Leo Ganaden - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Leo Ganaden

2012

Leo Ganaden

Mariapoli Pace

24 marzo 1958 -  29 gennaio 2012

Cercate le cose di lassù.   (Col 3,1)


Rocca di Papa 30 gennaio 2012


Carissimi e carissime,

ieri, domenica, Leo Ganaden, focolarino filippino, è partito serenamente per il Paradiso, circondato dai mariapoliti della Cittadella Pace che l’hanno accompagnato con preghiere e canti, in un’atmosfera sacra, fino alla conclusione del suo Santo Viaggio.

Leo è nato nel 1958, primo di 5 figli, da una famiglia semplice, cristiana, unita e laboriosa nella città di St. Fernando - La Union, al nord delle Filippine. Dopo le scuole superiori, si è trasferito in una città più grande per gli studi universitari in ingegneria. Nel 1976 ha conosciuto i gen, rimanendo affascinato dalla loro vita moderna e autenticamente cristiana. Aveva così trovato ciò che il suo cuore cercava e si è lanciato con radicalità a vivere l’esperienza dell’unità.

Dopo la laurea, Leo è andato a vivere nella Casetta Gen di Manila e ha trovato subito lavoro in una grande ditta edile. Poco tempo dopo, sentendo che Dio lo chiamava a seguirlo per sempre come focolarino, si è licenziato con grande sorpresa dei responsabili della ditta.

Ha trascorso tre anni nella scuola di formazione di Loppiano e poi, come uno dei pionieri, a Montet: anni che lui ricordava con gioia. Trascorso un breve periodo nelle Filippine, è stato per circa un anno nel focolare di Bangkok, dove tanti lo ricordano con gratitudine, fino alla sua partenza per l’Australia. In questo continente è rimasto quattordici anni, segnati da forti esperienze soprattutto con i gen. Agli inizi del 2000 è tornato a Manila come responsabile di zona. Forte e viva l’unità fatta in quel periodo con Chiara che lo ha sempre sostenuto molto.

Dopo un raduno qui al Centro nell’ottobre 2007, Leo scrive a Chiara: “Parto ora rinnovato e rinato dal tuo cuore e dalla tua anima. Da bambino evangelico che si fida del Padre, accolgo il tuo mandato di fare bene l’Opera…e ti offro in dono ogni bene che ho fatto per edificare Maria nella zona di Manila, che lascio dopo sette bellissimi anni …. Rinnovo il mio amore filiale a te e offro la mia vita a Maria attraverso te che mi hai generato”.

Dal 2008 è stato nella Mariapoli Pace come consigliere e responsabile della Scuola Gen. Circa otto mesi fa Leo ha cominciato ad avere alcuni disturbi e dopo vari esami clinici, i medici hanno scoperto un tumore nel pancreas ormai diffuso anche in altri organi. “E’  arrivato Gesù… mi devo preparare…. forse vivrò per pochi mesi”, il suo commento.

E’ iniziato poi per lui un periodo molto duro che lo ha purificato sia fisicamente che spiritualmente. Sono venuti in risalto in modo splendido il suo nome nuovo: “Leo di Gesù abbandonato” e la sua parola di vita: “Cercate le cose di lassù” (Col. 3,1) che l’hanno aiutato a rimanere sempre nell’amore verso tutti. Coloro che lo visitavano erano colpiti dal suo bellissimo sorriso, sul volto scavato dalla malattia.

L’agonia è stata lunga e dolorosa, ma nei momenti di lucidità Leo si sforzava di pregare con coloro che erano nella sua stanza e offriva le sue sofferenze: “Per l’Opera, per Emmaus, per il prossimo ritiro Panasiatico delle focolarine e dei focolarini, per i peccati dell’umanità…”.

Toccanti i momenti in cui i nostri della Cittadella e di altre zone asiatiche sono passati a salutarlo. Ogni saluto era come una consegna: “Tenere sempre viva l’unità”, “Gesù fra noi”. Ancora circa una settimana fa, ha detto varie volte a un gruppo di focolarine e focolarini, alzando le braccia: “Sempre avanti, insieme”!

Si è aggiunta un’altra perla alla corona di Maria. Preghiamo per Leo che, con la sua testimonianza, sprona tutti noi a correre insieme nel Santo Viaggio e a guardare solo alla méta finale.

Nel Risorto, unitissima,

Emmaus

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