Lino Richter - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Lino Richter



"Quello che fate, fatelo di cuore per il Signore e non per gli uomini" (Col 3,23)


24 novembre 2020
Rocca di Papa, 13 dicembre 2020
Carissime e carissimi,

Lino Richter, focolarino sposato di Trieste, è partito per il Paradiso il 24 novembre, all’età di 90 anni. Insieme alla moglie Laura avevano conosciuto il Movimento nel 1964 e in quello stesso anno, dopo la Mariapoli di Merano si erano espressi così: ”Abbiamo deciso di mettere la nostra famiglia al servizio del Movimento, perché ci sembra di aver capito che questo Dio vuole da noi”.  “… Prima – scrive l’anno seguente ad Oreste Basso - la mia vita era piena d’egoismo, e senza amore, pur credendomi un bravo cristiano;  ma  conoscendo i focolarini, Dio è stato tanto bravo da farmi capire che quelle parole del Vangelo le potevo mettere in pratica (...) Ho cominciato subito ad amare il mio prossimo ed immediatamente il Signore si è manifestato nell’anima mia dandomi una luce luminosissima e mi sembrava di essere in cielo”.

Lino è stato per tanti un padre oltre che un fratello e un amico. Generoso e allegro, sapeva ridere anche delle sue gaffe per trasformarle poi in battute che alleviavano la stanchezza di chi incontrava. Stava vicino concretamente a ciascuno, con gesti semplici, forse non eclatanti, ma efficaci: donando qualcosa che aveva cucito o aggiustato alla perfezione, visto che era un sarto bravissimo, o magari offrendo momenti spensierati col suono della sua amata fisarmonica.

Quando ha ricevuto da Chiara, su sua richiesta una Parola del Vangelo: “quello che fate, fatelo di cuore per il Signore e non per gli uomini” (Col 3,23), si è sentito spinto a sentirsi ogni mattina, prima di andare al lavoro, con gli altri due popi sposati della città, per cominciare insieme la giornata e dichiararsi quell’amore scambievole che gli dava poi la forza di affrontare tutta la giornata con i suoi possibili imprevisti.

É difficile pensare a Lino senza pensare a Lino e Laura insieme, al bene che hanno voluto a tante persone sia in Italia sia nella ex Iugoslavia, a tante famiglie che hanno aiutato e seguito con generosità, testimoniando il loro amore che aveva radice nell’amore di Dio. Nel 1994, sull’impegno suo e della famiglia a fare tante piccole cose per l’aiuto ai nostri poveri, Chiara gli scriveva: “…È proprio vero che, anche se non si hanno dei beni, se si ama, si ha sempre qualcosa da donare. È il miracolo dell’amore! Che Dio vi ricompensi e vi colmi dei Suoi doni!...”   

Scrivendo nel 1981 a Chiara riguardo la santità, diceva: “Ce la farò? Ascoltandoti mi mettevi dentro la certezza che ce la potrò fare. Voglio ricambiare il dono della tua santità con la mia. Sento che potrò farcela nell’attimo presente…”.  E ancora nel 2005: “Ho 75 anni e non di rado penso a quando sarà il mio momento: questo mi spinge a fare bene la Volontà di Dio nel presente come mi hai insegnato tu Chiara.”

Nel 2009 Laura è partita per il Paradiso. Immaginiamo quanto siano stati difficili per lui questi 11 anni senza lei al suo fianco; ma diceva sempre che la sentiva con lui, vicina, anche perché circondato dal tanto amore dei suoi due figli e dei nipoti che lui amava tantissimo.

Al suo focolare confidava che era doloroso, a causa della salute, non poter più partecipare direttamente alle varie iniziative del Movimento e come viveva da quando era ospite in una casa per anziani credendo, spesso con difficoltà, all’amore di Dio per lui e guardando a quel Gesù Crocefisso e Abbandonato che aveva imparato ad amare più di tutto e che ora contempla Risorto.
Flavio
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