Michele Di Natale - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Michele Di Natale

2015


Michele Di Natale


 1967 - Roma, 25  luglio 2015


Rimanete nel mio amore  (Gv 15,9)


Rocca di Papa, 27 luglio 2015

Carissimi e carissime,

ci ha sorpreso e molto toccato apprendere che sabato 25 luglio Michele Di Natale, in focolare a Roma, colpito da infarto - nonostante le tempestive cure in ospedale - a 48 anni è partito improvvisamente per il Cielo. Ci uniamo in preghiera ai genitori, alla sorella e a tutta la famiglia e pur nel dolore vogliamo ripetere quanto la mamma ha detto appena avuta la notizia: “Sia fatta la Volontà di Dio”.

Michele nasce in Sicilia, a Ferla (Siracusa). A 25 anni conosce il Movimento attraverso i gen e, colpito dalla radicalità della loro vita evangelica, anche lui vi si impegna con entusiasmo. Proteso in un atteggiamento di generosa donazione, in seguito Michele si sente chiamato da Dio al focolare. In una lettera del ‘92 confida a Chiara: “Eccomi pronto a dichiararti il mio sì esplosivo a seguirti in questa divina avventura, in questo santo viaggio, libero da tutti e da tutto per essere di tutti… per essere tutto, tutto di Dio”.

Concretizza questa scelta arrivando nel ‘94 a Loppiano dove vive una forte esperienza alla luce di “Gesù Maestro”, facendo tante scoperte che lo portano a scrivere ad un altro focolarino: “sento che non è possibile tornare indietro”. E promette a Chiara di radicare sempre più la sua vita in Gesù Abbandonato.

Negli anni di impegno al Centro del Movimento e poi dal 2005 nel focolare di Roma, Michele si dona con crescente coscienza a vivere la spiritualità collettiva. Impresa non sempre facile, in cui si alternano momenti di luce e di buio, ma che sempre condivide grazie alla sua tenacia per arrivare ad un’esperienza autentica di reciprocità. E comprende profondamente che le difficoltà legate, come lui dice, al suo “modo di essere” lo portano alla continua scoperta che Dio lo sta “aiutando a cambiare il cuore”, a mettere al centro non più se stesso, “ma Lui” e di conseguenza a “pensare al plurale, al NOI”. Ripete di voler farsi santo insieme ai focolarini del suo focolare e dice: “in quel perché (gridato da Gesù sulla croce) c’è la risposta che mi porta all’altro, a chi mi sta vicino… Ho capito che la soluzione è dentro di me… morire a me stesso per garantire la presenza di Gesù fra noi”. Scrive a Chiara nel 2000: “non io, ma noi - quindi Gesù fra noi - santificherà la nostra vita”.

Con particolare amore ha seguito per tanti anni i gen 3, costruendo bellissimi rapporti e condividendo momenti importanti della loro vita. Ecco alcune loro impressioni dopo la sua partenza: “Da lassù ci farai un gran sorriso e con una ‘pacca’ delle tue ci inviterai ad andare avanti, tanto ci sarai sempre tu a proteggerci e a vegliare su di noi” - “Ci hai trasmesso la semplicità del ‘bambino evangelico’ e la fedeltà sino alla fine” - “L'ho sempre considerato un assistente speciale e una persona fantastica, bravissimo a farsi volere bene da noi giovani”- “Lui andava dritto al cuore, mettendo tutto se stesso in ciò che faceva. Era così semplice e tranquillo, eppure con questa sua semplicità non ha mai cessato per un solo istante di dare tutto per noi ragazzi. Ora avrebbe dovuto cambiare focolare e lasciare i Gen3. Ma lui no, è voluto restare con noi fino alla fine. Aveva dato tutto per noi, solo la vita gli restava, e ha dato anche quella... Un abbraccio”.

In questa luce appare ancor più vera la Parola di Vita che ha illuminato il suo cammino: “Rimanete nel mio amore” (Gv 15,9).

Con gratitudine per il suo esempio e la sua fedeltà, offriamo preghiere col Risorto tra noi.

Emmaus

Torna ai contenuti