Juan Carlos Duque - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Juan Carlos Duque



"Voi siete il sale della terra" (Mt 5,13)



5 febbrao 2020
Rocca di Papa, 11 febbraio 2020
Carissimi e carissime,

Juan Carlos Duque, del focolare di Lima in Perù, il 5 febbraio per un incidente avvenuto nel Centro Mariapoli Fiore è volato da Gesù. Una sorpresa che, dopo una prima reazione di incredulità e costernazione, ha trovato luce nella fede in Dio-Amore. Pochi giorni prima, preparandosi al sacerdozio, era stato ordinato diacono attorniato dalla comunità in festa.

Juan Carlos nasce in Colombia nel 1968. Maggiore di tre fratelli, cresce con senso di responsabilità, grazie alla mamma che porta avanti da sola la famiglia dopo la separazione dal marito. Mentre frequenta la facoltà di Chimica, nel ’91 conosce alcuni giovani del Movimento. Racconta: “Per la mia formazione scientifica non avevo la fede… Un collega mi parlò di un gruppo di persone e per la sua insistenza accettai di conoscerle. Mi impressionò la loro accoglienza. Qualcosa mi attirava, anche se non riuscivo a capire cosa fosse. Non li lasciai mai più. Con loro ho sperimentato che il Vangelo si poteva vivere e mi sono lanciato nell’avventura dell’unità”.

Si impegna in prima linea con i Gen; chiede a Chiara una Parola di Vita che l’aiuti per il resto della sua esistenza e riceve: “Voi siete il sale della terra” (Mt 5,13).  

Juan Carlos avverte sempre più il richiamo a donare a Dio la sua vita e nel ’92 comunica con gioia a Chiara: “Meditando su un tuo scritto, ho intuito nuovamente la chiamata che Dio mi faceva per mezzo dello Spirito Santo, … la chiamata al focolare e ho scelto con tutta l’anima e le forze Gesù Abbandonato prendendo su di me la sua Croce”.

Nel ‘96 le scrive da Loppiano: “Vorrei chiederti un nome nuovo, perché... Dio ha capovolto tutto in me”. Chiara sceglie ‘Nolfi’, che sintetizza: ‘fedele fino alla fine’, augurandogli di rimanere fedele a Gesù Abbandonato per tutta la vita e così diventare costruttore di unità.

Da Montet confida una forte scoperta: “Riguardo all’Eucarestia si è impostato tutto di nuovo, è stato vederla come Gesù l’ha vista e attuata. Lui ha dato se stesso senza risparmiarsi, per un amore appassionato per noi, fino a diventare cibo perché gli uomini diventassero Lui. (…) Come proposito, da oggi in poi mi butto con slancio rinnovato ad amare, perché Dio possa operare per mezzo dell’Eucarestia tutte le grazie che dall’eternità ha pensato per me”.

Terminata la scuola di formazione, parte per il focolare in Ecuador e scrive a fine ’99: “So che solo Gesù Abbandonato è la risposta per arrivare all’unità piena, perciò sento che l’amore a Lui vince sulle piccole ombre che si presentano. Stai certa, Chiara, mi specializzerò ancora meglio (amando…), per contribuire a far splendere Gesù tra noi e rendere attraente la nostra vita”. Si trasferisce poi per 11 anni in Colombia e, dopo alcuni intensi mesi al Centro Gen 2, nel 2014 arriva a Lima.  

Con il suo modo di fare limpido e trasparente sa rapportarsi con tutti. Ha un’intesa speciale con giovani e adolescenti, ma pure gli adulti lo sentono fratello e figlio. Testimoniano ciò i numerosi e toccanti messaggi arrivati in questi giorni da vescovi, persone e comunità che lo hanno conosciuto. Evidenziano: ascolto, disponibilità, apertura e buonumore, il suo vivere contagioso, che trasmetteva l’Ideale da vero focolarino mite, silenzioso e servizievole nell’amore.
Juan Carlos insieme a tanti si è donato senza misura anche per accogliere i molti venezuelani sfollati in Perù. Al momento dell’incidente offriva il suo aiuto proprio a due di loro.

Riguardo alla recente esperienza del diaconato, spiega ad un amico: “Sono felice, continuo a pensare con San Filippo Neri: ‘Paradiso, Paradiso ...’, perché mi sento più che mai focolarino, figlio di Chiara, di Maria che genera la sua Opera. Penso che la grazia ricevuta sia la continuazione del mio Sì per sempre, pronunciato il 25 dicembre 2005, il giorno più felice della mia vita”. Juan Carlos mi aveva chiesto un’intenzione e ho risposto a cuore aperto: “per fare dono a Chiara di tante vocazioni al focolare”. Vi ha aderito pienamente, confermando: “… così ho chiesto e offerto a Gesù”.  

Uniti con affetto e preghiera alla mamma e ai fratelli, lo pensiamo accolto in Paradiso quale frutto maturo e fecondo per l’Ut omnes.
Emmaus
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