Manfred Kochinky - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Manfred Kochinky

2013


Manfred Kochinky

14 maggio 1957 - Gran Bretagna, 12 dicembre 2013

Rivestitevi dell'uomo nuovo (Col 3,10)

Rocca di Papa, 15 dicembre 2013

Carissimi e carissime,

Manfred Kockinky, focolarino tedesco da 35 anni nella zona della Gran Bretagna, è partito per il Paradiso il 12 dicembre dopo una malattia durata quasi 2 anni. Il suo nome nuovo è: Fred = uomo della pace.

Nato nel 1957, ha conosciuto l’Ideale nel ‘74 partecipando ad uno spettacolo del Gen Rosso ad Amburgo e nel ’77 ha iniziato la scuola dei focolarini a Loppiano.

Da lì scriveva a Chiara: “Davanti a Gesù Eucarestia ho promesso di essere fedele alla mia vocazione di vivere in focolare, fedele per sempre… è una cosa che ho fatto coscientemente come risposta alla scelta di Dio”.

Arrivato in focolare in Gran Bretagna, lavorava come vice direttore di una prigione dove ha guadagnato il rispetto e l’affetto di tutti i colleghi, tanto che hanno deciso di dedicare la nuova ala del carcere al suo nome.

Dopo un incontro a Castel Gandolfo nel dicembre ’96 comunicava a Chiara: “Grazie ancora della tua venuta in Inghilterra... Rinnovo con gioia immensa la mia scelta di Gesù Abbandonato in ringraziamento a Dio di essere un focolarino di questa famiglia più bella del mondo”.

E nel ’98: “Vedo come Dio mi porta sempre più vicino a Sé, in modo che nessun’altra cosa possa condizionare questo rapporto. E’ la vita di uno sposalizio con Gesù Abbandonato che non lascia spazio per nient’altro”.

Nel gennaio del 2000: “Mi sento ricostruito nella vera vocazione alla quale Dio mi ha chiamato da sempre: La santità collettiva. Ti prometto di vivere al 100 % per la santità di Gesù - noi”.

Fin dall’inizio della malattia, Manfred diceva che questa non era una cosa solo sua, ma che apparteneva a tutta l’Opera. Così si è messo a condividere questa esperienza usando i mezzi moderni e raggiungendo una larghissima gamma di persone: membri del Movimento, parenti, colleghi ed anche alcuni della diocesi con i quali aveva lavorato per preparare feste per i giovani. Andavano a visitarlo in tanti riallacciando contatti con il focolare. La casa si riempiva di persone che avevano costruito negli anni rapporti profondi con lui.

Manfred ha affrontato con grande coraggio tanti momenti difficili e ogni cosa è stata vissuta come un’esperienza comune di tutto il focolare, con alti e bassi, gioie e dolori. E’ potuto così essere curato in focolare e vivere in un’atmosfera serena di Gesù in mezzo.

Nell’agosto 2012 mi ha scritto: “Sempre più vedo che Dio mi ha chiamato ad una vita splendida, cioè alla vita Sua che è quella della Trinità! Veramente il focolare è un mezzo potente per far vedere la vita intima di Dio al mondo in modo molto semplice! C’è la pace, la gioia e soprattutto la Sua presenza. Basta solo quello! Allora insieme possiamo dare vita
all’Opera mettendoci a disposizione dello Spirito Santo”.

Rinnovava continuamente la sua fede nell’amore di Dio per lui, specialmente nei momenti più acuti di incontro con Gesù Abbandonato. Diceva: “Ogni giorno Dio ci dà l’amore e la grazia sufficiente per sopravvivere nell’attimo presente… Io credo in un Dio che è amore … Porto con me fra le braccia il mondo a Gesù e faccio contenta Chiara”.

Qualche settimana fa Manfred mi ha mandato a dire che offriva tutto affinché Dio aiuti tutta l’Opera a crescere nell’amore reciproco.

Ringraziamolo per la sua fedeltà fino alla fine e preghiamo per lui.

In Gesù Abbandonato - Risorto,

Emmaus

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