Miguel Angel Montiel - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Miguel Angel Montiel

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Miguel Angel Montiel


Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita come riscatto per molti.

28 aprile 1990


Conosce l'Ideale nel dicembre 1982 e nel gennaio dell'85 va alla scuola della Mariapoli Andrea a O'Higgins.


(4.10.1985 a Chiara) Due anni fa, quando avevo 19 anni, ero innamorato di una ragazza e lavoravo molto per i poveri, gli anziani e i bambini. In quel momento ho sentito in me le parole di Gesù: "Chi non lascia padre…". Le ho sentite così forti che mi sono inginocchiato e con le lacrime agli occhi, però lacrime di gioia, ho detto a Gesù che volevo essere tutto suo. (…) Per un periodo ho vissuto come un consacrato ma mi sono innamorato un'altra volta e così ho pensato che la verginità non era la mia vocazione. Ho terminato gli studi e mi hanno esonerato dal servizio militare, ho visto così che Gesù aveva sistemato le cose perché potessi fare l'esperienza qui nella Mariapoli Andrea.
Intanto continuavo ad essere innamorato di questa ragazza, che era una gen. Ho messo in comune questa situazione col mio bianco e dall'unità con lui ho visto che era meglio "tagliare" per fare un'esperienza totalitaria. Ho detto nuovamente il mio "Sì". Ed ora mi sono innamorato pienamente di Gesù Abbandonato perché sia il mio Sposo e l'unico "Tutto" della mia vita.
Voglio essere un popo tuo e seguirti dove tu vuoi.

Dopo un periodo nel focolare di Buenos Aires, va a Loppiano dove passa tre anni.

(Fine del 1986 a Vittorio) Ci sarebbero tante cose da raccontarti o da  dirti; cose che la stessa vita di Loppiano ti fa fare. Sento che sin dall'inizio mi sono sentito bruciato dall'amore della Madonna che si respira qui. In Lei trovo tutto. Ho scoperto Maria dei focolarini, il mio modello, il mio dover essere, la mia Mamma alla quale cerco di donarmi tutto, insieme a G.A., in ogni messa; darmi tutto a loro come fosse la prima volta. (…) Pur essendo molto piccolo so che devo puntare sempre su Gesù abbandonato e Maria Desolata, una realtà che ancora non ho scoperto nel più profondo (…) ma so che è la strada alla santità di cui ci parla Chiara.
E voglio essere anch'io, come già ti ho detto, un "Pazzo di Gesù Abbandonato".

(7.4.1988 a Vittorio) Forse ti avranno detto qualcosa circa la mia salute in quest'ultimo periodo a Loppiano… Tutto è incominciato 7-8 mesi fa… pian piano sentivo che in focolare mi costava fare unità a tavola, nel lavoro mi costava sempre di più superarmi e vedere Gesù nei fratelli quando non mi trattavano molto bene forse, fino che ad un certo momento tutto è crollato.
Un giorno nel lavoro mi sono trovato a piangere, dopo un momento difficile con i popi. In quel momento  Dio mi è sembrato più lontano che mai, mi domandavo che senso aveva aver conosciuto l'Ideale,… non riuscivo a vedere niente, era il buio più buio…
Mi è venuta una grande incertezza sulla vocazione perché non riuscivo a fare unità con alcuni popi del focolare e mi sembrava che nemmeno loro volessero farla con me. Mi sembrava che non avrei potuto continuare in focolare perché così la vita era diventata una piaga, mi sentivo molto stanco con la mente, pur sforzandomi di fare unità nella meditazione e nella scuola finivo sempre con un gran dolore di testa.
Sono andato da un dottore che dopo avermi esaminato e ascoltato mi ha chiesto: "Hai pensato cosa farai? Tornerai a casa? Formerai una famiglia?" A questo punto un gran dolore mi ha invaso l'anima e dentro di me risuonava "Da chi andrò? Soltanto tu Gesù hai parole di vita eterna" quindi non c'era un posto sulla terra per me, da nessuna parte sarei riuscito a vivere e Lui in quel momento mi domandò: "Sei disposto a rischiare tutto? Non sarà facile, sarà difficile…" e in quel momento ho detto un nuovi sì nel buio a Gesù Abbandonato.

(7.4.1988 a Roberto Escudero) Tutto mi è sparito, la vita di focolare, il lavoro… la cosa più importante dell'uomo: la mente, mi sentivo veramente distrutto, quando andavo la sera a letto piangevo e soffrivo, domandavo a Gesù il perché e lì mi sono ricordato che una volta gli avevo chiesto i dolori e che volevo fare di quest'anno il più santo della mia vita
Stando a letto avevo di fronte a me il quadro di Gesù Abbandonato e guardando la sua corona passavo ore e ore dicendogli soltanto: per te, per te.
Sono stati momenti dolorosi ed angosciosi che però passerei di nuovo, ho offerto tutto per Chiara, l'Opera e la Chiesa. Non so se in futuro potrò stare in focolare o no, quello che so è che Gesù Abbandonato è più grande, è qualcosa di grandissimo, è il mio Sposo…
In quei momenti sempre chiedevo a tutti quelli già arrivati di aiutarmi (…) So che loro ci guardano da lassù ed io voglio morire come loro, voglio farmi santo come loro anche se non  so come fare, però credo che il nostro cammino è amare G.A., rivivendo Maria Desolata.
Teniamo Gesù in mezzo. Io vivo, prego ed offro ogni cosa per te.

(23.9.1988 a Vittorio) Sono ormai passati 7-8 mesi  (…) e mi sento molto bene, lavoro e faccio tutto come prima, sento che l'Amore immenso di Dio mi ha purificato e questa esperienza di Gesù Abbandonato e Maria Desolata mi ha marcato per tutta la vita, io sono un Pazzo della croce e tutto l'ho offerto…

(Nel gennaio 1990 a Fede)
Parto felice, vado a far divampare il fuoco insieme agli altri popi in Argentina.

Il 28.4.1990 i popi del focolare di Mendoza partono per un giorno di riposo in montagna, andando in auto tutto parlava di armonia e Miguel Angel commenta: "Io non so come a qualcuno non piaccia la montagna… o il mare… tutto è opera di Dio, tutto è bello!".
Durante una pausa della camminata Miguel Angel dice: "Che bello stare insieme, è la prima volta che facciamo così!". Quindi , continuando la camminata, sollevando le braccia al cielo esclama: "GRAZIE, GESU'!".
Alla fine del percorso, mentre gli altri si fermano per riposare, Miguel Angel chiede il permesso di salire ancora un po' e dopo pochi minuti precipita nel vuoto.

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