Josko Petrek - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Josko Petrek

2008

Josko Petrek

Slovacchia

22 agosto 1951 - 9 agosto 2008

Da questo abbiamo conosciuto l'amore:
egli ha dato la sua vita per noi;
quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli (Gv 3,16)



Rocca di Papa, 12 agosto 2008


Carissimi e carissime,

la mattina del 9 agosto Jozko Petrek, uno dei primi focolarini slovacchi, che avrebbe compiuto 57 anni il 22 agosto prossimo, giorno di Maria Regina, si è spento serenamente, raggiungendo la Mariapoli Celeste, dopo una grave malattia con la quale ha lottato negli ultimi sei anni, offrendo sempre tutto "per Chiara, per l'Opera, perché Maria trionfi nel mondo e si realizzi l'Ut omnes".

La sua Parola di Vita era la seguente: "Da questo abbiamo conosciuto l'amore: egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli" (1 Gv 3, 16).

Entrando in focolare nel 1978 ha lasciato la sua promettente carriera calcistica. Ha vissuto nei focolari di Bratislava (Slovacchia), Mosca (Russia) e Brno (Rep. Ceca) e dappertutto ha lasciato la certezza che l'Opera è Gesù in mezzo.

In questi ultimi mesi la situazione della sua salute si è aggravata. Ha coinciso anche con l'Assemblea dell'Opera. Egli seguiva tutto con grande e appassionato impegno e continuava a dire: "È  Dio che fa l'Opera e quello che fa Lui è fatto. Ciò che facciamo noi svanisce".

Accanto al suo letto aveva voluto un quadro di Maria, che era una Maria incoronata. Riferendosi a Lei, aveva detto a Tanino Minuta, che gli è stato vicino in questo periodo: "Vedi, Lei mi ha seguito tutta la vita"; e, nel momento della prova:"ho invocato Maria e Lei mi ha fatto vincere tutte le tentazioni e mi ha condotto a far parte dell'Opera. Io sono sano nell'Opera che è sana". E ancora: "È questa l'esperienza che Maria voleva facessi, quella di scoprire che il nostro Dio è vivo, è Gesù tra noi e io devo essere come Lei, madre di Gesù in mezzo. Io sono debole, mi sento un nulla ma sono fiero e grato di essere dell'Opera di Maria. È il più potente strumento di Dio. Sembra facile amare, sembra molto facile. Ma ci vuole eroismo. Ora vado tranquillo. Non trattenetemi, lasciatemi andare. Gesù è il tutto che mi attende".

Venerdì, dopo una giornata di respiro difficile, alla dottoressa che si era detta stupita di come egli viveva questo stadio della malattia, Jozko aveva rivelato qual è il fondamento della sua vita. Lei ascoltava con cuore aperto. Nella mattinata della sua partenza, lei stessa ha telefonato dicendo che ringraziava Dio d'aver potuto conoscere Jozko. Sono pure accorsi dei vicini e da come piangevano si capiva quanto egli era stato sempre e con tutti amore.

L'ultima sua telefonata è stata quella con Hans, la vigilia della sua partenza: un momento di sacra gioia.

Non ci resta che essere grati a Maria e a Chiara per questo fiore raro e splendido.

Preghiamo per Jozko, che ormai ha raggiunto Chiara in Cielo e con lei intercederà per l'Opera.

Emmaus                      


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