Jun Funk - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Jun Funk

2013


Rufino Jun Funk

17 settembre 1933 - Manila, 8 giugno 2013

La vostra fede, molto più preziosa dell'oro,
tuttavia si prova col fuoco (1 Pt 1,7)

Rocca di Papa, 12 giugno 2013


Carissimi e carissime,

Rufino "Jun" Funk, Jr., uno dei primi focolarini sposati di Manila, ha raggiunto la casa del Padre l'8 giugno 2013, festa del Cuore Immacolato di Maria. Aveva 79 anni e insieme alla moglie Dori, pure focolarina, sono stati colonne dell’Opera nelle Filippine.

Jun ha affrontato la lunga malattia con dignità, sapienza e umiltà. Accanto al suo letto d'ospedale quella mattina, recitando il rosario, c’era il figlio maggiore Billy. "La sua è stata una partenza molto serena", racconta Billy, "... ma preceduta da intensi dolori durante i quali mormorava coraggiosamente: ‘Questa è la volontà di Dio... l'unica cosa che conta!’ Era sorprendente quanto fosse cosciente fino alla fine".

I suoi ultimi momenti sono stati un chiaro riflesso di tutta una vita vissuta con incrollabile fedeltà alla volontà di Dio, anche nei momenti più difficili, o nell’ambiente di lavoro (aveva un incarico importante in una società alimentare) o nell’affrontare gravi problemi sindacali e sociali, e in particolare quando Dori è partita per il Cielo.

L’avventura dell’Ideale è iniziata per Jun quando la sua famiglia ha frequentato la prima Mariapoli tenutasi nelle Filippine nel 1966. Un cristianesimo in cui le parole di Gesù possono effettivamente animare la vita quotidiana ha avuto su di lui un forte impatto, segnando un radicale cambiamento in lui e in tutta la sua famiglia. I suoi tre figli: Billy, Beejay e Glenn sono stati tra i primi "Gen" a Manila dal '67 in poi. Col tempo, tutti e tre hanno sentito la chiamata ad essere focolarini sposati, trasmettendo alle rispettive famiglie lo stesso tesoro ricevuto dai loro genitori.

Un grande dolore è stato per Jun quando Glenn, il più giovane dei tre, ha concluso il Santo Viaggio circa due anni fa a causa di un tumore al cervello; ciò gli faceva gridare il suo "PERCHE'?", eco di quel "PERCHÉ?" di Gesù Abbandonato al quale si era votato. Poco tempo dopo si è aggravata la malattia di cui già soffriva da anni, come un ultimo calvario da affrontare. Ma anche in questo, per la sua semplicità di bambino, di popo, ha riconosciuto l'amore di Dio e lo irradiava attraverso i suoi occhi vivaci e le sue parole piene; era un vero dono per tutti quelli che venivano in contatto con lui.

Subito dopo l'incontro con l'Ideale, Jun aveva chiesto a Chiara una frase del Vangelo e un nome che esprimesse il suo essere. Chiara aveva scelto come nome: Aureus ("d’oro") e come Parola di Vita: “La vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che tuttavia si prova col fuoco" (1 Pt 1,7).

Nel 1980 Jun scriveva a Chiara: “Mi chiami a vivere e a dire di sì alla volontà di Dio. Così che quando lascerò questa terra possano dire di me: «Egli è la volontà di Dio»”.

Quando Jun è stato operato nel 2009 ha voluto offrire tutto per le mie intenzioni, per l’Opera intera, perché i nostri focolari diventino sempre più famiglia come desidera Chiara e per le vocazioni al focolare.

Ringraziando Jun per quanto ha fatto per l’Opera, offriamo suffragi per lui e preghiamo per la sua famiglia.
In unità,


Emmaus

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