Klaus Purkott - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Klaus Purkott

2019

Klaus Purkott




"Beati i puri di cuore perchè vedranno Dio" (Mt 5,8)



31 dicembre 1936 -  Germania, 18 gennaio 2019
Rocca di Papa, 31 gennaio 2019
Carissimi e carissime,

Klaus Purkott, focolarino di Berlino, ha raggiunto improvvisamente la casa del Padre il 18 gennaio. La sua Parola di Vita è: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5,8).

Klaus nasce alla fine del 1936 nell’Alta Slesia, divenuta dopo la II guerra mondiale parte della Polonia. Suo padre, nato cieco, era uno dei fondatori del partito comunista polacco e di professione cestaio. Nel ’56, con l’invasione russa in Ungheria, nella famiglia crollano gli ideali comunisti e i Purkott si trasferiscono a Heidelberg. Klaus comincia a studiare Teologia e lì incontra il Movimento.

Racconta di sé a Chiara: “Il mio congenito problema agli occhi mi fece apparire la vita insignificante. La cercai in cose che passano (…) ma Dio mi fece presto riconoscere l’inutilità di tutti questi miei sforzi e mi preparò all’incontro con la fonte della vita, che ho trovato nel nostro Ideale. Allora nella mia cecità trovai la luce, che mi fece conoscere Gesù Crocifisso e Abbandonato e mi aprì alla sorgente della vita, a Dio” (1965). Klaus decide di spendere la vita per l’Ut omnes.

Tra le molte testimonianze quella di Severin Schmid, focolarino ora al Centro dell’Opera, sul periodo vissuto insieme a Loppiano negli anni ‘60. “Klaus era il mio responsabile e ha risvegliato in me la voglia di conoscere bene la Bibbia, perciò abbiamo cominciato a leggerla iniziando dalla Genesi. Io leggevo e lui ascoltava, facendo ogni tanto un commento”. Un’esperienza affascinante, aggiunge, scoprire in unità che “in ogni pagina in qualche modo risuona Gesù”.

Dopo Loppiano Klaus parte per il focolare di Berlino ovest e lavora come giurista in un ufficio statale presso la corte civile, preposto ad accogliere persone soprattutto povere che non sono in grado di pagare un legale. Resiste in questa mansione per più di 20 anni. Stimato da tutti, risolve con il suo amore speciale i casi più complicati. Tante sono le esperienze di Parola vissuta, che Klaus racconta in modo avvincente, sull’amore di Dio che va incontro a chi è “nei guai”.

Nel ‘99 Klaus, ormai in pensione, è chiamato a Ottmaring nella Cittadella ecumenica. In seguito ad un controllo, gli viene inaspettatamente consigliata un’operazione agli occhi. Scrive a Chiara: “Questo momento mi porta un po’ di sospensione, ma voglio viverlo secondo la Parola di vita di questo mese accettando quello che Lui vorrà”. E l’intervento migliora la sua situazione.  

Klaus godeva di un’autorità morale ed era piacevole ascoltarlo perché aveva un linguaggio semplice. Anche se trattava un argomento complesso, riusciva a spiegarlo in modo comprensibile a tutti. Un fratello maggiore, lo definiscono i focolarini, che costruisce rapporti con il suo umorismo, con la sua vasta cultura, spesso in modo discreto, pur essendo deciso nelle sue idee. Altre sue caratteristiche: l’equilibrio, il buon senso, la sincerità e un profondo rapporto con Dio.

Klaus, dotato di una forte sensibilità all’agire politico e alla giustizia sociale, sostiene con sapienza il Movimento Umanità Nuova in Germania ed è il primo ad assumersi l’incarico di una rubrica in Neue Stadt, con un commento mensile ad un brano dell’Antico Testamento attualizzato ad una situazione del presente.

Nel 2008 Klaus ritorna a Berlino. Un po’ più di due anni fa resta ferito in un grave incidente, tanto che è necessario il suo trasferimento in una casa di riposo. La sua testimonianza dell’Ideale continua. Presto si forma intorno a lui un gruppo della “Parola di Vita”, e viene in luce il suo vivere l’attimo presente per presentarsi degnamente all’incontro col Padre.

In una lettera del ’74, Klaus confida a Chiara: “Cerco di vivere la Parola di Vita ed anche di leggere e di meditare la Sacra Scrittura … mi pare di intuire un po’ come deve essere il Paradiso. Ho l’impressione che il Paradiso che ci hai dato tu è lo stesso che Gesù mi fa intuire”.

Pensiamo Klaus arrivato alla meta. Ringraziando Dio per la sua fedeltà fino alla fine, offriamo suffragi.
Emmaus
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