e ascolto. Josse, anche facendomi scoprire la musica che amava tanto, il jazz, e il suo giardino nel quale passava tanto tempo: sono stati per me, proprio dei focolarini sposati, custodi della mia salute e della mia vocazione”. Alle radici di questo essere “un piccolo focolare-famiglia” c’era la “certezza che, se restiamo nella carità, trasformando ogni ferita di peccato e di piccolezza in ferita d’amore, possiamo farci santi e Dio potrà compiere il Suo disegno su di noi” (lettera di Josse e Colette a Chiara nel ’71).

‘’Da qualche mese non sperimentavo più la gioia, la forza di sorridere, ero triste – scrive a Chiara in un momento di prova - Ho capito che quella tristezza veniva dal fatto che non volevo scegliere l’Assurdo, non volevo essere povero, obbediente, staccato da tutto (…) Ho resistito ma finalmente ho compreso che proprio in Lui, G.A., si trova la gioia, la mia gioia’’.  

Di poche parole, quando parlava esprimeva la grande riconoscenza e il suo amore profondo per Chiara, Chiaretto, Foco, per il Carisma… e nei suoi occhi si vedeva la felicità del bambino. Aveva in cuore tutta la Chiesa e l’umanità: ’… Chiara, ora tutto è chiaro: la nuova visione del mondo di cui ci hai parlato mi riempie di gioia e ci dona la Vera Luce’’ (1974). Nel ‘95, conclude una sua lettera a Chiara: ‘’Mille, mille, mille grazie di avermi aiutato a fare una conversione rinnovata all’Unico Bene durante questi giorni. Mille, mille, mille grazie di essere la mia mamma che mi aspetta sempre a casa’’.  

Oltre all’impegno per l’Opera in Belgio, per vari anni con Colette, hanno viaggiato in Grecia per sostenere insieme al focolare quelle comunità, dando un forte contributo per le Mariapoli e costruendo rapporti che rimangono nel tempo. Una coppia racconta: “Le loro esperienze erano vere ‘perle’ che ci hanno ispirato come coppia”. Una volta andato in pensione, per una decina di anni ha aiutato il focolare per il rosso ed aveva formato una piccola squadra per duplicare i video del Collegamento in francese e olandese.

Nel 2009, Colette ha avuto un ictus molto grave e fino alla sua morte Josse si è preso cura di lei dando una testimonianza di amore eroico. Dopo la partenza di Colette, la sua salute è peggiorata, ma la comunità locale ha continuato a ritrovarsi da lui, sempre felice di accoglierla, e anche col suo focolare, è quasi sempre stato presente all’appuntamento in videoconferenza settimanale mettendo ogni volta in luce, con una profonda comunione, la meditazione mandata prima dai popi. E sempre con un amore concreto, come in una delle sue ultime frasi scritta ad un popo sposato: ‘’Grazie di averci parlato dei sostegni a distanza : sono felice di vedere che questa iniziativa di Famiglie Nuove continua’.  

Ringraziandolo per il grande esempio di dedizione, amore coniugale e donazione a Dio e all’Opera, vediamo in lui compiuta la Parola di Vita ricevuta da Chiara: ’’perché la mia potenza trionfa nella debolezza’’ (2Cor12, 9).
Flavio
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