Marco Aquini - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Marco Aquini

2019

Marco Aquini




"Il vostro parlare sia sì sì no no" (Mt 5,37)



17 dicembre 1958 -  Mar. Romana, 4 gennaio 2019
Rocca di Papa, 10 gennaio 2019
Carissimi e carissime,

 
 
Marco Aquini, focolarino della Mariapoli Romana, il 4 gennaio - appena compiuti 60 anni - è arrivato in modo esemplare all’incontro con Gesù dopo pochi mesi di malattia.  

 
La sua partenza, cogliendo tutti di sorpresa, ha suscitato un’infinità di testimonianze che esprimono il riconoscimento corale di una santità vissuta nel quotidiano e il grazie commosso di molti.
 
 
Nato a Udine, a 16 anni perde il padre in un incidente. Quando poco dopo incontra il Movimento avviene una vera svolta nella sua vita. Scrive a Chiara: "Ho capito ancora di più l'importanza della Parola, per diventare altri Gesù. Prima di conoscere l'Ideale ero chiuso nel mio mondo dorato … Vivendo l'Ideale sto uscendo da me stesso … conscio di avere la forza potenziale di cambiare il mondo in cui vivo”. Numerose sono le esperienze di coerenza al Vangelo che si susseguono anche negli anni universitari nella facoltà di Giurisprudenza.

 
Nel 1978, durante la Scuola Gen, aderisce con tutti i gen all’invito di Chiara di sottoscrivere un Patto di fedeltà a Gesù in croce “fino alla fine”. In quei giorni le scrive: “Ogni vocazione mi sembrava avesse una sua bellezza e tutte mi piacevano. Stamane però sentivo che tu mi chiamavi personalmente ad essere un popo: questo fatto mi toccava il cuore”. E alcuni mesi dopo le conferma: "Scelgo Gesù Abbandonato ancora una volta come Sposo: non mi importa d'altro (…) voglio essere Gesù". Più tardi, al termine della formazione a Loppiano sente che ha trovato la chiave per maturare il giusto equilibrio con Dio e con i fratelli.  

 
Vive ancora un’esperienza forte in famiglia nel ’91 per l’inspiegabile scomparsa della sorella Chiara, già fragile di salute. Soffre molto insieme alla mamma, mentre si susseguono le ricerche fino al ritrovamento del corpo. Marco ricorda quel periodo come: “un periodo vissuto tra speranze e angosce, senso di impotenza, ma anche di pace e serenità, nella progressiva scoperta di un disegno di Dio, magari misterioso, ma reale. Ho compreso un po’ di più cosa significa camminare con Gesù Abbandonato, riconoscerlo nei dubbi, nelle angosce, nelle decisioni difficili, ma nello stesso tempo saper consolare, saper ascoltare, avere un cuore di madre”.
 
 
Dopo due anni in Germania, accetta con generosità di venire al Centro del Movimento. E’ animatore dell’AMU, “Associazione Mondo Unito”, e di “New Humanity”, la nostra ONG accreditata presso l’ONU; è corresponsabile di Gioventù Nuova e consigliere dell’aspetto della “Comunione dei beni, Economia e Lavoro”, ricoprendo numerosi incarichi di fiducia in ambito giuridico. Dal 2000 è accanto a Chiara e ad Eli come speaker del Collegamento CH. Svolge ogni compito con dedizione ed entusiasmo, in ascolto della “voce interiore”.  
 
 
Fin da giovane focolarino esprime a Chiara la sua immensa gioia per “poter concorrere, da confondatore dell'Opera, a realizzare quella dinamica trinitaria che è la sostanza dell'unità”, incarnando “la vocazione più bella: mantenere la più perfetta carità e farla circolare fra tutti".  Con semplicità e concretezza affrontava anche situazioni complesse, mantenendo sempre la carità e accogliendo il contributo di ciascuno. Stupiva la sua professionalità, acquisita con costanza e come un autentico servizio all’Opera. Le consulenze che offriva erano ponderate e sapienti, espresse con il suo tipico stile chiaro, sobrio e diretto che rispecchiava la sua Parola di Vita: “Sia il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»” (Mt 5,37).
 
Marco sapeva mettere in risalto gli altri, aiutandoli a far fruttare i propri talenti e intervenendo solo di fronte a un rischio. “Era mite, ma deciso”, dicono i giovani e “tanti gen hanno avuto la fortuna di vedere in lui l'Ideale incarnato”.  

 
Recentemente era stato nominato ad amministratore generale di tutta l’Opera e possiamo ricordare ancora il sostegno dato a Città Nuova nel Consiglio di Amministrazione e il ruolo svolto anni fa, a nome del Movimento, nelle Istituzioni Internazionali come all’ONU e all’UNESCO. Marco ha ancora potuto dedicarsi con frutto all’insegnamento accademico e ha offerto il suo aiuto in un gruppo di ascolto della Caritas.  
 
Un punto luminoso rimane il suo spiccato vivere per la santità del focolare. Bello è cogliere cosa significava per lui fare da perno. Confidava a Chiara: “essere madre, senza con ciò rinunciare alla responsabilità, ma anzi conscio che l’esercizio di essa è essenzialmente amore concreto, servizio, mettersi all’ultimo posto”, per essere “trasparenza del carisma". Aggiungeva nel ’94: “Più che mai … ho avvertito il richiamo ad essere niente per essere via al Paradiso per tutto il focolare”. E nel 2000: “Ho cominciato a vedere i popi in modo nuovo e già a tre di essi, non senza commozione, ho detto che d'ora innanzi vivrò per la loro santità". Con quest’anima ha ricoperto anche l’incarico di seguire i focolarini della Mariapoli Romana.
 
 
Nel novembre scorso la scoperta della malattia. Ha voluto condividere con tanti l’esperienza che faceva e, finché ha avuto forze, ha espresso la riconoscenza “di poter contare sulla vicinanza e preghiera di tutti”, sentendosi aiutato “a essere sereno e a vivere ogni giorno come nuovo".  
 
I focolarini del suo focolare ci hanno detto:Abbiamo vissuto e sperimentato una vita con Gesù in mezzo sempre crescente … è scattata una gara d’amore reciproco con Marco e fra noi, in cui tutto era sacro e aveva una nuova dimensione”.  
 
All’aggravarsi delle sue condizioni, si è reso necessario il ricovero in ospedale. Riporto la commossa testimonianza del primario, Leonardo Calò: “Mentre moriva, ti sorrideva: questo è stato Marco. Ci sono persone che muoiono da santi, ma sono pochi … sono rari. Marco faceva parte di quella rarità. In ospedale era in una stanza da quattro ed era lui che voleva più bene a tutti e tutti, anche medici e infermieri, erano ammirati di lui. Ha sofferto tantissimo. E’ morto con un sorriso”.
 

Quando sono andata a trovarlo a dicembre per il suo compleanno, l’ho visto radioso e proteso a vivere per l’Opera offrendo la sua malattia. Mi è venuto spontaneo ringraziarlo e dirgli: “Dio ti ha scelto per collaborare adesso in questo modo alla sua Opera e ai suoi piani.” Poco dopo mi ha scritto in un messaggio: “…Finora credo che avevo accolto i suoi piani ma altro è sapersi scelti. Mi dà un significato ancora più profondo e preciso di tutto quello che stiamo vivendo insieme. Grazie Marco”.
 

Carissimi e carissime, vorrei ringraziare tutte e tutti coloro che hanno inviato telegrammi, partecipazioni o testimonianze su Marco. Ci auguriamo di preparare presto la sua biografia perché il suo esempio rimanga nella storia come stella luminosa, accanto a quello di tante e tanti che hanno seguito la strada di Chiara e hanno raggiunto la mèta, luce nel cammino di molti e molti altri per la gloria di Dio.

 
 Ringraziando insieme per questo splendido focolarino, rimaniamo uniti nella vera Vita,  

Emmaus
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