Leo Chroszcz - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Leo Chroszcz

2011

Leo Chroszcz

Berlino

25 settembre 1921 - 4 luglio 2011

Un'esperienza di Spirito Santo


8 luglio 2011


Carissimi e carissime,

Leo Chroszcz, focolarino sposato di Berlino, è tornato al Padre il 4 luglio scorso, all’età di 89 anni, dopo un lungo periodo di sofferenza. Era fra i primi focolarini sposati dell’allora DDR (ex Germania comunista) e aveva conosciuto l´Ideale nel 1962.

Era sposato da più di 60 anni cn Ilse e avevano tre figli ed una figlia.

Leo da giovane aveva partecipato ad un gruppo “accademico” della sua parrocchia ed era tanto affascinato dal teologo Teilhard de Chardin. Proprio parlando di lui con un sacerdote focolarino, fu invitato ad un incontro del Movimento dove erano presenti anche Natalia e Clari. Nonostante la difficoltà della lingua, Leo rimase colpitissimo.

Ricordando quell’avvenimento, nel 1990 così scriveva a Chiara: “…il mio incontro con l’Ideale è stato un’esperienza di Spirito Santo… Clari ancora non conosceva bene la lingua tedesca, ma tutti noi lo abbiamo capito. Era come a Gerusalemme, dove tutti hanno sentito parlare gli apostoli nella propria lingua. Per me è stata un’esperienza pentecostale”.

Leo cominciò a frequentare regolarmente gli incontri e nello stesso anno partecipò assieme a tutta la famiglia alla prima Mariapoli della DDR. Da allora i raduni della Parola di vita si facevano sempre a casa sua, dove al piano di sotto abitava il capo della Stasi (la polizia segreta); un fatto che non impedì mai quelle riunioni. Con ammirabile fedeltà andava ogni settimana in focolare a Berlino, nonostante fosse a due ore di distanza.

Di professione chimico, era molto stimato da tutti. Per le sue qualità ha potuto fare tantissimi viaggi all’estero, più di 180 (anche in Occidente, cosa allora proibita dal regime). In queste occasioni aveva anche imparato l´italiano, che gli ha permesso di essere a servizio instancabile dell’Opera anche con le traduzioni.

Gli ultimi due anni, intercalati da vari ricoveri molto dolorosi in ospedale, Leo li ha passati in una casa di riposo. Quando i focolarini andavano a trovarlo, la sua anima sussultava: Gesù in mezzo era tutto per lui. Anche la figlia lo ha confermato e ne è rimasta sempre edificata. Alla domanda, se avesse qualcosa da dire a me e ai focolarini che partecipavano al loro ritiro annuale nel dicembre scorso, Leo aveva risposto: "Sono tutt'uno con voi, anche nella malattia e nella vecchiaia, e proprio per questo".

Ultimamente non riusciva più a parlare e rimaneva in ascolto profondo; partecipava così alla vita dell´Opera in zona e nel mondo.

Leo ha sempre sentito l’amore di Dio anche nei momenti più dolorosi. Fin all’ultimo respiro ha vissuto con e per Gesù in mezzo, sempre fedele alla sua vocazione. La moglie lo chiamava scherzosamente “Leone Magno”, ma lui era umile e silenzioso.

Chiara e Natalia, con le quali aveva un´unità profondissima, l’avranno accolto in Paradiso con tanta gioia. Preghiamo per Leo e chiediamo conforto per la sua famiglia.

Nel Risorto,

Emmaus


 


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