Mauro Nirani - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Mauro Nirani


"Io sono la vite e voi i tralci, chi rimane in me e io in lui porta molto frutto" (Gv 15,5)



29 novembre 2020
Rocca di Papa, 13 dicembre 2020
Carissime e carissimi,

Mauro Nirani ci ha lasciati domenica 29 novembre accompagnato dalla preghiera e dall’affetto del suo focolare “Nuova Unità” (Loppiano) dove si era inserito in febbraio proveniente dalla Mariapoli Romana.  

Mauro è nato l’8 marzo 1949 sull’appennino Modenese (Prignano sulla Secchia) quarto di 5 figli. A 18 anni, nel 1967, si diploma al Liceo classico e nell’estate, viaggiando per l’Italia, sente parlare di Loppiano e vi si ferma per un mese scoprendo l’Ideale dell’unità e il suo segreto: Gesù Abbandonato.

Due anni dopo scrive a Chiara: “Vorrei andare a Loppiano perché voglio sposare Gesù abbandonato ed essere pronto in ogni attimo a perdere completamente tutto il resto”. E così nel ’69 approda alla scuola di formazione per focolarini. Da Chiara riceve un nome nuovo “Schiera Bianca” e come Parola di vita una frase dal Vangelo di Giovanni (15, 5): ”Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me ed io in lui porta molto frutto”.  

Verso la fine della scuola don Foresi gli chiede di andare a Trieste a studiare Economia e Commercio. Da Trieste scrive a Chiara: “…in questi giorni chiedo una grazia a Gesù: di far crescere in fretta questo rapporto con Lui che è ancora molto piccolo ma è la cosa più preziosa”.  Chiara gli risponde: “Dio accrescerà la tua unione con Lui e coi fratelli, se tu sarai fedele a Gesù Abbandonato”.

Dopo Trieste è a Trento, con Marco Tecilla, poi va come responsabile di focolare a Treviso, a Padova, continuando ad interessarsi di temi sociali e dell’economia. Mauro è stato poi a Milano, a Parma e negli ultimi vent’anni a Rocca di Papa al servizio dei focolarini del mondo,

Quando nel 1991 nasce l’Economia di comunione, scrive a Chiara; “Mi sembra il ‘miracolo di Maria’ nella celebrazione dei 100 anni del pensiero sociale cristiano. Spesso ho condiviso la sofferenza di tanti nel coniugare la radicalità della vita evangelica e la durezza di consuetudini e leggi economiche (…) Offro la mia vita a Gesù perché la usi come piccola rata contro i muri dell’egoismo economico…”. Saputo della sua dipartita, così scrive il vescovo di Barentù (Eritrea): “Mauro era una persona di grande cuore e di compassione verso i più deboli, i bambini orfani...con lui abbiamo realizzato diversi progetti, scuole, acquedotti, ospedali, tante tante opere sociali”.  

Con una personalità così ricca come la sua in 51 anni di vita di focolare non sono mancate strettoie e periodi delicati, vissuti con grande onestà intellettuale e apertura. Nel 2003 scrive a Chiara “Gesù abbandonato…vedo come è questo su cui debbo puntare, essergli fedele ogni giorno, coprendo tutto il passato con Lui, convinto che tutto coopera al bene per chi ama Dio…”.  

Negli ultimi nove mesi a Loppiano il suo santo viaggio ha avuto una accelerazione: “Vorrei  - scriveva -  arrivare alla fine dei miei giorni ripetendo quello che dice S. Paolo: Ho combattuto la buona battaglia, ho completata la corsa, ho conservato la fede”.  Chi lo vedeva passeggiare rimaneva stupito dal raccoglimento come se, dentro, proteggesse un tesoro da cui traeva la sua linfa vitale: l’unione con Dio che gli ha permesso di affrontare con coraggio, serenità, docilità alla Volontà di Dio l’ultimo tratto della sua vita terrena.
Flavio
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