Leonardo Dambra - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Leonardo Dambra

2019

Leonardo Dambra









18 febbraio 1947 -  Italia, 25 marzo 2019
Rocca di Papa, 3 aprile 2019
Carissimi e carissime,

il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, Leonardo Dambra, focolarino sposato di Bari, ha raggiunto la Mariapoli Celeste all’età di 72 anni. Nutriva fin da ragazzo il desiderio di una vita spirituale profonda e aveva iniziato la formazione in una congregazione religiosa dedita alla cura dei sordomuti, ma dopo qualche anno capisce che non è la sua strada.

Nel 1976, durante il servizio militare a Firenze, ha l’occasione di visitare Loppiano e ne è molto colpito. Tornando nella sua città, insieme a Filomena con cui era fidanzato, prende contatti con l’Opera. Poco prima di sposarsi scrivono a Chiara nel novembre ’78: “Siamo davvero felici di tutto ciò che l’Ideale ci sta donando. È qualcosa che scende nei nostri cuori nel momento più giusto. Diciamo con forza ‘sì’ a Dio e a tutto ciò che Lui vorrà da noi”. Come motto del matrimonio scelgono la frase: “E noi abbiamo creduto all’amore”. Dalla loro unione nascono tre figli: Maria Luigia, Salvatore e Antonio.  

Ben presto Leonardo sente la chiamata al focolare. Nel 1983, alla scuola per focolarini sposati, confida a Chiara: “Parto con una conversione radicale a Gesù Abbandonato. Con te voglio maturare ogni giorno di più in questo amore sponsale per Lui. Offro tutta la mia vita per te e per l’Opera”. L’anno dopo: “Come poterti essere riconoscente per l’immenso dono di Gesù Abbandonato… sento che tutto è colmo se Lui diventerà il mio ‘stile d’amore’, ‘l’unico amore della mia vita” e ancora: “È un miracolo grandioso la vocazione del focolarino sposato”.  

Con Filomena, anche lei focolarina, si impegnano nella vita dell’Opera seguendo le Famiglie Nuove e rappresentando per circa 30 anni il Movimento negli organi della loro diocesi. Leonardo inoltre svolge la funzione di segretario della Consulta per i laici, un servizio molto apprezzato anche dal Vescovo. “Se tra le Aggregazioni laicali – ha affermato al suo funerale il direttore della Consulta – siamo riusciti ad avere un rapporto e un clima di collaborazione fraterna, di amicizia, di stima reciproca, è in gran parte merito del lavoro umile e discreto di Leonardo, sempre rispettoso dei pareri diversi, sempre alla ricerca di ciò che unisce”.  

Per la sua professione di ispettore dei Monopòli di Stato si è trovato a contatto col mondo del gioco d’azzardo e delle slot machine. Pur addolorato nel constatare illeciti così gravi, dà prova di “usare umanità e misericordia con le persone, senza venir meno alla giustizia”.

Leonardo aveva una grande capacità di ascolto ed era un appassionato dell’unità. In focolare cercava la comunione sincera e si prodigava laddove c’era qualche incomprensione. Talvolta preferiva non parlare, ma quel suo silenzio manifestava una presenza attiva.  

Nel corso degli anni la sua salute è andata deteriorandosi e nel febbraio scorso si è reso necessario un intervento chirurgico al cuore che non ha avuto l’esito atteso. Leonardo vive mesi di sospensione, ma sempre docile e incentrato nel presente. Ogni volta che i focolarini vanno a trovarlo esprime tanta gratitudine e, superando il suo riserbo, racconta qualcosa di sé. Pur sentendosi “distrutto”, accoglie tutti con gioia, come accoglie con gioia Gesù Eucaristia.

Al suo funerale nella chiesa gremita, presenti oltre ai familiari e ai membri dell’Opera, gli amici della Consulta diocesana e dell’Associazione dei sordomuti, in un clima di grande commozione è emersa nitidamente la ricchezza di un marito, di un padre, di un nonno, di un uomo che ha vissuto con naturalezza e semplicità la sua vocazione.  

Leonardo ci lascia in dono il suo esempio e un amore rinnovato per la Chiesa. Con gratitudine preghiamo per lui e per la sua famiglia,
Emmaus
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