Lenny Szczesniak - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Lenny Szczesniak

2012

Lenny Szczesniak

New York

30 agosto 1936 - 10 dicembre 2012

Padre, io voglio che là dove sono io
siano con me anche quelli
che tu mi hai dato (Gv 17,24)

Rocca di Papa, 13 dicembre 2012


Carissimi e carissime,

la mattina del 10 dicembre, Lenny Szczesniak, focolarino sposato degli Stati Uniti, è partito per la Mariapoli Celeste sereno, con dignità e amore come aveva sempre vissuto, circondato dall'affetto della moglie Mary e dei figli. Aveva 76 anni.

Lenny, uno dei pionieri dell'Ideale negli USA, era nato a Chicago, dove, nel settembre 1957, aveva sentito raccontare da un sacerdote della sua parrocchia, p. Joe Scopa, scalabriniano, la storia di Chiara e delle prime focolarine. Ne era rimasto affascinato e assieme ad una trentina di giovani aveva incominciato a vivere la spiritualità dell’unità.

Nel '64, dopo aver sentito parlare della cittadella nascente di Loppiano, era partito per l'Italia. A Loppiano ha capito che Dio lo chiamava al matrimonio e si è trasferito a Roma dove ha lavorato per tre anni con Pasquale Foresi e Nuzzo Maria Grimaldi nella redazione di “New City”, la prima rivista dell’Opera in lingua inglese.

Tornato negli USA, si è stabilito a New York e nel '72 si è sposato con Mary, formando una bella famiglia che negli anni ha accolto nove figli, due dei quali adottati, e finora 7 nipoti.

L'amore era la caratteristica più evidente di Lenny. Nel '77 scriveva a Chiara: “... uscendo dal focolare e passando per Manhattan verso la stazione, mi sembrava che tutte le cose attorno a me non ci fossero più... Voglio andare per il mondo ridando, attraverso le azioni più semplici e le grandi, l'amore che Gesù mi ha mostrato e mi mostra con la Sua chiamata a questa vocazione”.

E nel giugno '95, "Ho appena finito la scuola del quinto anno per focolarini sposati e sto tornando negli Stati Uniti un’altra persona, anzi, una non-persona, persa nell’amore per Gesù Abbandonato. Voglio sempre essere un nulla riempito da questo Amore, per vedere tutto e tutti attraverso l’occhio di Gesù”.

Lenny ha ricoperto ruoli di alto livello in una delle più importanti editrici statunitensi, sempre accompagnato dalla stima dei datori di lavoro e dei concorrenti. Anche nell'Opera ha portato avanti con tanta umiltà e sapienza le responsabilità affidategli, come delegato di Umanità Nuova e perno di comunità. Ha vissuto la sua vocazione di focolarino sposato in modo esemplare, contribuendo a generare Gesù in mezzo in focolare e aiutando gli altri focolarini in vari modi.

Dieci mesi fa, rendendosi conto che la sua malattia poco per volta diminuiva tutte le sue capacità, compresa la memoria, ha vissuto un momento di 'notte'. Lo ha confidato al suo responsabile di focolare, che gli ha parlato dell'amore di Dio e l'ha consigliato di non preoccuparsi di niente se non di amare Gesù Abbandonato. Accettato questo consiglio con semplicità e fiducia in Gesù in mezzo, il buio lo ha subito lasciato e la gioia è tornata.

Durante le ultime ore Lenny ha spesso affermato il desiderio di 'tornare a Casa'. Ci piace pensare che Maria, proprio nella festa della 'Madonna di Loreto', lo abbia accolto nella sua Casa con tutta la famiglia di Chiara già arrivata in Cielo.

Chiara nel '75 gli aveva dato questa Parola di Vita: “Padre, io voglio che là dove sono io, siano con me pure quelli che tu mi hai dato" (Gv 17, 24), e il nome nuovo: “FEDEL” ( = Fedele).

Uniti a Mary e a tutta la sua famiglia preghiamo per Lenny, certi che da Lassù continuerà a sostenere i suoi cari e l'Opera, in particolare negli USA.


Nel Risorto,

Emmaus

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