Marziano Quintili - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Marziano Quintili

2017

Marziano Quintili


"Ti ringrazio, Padre, perché hai nascosto queste cose

ai grandi e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli" (Mt 11,25)

4 novembre 1931  -  Mar. Romana, 23 gennaio 2017

Rocca di Papa, 25 gennaio 2017
Carissimi e carissime,

Marziano Quintili, focolarino della Mariapoli Romana, ha concluso il suo Santo Viaggio circondato da Gesù in mezzo, il 23 gennaio all’età di 85 anni.

Di famiglia agiata, Marziano ha avuto una fanciullezza felice e ha goduto l’affetto dei genitori, di suo fratello e della sorella. Da giovane era amante dello sport, dallo sci al calcio, con promettenti allenamenti interrotti iniziando l’Università nella facoltà di Giurisprudenza.

Nel 1955, giovane avvocato affascinato dall’Ideale, lo troviamo a Torino nel primo focolare con Vittorio Sabbione. Sono anni impegnativi, dato che Vittorio era molto preso dalle attività del Movimento nascente e lasciava a Marziano di sbrigare gran parte dell’attività del suo noto studio legale. L’anno successivo è chiamato a Roma con il gruppo di focolarini più vicini a Chiara. Marziano ricordava spesso con orgoglio che era uno dei primi 30!

Nell’ottobre ‘58 parte per la Francia, destinazione Grenoble, con la prospettiva di aprire il focolare ed iniziare un buon impiego come avvocato. Il focolare si apre, lo studio di avvocato no e lui si ritrova a lavorare in un allevamento di polli. Non era certamente quello che avrebbe desiderato, racconta. Ma se l’esperienza lavorativa era precaria, la vita in focolare ed anche con le focolarine era di vera famiglia. Intanto sorge la possibilità di un lavoro importante e Marziano parte alla volta di Parigi. Nel ‘61 è chiamato a offrire il suo contributo per Città Nuova a Roma e vi rimane fino al ’72, quando passa a lavorare nell’ufficio assicurazioni del Centro dei Focolarini.

Intanto la sua salute va peggiorando e nel 2013 non gli viene rinnovata la patente di guida. Inizia così una nuova tappa del suo Santo Viaggio. Abituato ad essere autonomo e intraprendente, si trova ora a dover chiedere aiuto per tutto. E’ riconoscente di ogni attenzione che riceve e contraccambia con ciò che ha di più prezioso, condividendo la sua sapienza e la sua cultura. Donava le sue esperienze, raccontano, e spaziava dalla teologia all’arte e lo si ascoltava volentieri.

Recentemente per essere meglio assistito, è stato accolto nel focolare di Villa Achille. Si inserisce subito bene e continua ad essere aperto a costruire rapporti, ritrova antichi compagni di focolare e si intrecciano ricordi e aneddoti di apostolato e di lavoro. E’ un vero dono per Gesù in mezzo. Sono i suoi ultimi giorni.

Per far partecipi della caratteristica spirituale forse più importante di Marziano, che ha segnato tutta la sua vita, riporto stralci di una lettera scritta a Chiara da Grenoble il 5 gennaio 1959: “… In quest’ultimo periodo da quando Gesù ha voluto, almeno così credo, portare anche me entro la realtà di Maria, nell’anima mi è cresciuta continuamente l’esigenza … di Maria! A un punto tale da sentirmi ora completamente condizionato da Lei, diventata veramente nutrimento e sostanza della mia anima. Tanto che, se ho da qualche parte l’unità con Lei, sento fiorire in me ogni capacità di Vita, e di amore per l’umanità attorno. E quando, invece, per qualche motivo quest’unità mi viene a mancare, son dolori grandi, perché mi sembra che mi venga a mancare tutto. L’altro giorno in un momento di difficoltà mi è venuto spontaneo dire alla Madonna «Ma senti, se proprio c’è da soffrire, io sono pronto ma tu aiutami tanto, perché io non sono nient’affatto sicuro di me; però, per favore, tu spiegami una cosa: a che serve un Gesù bambino senza la Madonna?» E allora m’è parso logico chiederle: un’unità con Lei, profonda e stabile. E ho sentito più che mai forte la sua spinta di portarla all’umanità…”.

Facendo nostro il suo affidarsi costantemente a Maria nel cammino verso l’Ut omnes, preghiamo uniti per lui.
Emmaus

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