Lucien Vallet - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Lucien Vallet

2011

Lucien Vallet

Francia sud

20 dicembre 1928 - 16 aprile 2011

Vieni e seguimi (Mt 19,21)



Rocca di Papa, 28 aprile 2011

Carissimi e carissime,

Lucien Vallet, uno dei primi focolarini sposati francesi, padre di sette figli, è partito per il Cielo sabato 16 aprile in seguito ad una crisi cardiaca. Aveva 82 anni ed abitava a Chambéry (Francia sud) con la moglie Edith, anche lei focolarina. Da qualche mese si era indebolito, ma era sempre presentissimo. Nel maggio 2010 ho avuto la gioia di salutarlo al Centro Mariapoli di St. Pierre de Chartreuse.

Lucien lavorava come elettrauto e fin da giovane era molto impegnato nell’Azione Cattolica Operaia e nel Sindacalismo Cristiano. Lì ha incontrato Richard Boraso, volontario, che gli ha fatto conoscere l’Ideale, rimanendo sempre suo fedele amico. Nel 1954 ha collaborato con l’Abbé Pierre e per tutta la vita è rimasto attento ai più poveri.

In un momento di prova, Richard lo ha invitato alla Mariapoli del ’59 a Fiera di Primiero. In uno scritto Lucien racconta la sua prima esperienza ideale: ”Abbiamo cominciato a capire meglio di che cosa si trattava, quando, Edith ed io, ognuno per conto nostro, abbiamo deciso di vivere la frase del vangelo proposta in quel giorno: ‘Sì, perché così è piaciuto a te’ (Mt 11,26). Poi ci siamo parlati e abbiamo visto che Dio ci chiamava distintamente, ma anche insieme, a dirgli di Sì”.

Nel 1960, quando Chiara è andata a Parigi per incontrare i primi francesi che avevano conosciuto l’Ideale, Lucien era presente e ha sentito di volerla seguire. Da allora in poi, e finchè la salute glielo ha permesso, ogni settimana si recava in focolare: era sempre felice di rendere viva la presenza di Gesù in mezzo. Tanti focolarini dei primi tempi sono stati a casa sua: Vittorio Sabbione, Renata Borlone, Dori, Desi, Gino, Maras.

Lucien, insieme a Edith, ha seguito con tanto amore la comunità di Chambéry, tenendo un rapporto stretto con la Chiesa locale. E’ stato anche un grande promotore della rivista Nouvelle Cité. Pur immerso nelle realtà e nei problemi di una famiglia numerosa, aveva una disponibilità apprezzata da tutti, pur riuscendo sempre a non rubare a Dio il tempo della meditazione nè quello della preghiera. Tutto ciò che gli era chiesto era un’occasione per mettere in pratica la Parola di Vita che Chiara gli aveva dato: “Vieni e seguimi” (Mt. 19, 21), insieme al nome nuovo: “Discepolo”.

La sua unità con Chiara è stata costante. Nel 1964 le scriveva: “…ti ringraziamo, Edith ed io, ancora una volta di tutto ciò che abbiamo ricevuto attraverso di te: grazie dell’Ideale,… grazie della grazia di essere focolarini fra i focolarini”. Nelle prove o difficoltà puntava immediatamente lo sguardo sullo Sposo: “Riesco adesso ad amare meglio Gesù abbandonato quando mi si presenta e, così, le croci che incontro, perché accettate e amate di più, sono l’occasione di un amore più grande e più puro per lo Sposo divino”.

Aveva anche una grande stima per Foco di cui apprezzava la radicalità e la tensione ad una santità aperta a tutti, non solo ai sacerdoti e ai monaci.

Pochi anni fa ha scritto un pensiero nel quale manifesta il suo spirito quasi con una battuta: “Ho sempre pensato che Dio aveva tanto amore per tutti noi, ma, guardando la mia vita, credo che aveva anche tanto humour per avermi chiamato a seguirLo! Quando mi vedo con i miei limiti e i miei difetti, mi chiedo come mai non ha fatto cenno ad un altro che sarebbe stato più adatto! Comunque è soprattutto affar suo e forse un pochino anche mio!”.

Ora che ha raggiunto Gesù, insieme a Chiara e ai nostri della Mariapoli Celeste, continuerà ad aiutarci ad edificare l’Opera nel mondo ed in particolare in Francia.

Preghiamo per Lucien e per la sua famiglia e rimaniamo uniti nel Risorto.

Emmaus


 


Torna ai contenuti