Nicasio Triolo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Nicasio Triolo

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Nicasio Triolo



E vedutolo ne ebbe compassione.





21 febbraio 1999


Gli scritti qui di seguito sono stralci di alcune lettere da lui scritte a Chiara nel corso degli anni.

Da Trapani:

(27.1.1959) Mi sono liberato da tante cose che come attaccamenti pesavano nella mia anima. Mi sono liberato persino di una bomba a mano e di un proiettile anticarro che ancora tenevo a casa come ricordo! Ancora non ho finito di riordinare tutto, ma quello che conta è che ho ordinato l'anima davanti a Dio, e non vedo l'ora di far tutto il resto bene…

(12.2.1960) In questi ultimi tempi provavo un senso di disagio in focolare e mi domandavo quale fosse il mio posto, se in focolare o al movimento, dato i miei numerosi incarichi in città. Così,buttando tutto in Lui e messomi a vivere, ho capito che mi trovavo a disagio perché, essendo la mia una vocazione totalitaria, non avevo dato Tutto a Dio, con la scusa di particolari situazioni in cui mi trovavo (famiglia, municipio, Azione Cattolica ecc.), e che occorreva fare il passo decisivo lasciando tutto e seguendo soltanto a Gesù.

Dall'Africa:

(21.6.1963) Ed ora che sono solo apprezzo di più e capisco che cosa è l'Unità con Gesù in Mezzo e sempre di più mi convinco che la mia strada è la santità nell'Opera di Maria, e che questa si può raggiungere se noi focolarini viviamo la nostra regola. Così possiamo vedere quanto sia grande l'Amore di Dio per noi, e come noi siamo fatti l'un per l'altro per raggiungere insieme la santità; dico insieme perché se io dovessi guardare me stesso mi spaventerei, perché constato sempre di più che sono buono solo a guastare l'Opera di Dio. Ma nonostante ciò sono tranquillo e contento perché G.A. ha pagato tutto ed inoltre perché posso confidare nell'aiuto della Madonna di cui, come non mai, sento ogni giorno la protezione materna.
Ho affidato a Lei l'ospedale, perché non mancano i casi difficili e le responsabilità gravi, anzi l'ho fatta - se si può dire - Direttrice dell'ospedale, affidandoLe la cura degli ammalati, e va tutto bene soprattutto quando ci sono le prove: parti difficili, casi gravi ed oscuri ecc.

(2.12.1963) Non dovremmo finire mai di esaltare la Bontà di Dio che ci ha voluto chiamare nell'Opera di Maria. Io veramente avrei più motivo di tutti per farlo perché mi sento indegno di appartenere ad Essa, e tu considerami l'ultimo dei focolarini (ci dev'essere anche questo posto!). Comunque non mi scoraggio e cerco di sfruttare tutto il mio negativo per andare avanti in Gesù Abbandonato e Maria Desolata…

(14.7.1969) Sulla povertà e sulla obbedienza ho da rivedere tante cose. Ma anche riguardo alla castità, malgrado la mia età -oggi ho compiuto i 57 anni- mi devo mettere in guardia (…) perché il principe di questo mondo tenta ogni uomo cercando di infiltrarsi sottilmente se trovasse qualche spiraglio a mala pena aperto o approfittando di qualche distrazione o stanchezza o suggerendo sentimentalismi pericolosi.

(2.1.1973) Sono così contento che non cambierei la mia posizione con nessun altro al mondo… Lo so che non è facile amare veramente Gesù Abbandonato e che bisogna ricominciare sempre ogni momento, ma questa mia impotenza e i miei continui fallimenti è ciò che di mio posso offrire a Lui se trasformo tutto in Amore per Lui, e mi metto con rinnovato impegno ad andare avanti.

(24.7.1981) Ogni giorno, in focolare e fuori, ho modo di mettere in pratica le mortificazioni: l'alzarsi al mattino presto all'ora stabilita, sempre subito e con gioia, fare la colazione a distanza di un'ora e non meno dalla Comunione, perdere tutto per servire ed amare i fratelli, a tavola comportarsi bene, mangiare un cibo che non piace o non è cucinato bene senza lamentarsi, accettare volentieri una scomodità per il corpo, mortificare gli occhi e i pensieri, evitare le parole inutili o importune e le chiacchiere, fare le pulizie della casa quando non se ne avrebbe voglia, accettare qualche dolore o il maltempo o il caldo ecc. ecc.

(13.11.1981) L'amare il dolore per poter amare i prossimi è la molla che ci fa sfruttare bene le occasioni della giornata e l'antidoto contro l'uomo vecchio e le sue tentazioni, tra cui in special modo: la stanchezza spirituale, lo scoraggiamento e la superficialità…

(25.12.1981) La mia impressione è stata di non aver capito sinora né l'Ideale né il cristianesimo, e che debbo ricominciare tutto daccapo. Ringrazio Dio di avermene dato ancora il tempo e la possibilità...   
E' venuto in luce in modo nuovo l'essere fratelli di un unico Padre, la posizione di servizio d'amore in umiltà (che è la base della santità) di noi cristiani, e soprattutto che tutti siamo dei candidati all'unità.

(3.3.1982) Mi trovavo in una grande città e mentre aspettavo che un popo facesse le spese, pensavo come poter vivere la Parola di Vita di febbraio (cioè "farsi uno" come dice San Paolo), pensavo che non si potesse applicare nella situazione presente. La folla passava sulla strada e ognuno pensava ai fatti suoi senza preoccuparsi del prossimo che passava accanto a lui. Come avrei potuto fare io? Pregare per loro? Sì, anche questo. Ma come poter stabilire col prossimo un contatto personale, farmi uno? Ad un certo punto è passata a circa tre metri una donna piuttosto anziana con una bacinella sulla testa dove aveva dei cibi da vendere, l'ho guardata e le ho sorriso facendole un segno di saluto con la mano. E lei, sentendosi benvoluta, si è fermata un po' dimenticando i suoi affari, mi ha sorriso ed ha risposto al saluto e poi è andata avanti tutta contenta…

(26.9.1982) Quando sono cominciati ad arrivare i Collegamenti ti dico francamente che essi hanno scombussolato il mio uomo vecchio che purtroppo aveva tanti motivi per "mugugnare"e mi sussurrava spesso che c'era troppa carne sul fuoco: l'Ideale che bisognava vivere rinnegando sé stessi e mettendosi al servizio del prossimo ogni momento, vivere con Gesù in Mezzo, la parola di vita che non dava tregua, le mortificazioni e le penitenze da fare, la tensione alla santità, il santo viaggio e tante altre cose impegnative, non c'era tempo di tirare il fiato per una sosta che già arrivava un altro collegamento…
Ma grazie a Dio ho potuto vedere che erano tutte scuse dell'uomo vecchio, un uomo vecchio che deriva dall'egoismo e che non muore mai, neanche nella vecchiaia…

(21.2.1983) Vedo che se non mi fido pienamente della Parola di Dio e penso invece alle mie forze, o alle sole possibilità umane o agli ostacoli, resto nella mediocrità e nella stanchezza, e non pesco nulla.

(18.9.1983) Coltivare le virtù e combattere i vizi… una cosa che da tempo sentivo nell'anima. Sento che non ci sono più scuse per me e già mi sto dando da fare per combattere i vizi (che scopro sempre più numerosi), cominciando dai più grossi. Le mortificazioni e le penitenze che fanno parte della nostra vita quotidiana, mi aiutano molto a superare gli ostacoli e ad andare avanti ricominciando sempre daccapo.
Fra le varie virtù, sento che devo prendere di mira l'umiltà (che non è mai abbastanza), il silenzio interiore, lottare contro la fretta che è un vizio che mi affligge.

(16.5.1985) Desidererei fare qualcosa per la mia città, Trapani, dove c'è l'occhio del ciclone della mafia e dove nel 1948 ho perduto un fratello vittima della mafia. Vorrei cioè dare la mia vita per i mafiosi che sono i più lontani da Dio perché sono quelli che hanno messo il denaro, la potenza e la droga al posto di Dio e sono pronti a fare qualsiasi delitto e strage…

(3.9.1991) Sono convinto che se non mettiamo in pratica quello che ci dici non possiamo diventare santi, ed è quello che dobbiamo fare, perché è volontà di Dio, di Maria…

(2.4.1992) Noi popi anziani non possiamo fare tutto quello che fanno gli altri. Tuttavia il nostro posto migliore è stare nel focolare e vivere l'Ideale assieme agli altri.

(14.5.1996) Mi viene da pensare a ciò che disse il vecchio Simeone nel Tempio, quando ha visto il neonato Messia: "Nunc dimittis…". Non posso aspettarmi di più e di meglio! Specie ora che mi vengono a mancare le forze e la salute per la vecchiaia… Ringrazio Dio per il grande amore che mi dà anche attraverso la Madonna. Sono sicuro che Maria non mi lascerà solo nell'ora della mia morte. Lei mi accompagnerà nella casa del Padre, quale figlio suo, con i nostri Mariapoliti Celesti.

Nel novembre del '96, dopo un secondo ictus si trasferisce a Rocca di Papa, a Villa Emilio.
Un giorno gli chiedono:
"Sei contento di stare qui con noi?". "No" risponde. "Perché?" E lui: "Voglio andare lassù".
E una sera, mentre si coricava: "Sono stanco, voglio andare dalla Madonna".

Il suo testamento:
(31.8.1996)
Perdono tutti quelli che hanno fatto del male a me e alla mia famiglia (i mafiosi) e che Dio faccia in modo che non si dannino per l'eternità; e sono riconoscente a quelli che mi hanno fatto del bene.
Soprattutto chiedo perdono a Dio onnipotente per il male che ho fatto e le omissioni e per quello che non avrei dovuto fare.
La Madonna, che ho tanto amato, mi accompagni.

Il 21 febbraio del 1999, a 87 anni, Nicasio passa alla Mariapoli Celeste, mentre attorno i focolarini di Villa Emilio e alcuni parenti cantano "Salve Regina". Il giorno dopo, sulla busta del testamento leggiamo: "
Durante la mia agonia, se è possibile, desidero cantata la "Salve Regina". Ho ferma speranza di morire assistito dalla nostra Mamma celese che ho tanto amato".

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