Michel Pouzols - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Michel Pouzols


"Abbà, Padre, tutto è possibile a te: allontana da me questo calice; tuttavia non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu" (Mc 14,36))


20 maggio 2020
Rocca di Papa, 3 giugno 2020
Carissimi e carissime,

Michel Pouzols, focolarino francese a Marsiglia, il 20 maggio è partito per il Cielo per un arresto cardiaco.  

Nasce nel 1944 in Normandia (Francia) in una famiglia cattolica; è il terzo di cinque figli. Dodicenne avverte il desiderio di portare a tanti il Vangelo e il sacerdote del suo liceo gli consiglia di continuare a studiare bene, certo che Dio poi gli farà scoprire la Sua volontà.

A vent’anni inizia a frequentare la prestigiosa École des Beaux Arts di Parigi, un ambiente molto secolarizzato. Un giorno all’ospedale universitario fa amicizia con uno studente, Michel Pochet. Scrive a Chiara di quell’incontro: “Raccontai a Michel quale era la meta della mia vita: fare del mondo una famiglia per mezzo dell’architettura, cambiare i piani delle case, delle città, in modo da permettere agli uomini di incontrarsi più spesso, di vivere meglio, di essere più felici. Ma sentivo che questo non era sufficiente per assicurare la felicità del mondo. L'architettura doveva essere soltanto un mezzo. La vera risposta era nel vivere da cristiani”. Confidava inoltre di sentirsi solo: “Facemmo allora il patto - spiega - di incontrarci ogni giorno alla Messa”. E prosegue: “Ero rimasto molto impressionato dalla storia che mi aveva narrato, di una ragazza che a Loreto aveva avuto il desiderio di fare del mondo una famiglia e di come l'aveva concretizzato...” (03.07.66). Così Michel conosce il focolare e approfondisce la vita che aveva sempre desiderato.

Nel ‘66 è a Loppiano e dopo la scuola va nei focolari di Parigi, Tolosa e Lione, dove completa la sua formazione professionale. E’ un periodo faticoso e non facile per il lavoro. Scrive a Chiara nel dicembre ‘73: "Questa mattina ho dovuto fare un salto di fede per aderire alla tua meditazione intitolata ‘Il crudo del Vangelo’. (…) Dire di SÌ con te a quello che è il crudo del Vangelo è accettare la morte (a me stesso) e questo mi spaventa, ma voglio farlo. Incapace di arrivare con le mie forze, so che se un giorno dovrò gridare morendo: ‘Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato?’ Maria sarà lì perché la mia anima non si perda”.

Nel ’76 si trasferisce in Camerun, risiede prima a Fontem e poi a Douala. Per 17 anni esercita lì la sua professione e costruisce edifici e chiese con l’intento di “dire Dio” attraverso l'architettura, nel rispetto della cultura locale. È molto apprezzato da vescovi, sacerdoti e religiosi.

E’ una vita di forte impegno che si rivela troppo intensa. Nel ’92 subisce un intervento di emergenza e poco dopo un secondo a Parigi. Gli è necessaria una lunga convalescenza, che Michel affronta con serenità, cogliendo l’occasione per seguire corsi all'Istituto Cattolico di Parigi. Così nel ’95 entra a far parte del focolare di Tolosa e inizia a lavorare in ospedale come aiuto cappellano. Condividendo la sua esperienza di malattia, sa infondere in molti coraggio e speranza.

All'inizio del ‘97, Chiara riceve da Michel una proposta: “In questi anni, oltre a dire: ‘Per te Gesù’, alle volte mi viene da dire: ‘ABBA’. Alla mia morte mi piacerebbe di aver lasciato questa Parola ‘Abba’ come ricordo. Sarebbe possibile averla come Parola di Vita: ‘Abba, Padre, tutto è possibile a te: allontana da me questo calice; tuttavia, non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu!’ (Mc 14,36)? E come nome nuovo ‘RIS’ Risurrezione?”. Chiara accetta e scrive a Michel: "Questo ti ricorderà la forte esperienza che hai fatto e ti darà luce e forza per avanzare nella santità e per testimoniare tutto l'amore del Padre”.
Nel 2011, Michel va a vivere nella residenza per anziani gestita da due focolarini sposati a Marsiglia. Quando mesi fa si stabiliscono in città vicino a lui tre focolarini, Michel ha la gioia di condividere la comunione d’anima con loro e apprezza tanto di poter partecipare insieme alla meditazione quotidiana e alla Messa. Scrivono da questo focolare: “La sua presenza nei nostri incontri è stata un dono speciale per la serenità e la saggezza che da lui emanavano. Trasmetteva una pace interiore che non era scossa dai suoi limiti, certamente dovuta al sapersi superare e all'aver accettato il suo stato fisico”.

Affidando Michel all’amore del Padre, preghiamo per lui grati della sua fedeltà.
Emmaus
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