Leo Andringa - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Leo Andringa

2016


Leo Andringa


28 febbraio 1937 -  Olanda, 22 gennaio 2016


Sei Tu, Signore, l'unico mio bene (Sal 15,2)





Dall’India, 25 gennaio 2016

Carissimi e carissime,

Leo Andringa, focolarino sposato dell’Olanda e membro della Commissione internazionale dell’Economia di Comunione, il 22 gennaio è partito per il Cielo all’età di 78 anni. Lascia la moglie Anneke, volontaria, quattro figli e 10 nipotini, ai quali assicuro la mia vicinanza e il mio affetto.

Nato nel 1937, Leo ha conosciuto il Movimento nel 1980 e subito ha colto la novità e la portata rivoluzionaria del carisma dell’unità. Ha lavorato come economista in posti di responsabilità in Olanda, sia nel Ministero delle Finanze che come direttore regionale della Banca Nazionale, promuovendo un’organizzazione gestionale secondo il criterio dei sette aspetti. Nel 1984 è venuto a far parte del Bureau internazionale dell’Economia e Lavoro.

Nella spiritualità del Movimento Leo trova ciò che cercava. Nel 1989 Chiara gli scrive che riconosce in lui “un elemento della vocazione di Foco, bellissimo e affascinante: quello di far penetrare Dio nelle realtà umane”. E Leo nel ’90 le confida: “L’Ideale ha cambiato la mia vita in tutti gli aspetti. Dico il mio ‘sí’ totale a Dio. Puoi contare sul mio amore per Lui nel Suo Abbandono. Mi dono all’Opera là dove tu mi vuoi. Vuoi prendermi come tuo figlio e introdurmi nel mistero della Trinità?” Nel febbraio ‘91 Chiara lo accoglie nella vocazione “ardua e originale” di focolarino sposato.

Quando mesi dopo Chiara lancia l’Economia di Comunione, Leo si impegna subito a promuoverla. Le scrive: “Hai rinnovato completamente la mia vita personale e coniugale, ora stai rinnovando anche la mia conoscenza e la mia visione dell’economia”. Nel 2005, ormai libero dal lavoro, si mette ancor più a disposizione per l’EdC e Chiara gli affida di collaborare nella coordinazione generale di questo progetto. In pochissimo tempo Anneke e Leo riescono a vendere la casa in Olanda e si trasferiscono al Centro, dove restano per 9 anni.

Il suo nome nuovo è: “Leo di Gesù Abbandonato” e la Parola di Vita: “Sei tu Signore, l’unico mio Bene” (Sal 15,2). Una Parola che centra perfettamente ciò che egli sentiva come scopo della vita: far fruttare la comunione dei beni economici per il Bene ultimo.

Nell’ottobre 2006 gli si presenta una grave malattia. “Ho avuto un’immensa gioia, -scrive Leo a Chiara - quasi come ‘volare verso Dio’ che mi attira nel Suo grandioso progetto svelato a te per l’umanità. Condividendo questa esperienza con mia moglie, anche lei ha sentito subito la gioia di partecipare a questa grande avventura con Dio”.

Nonostante tale stato di salute, Leo continua a lavorare e a fare viaggi, mettendo a servizio dell’Opera doti professionali e sapienza. Si prodiga anche per trovare fondi a favore dell’Università Sophia di Loppiano. Il preside Piero Coda scrive di lui: “Credeva fortemente nel progetto di Sophia e ci diceva sempre: 'I soldi arrivano, l’importante è che ci sia l’idea giusta. Qui l’idea c’è e quindi i soldi non mancheranno”. Nel sito di Sophia gli studenti lo ringraziano “per la fecondità della sua vita e della sua donazione” e concludono: “Grazie Leo! Continua a seguirci”.

Sarà sepolto nella cittadella Mariënkroon in Olanda, dove dal 2013 abitava.

Ricordiamo Leo per la sua generosità e passione, desiderio di trasparenza e onestà. E ora lo pensiamo arrivato ad arricchire la Mariapoli Celeste, credendo che continuerà a lavorare con noi perché in terra si viva sempre più la fratellanza e l’unità volute da Dio.

Con gratitudine, preghiamo per lui e per la sua bella famiglia.

Unitissima,

Emmaus

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