Juan Carlos Trejo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Juan Carlos Trejo Medina



"Andate anche voi alla mia vigna" (Mt 20,7)



13 gennaio 2021
Rocca di Papa, 19 gennaio 2021
Carissime e carissimi,  

Juan Carlos Trejo Medina, focolarino sposato del focolare di Città del Messico è partito per la Mariapoli Celeste il 13 gennaio 2021 a causa delle conseguenze del Covid-19.
 
Nato il 9 maggio 1952 a Città del Messico Juan Carlos si trasferisce per lavoro a Guadalajara dove si sposa con Carmen e hanno poi tre figli. Nei primi anni 90 fa parte di un gruppo cattolico, ma cerca la possibilità di vivere un’esperienza forte assieme alla moglie: accetta perciò l’invito a una Mariapoli a cui partecipa con tutta la famiglia. Viene colpito fortemente dall’Ideale come racconta qualche anno dopo, nel 2000, a Chiara: “la tua esperienza e proposta di vita mi ha colpito dall’inizio. Sono rimasto innamorato dell’Ideale dell’unità e meravigliato quando ho scoperto per la prima volta che uno sposato poteva farsi santo (…) Rinnovo il mio sì per vivere radicalmente l’umiltà senza attaccamento, anzi, con un solo attaccamento. Gesù Abbandonato…”. Chiara gli risponde dandogli una Parola da vivere, “Andate anche voi alla mia vigna” (Mt 20,7) e suggerendogli di aggiungere al suo nome “di GA”.

Nel suo sì silenzioso e quotidiano a Gesù Abbandonato nasce la sua vita di donazione, che ha dato frutti fecondi nell’Opera, negli incontri della Parola, nelle azioni sociali e nel costruire rapporti intessuti di sapienza e carità. Assieme a Carmen (volontaria) e con i figli, Juan Enrique, Raquel e Carlos sono punto di riferimento per molti e partecipano della vita della comunità di Guadalajara, della quale Juan Carlos diventa il perno assieme alla responsabile del focolare femminile. La sua passione per la musica e la teconologia lo avvicinano a grandi e piccoli. Genera un clima di famiglia e di servizio dando un esempio di concretezza, responsabilitá e rispetto. Juan Carlos è per la vita di molti una presenza importante per il suo amore delicato, la sua capacità di ascolto e di accoglienza profonda, la sua sincera generosità: un vero testimone dell’amore di Dio, immediato e semplice nella vita d’unità. Nonostante il lavoro spesso esigente e una salute altalenante è sempre fedele ai ritiri nel suo focolare che è più di 500 km e negli incontri settimanali la sua comunione sorprende sempre per la profondità spirituale e la radicalitá della vita evangelica.  

Poco dopo Natale Juan Carlos e la moglie rimangono contagiati con il Covid-19 e vengono ricoverati in ospedale, ma mentre Carmen reagisce alle cure, Juan Carlos si è gradualmente aggravato fino alla partenza. Il primo giorno dell’anno, alla vigilia degli esercizi spirituali dei focolarini della zona manda il suo ultimo messaggio dall’ospedale: “Offro ogni momento per il nostro ritiro e perché Gesù in mezzo sia una festa e una presenza grandiosa.”

Il 13 gennaio, vedendo ormai la gravità della situazione, il medico permette di spostarlo dalla terapia intensiva a una stanza dove può vivere gli ultimi momenti con la moglie e i figli; “un vero regalo del cielo” lo definisce Carmen. Parte serenamente accompagnato dall’amore dei suoi cari e dalle preghiere dell’intera comunitá; lo pensiamo già in paradiso accolto da Maria di cui è stato, senza dubbio, un figlio autentico. La sua partenza lascia un vuoto difficile da colmare nei cuori di tanti, non solo a Guadalajara ma in tutta la zona Mesoamericana che ha contribuito a costruire come membro del Consiglio, fin dall’inizio.  

Ci uniamo alle preghiere di Carmen e dei tre figli e gli chiediamo, con fiducia, di intercedere per le Assemblee che aveva tanto a cuore.
Flavio
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