Nicolino Sias - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Nicolino Sias





30 ottobre 2020
Rocca di Papa, 12 novembre 2020
Carissime e carissimi,

“L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente”: questa la frase che ci sembra possa sintetizzare la vita di Nicolino Sias, focolarino sposato di La Maddalena in Sardegna, partito lo scorso 29 ottobre all’età di 84 anni.

Aveva conosciuto l’Ideale da adulto, ma ha aderito profondamente portando dentro la fede di un “innamorato” di Dio e una viva esperienza religiosa nell’Azione Cattolica. “Con Maria Rosa – racconta - ci siamo sposati (…) col desiderio di  formare una famiglia cristiana, ma dopo un po’ di tempo stavamo diventando cristiani della domenica” Poi la partecipazione ad una Mariapoli: “Fu un incontro con Gesù, con i suoi ‘inviti’: ‘Amatevi scambievolmente’; ‘Ama il prossimo tuo come te stesso’… Cominciammo da subito a metterle in pratica tra noi e con i figli, e poi (…) tante le occasioni per metterci al servizio delle persone di La Maddalena, come quella volta che d’accordo con i nostri figli ospitammo a casa, per alcuni anni, una persona depressa che non aveva famiglia; oppure nei contatti con la comunità americana presente nell’Isola i cui membri appartenevano a diverse confessioni”.

In focolare ha sempre portato una profonda saggezza di padre di famiglia unita alla semplicità ed incanto di popo: “Per grazia di Dio faccio parte del focolare. Cos’è per me il focolare? È la sorgente dalla quale scaturisce Gesù in mezzo ai suoi”. Geograficamente era il più lontano, ma partecipava in mille modi alla vita di focolare e si occupa fraternamente di ognuno: “Per andare in focolare debbo attraversare in auto tutta la Sardegna. Certo è un bel sacrificio, ma non mi pesa affatto, anzi… mi serve per purificare l’anima ed essere pronto ad amare…”. Lo testimoniano gli altri popi: “Possiamo dire che Nicolino con la sua vita e il suo amore concreto e personale per ciascuno di noi abbia ‘santificato Gesù in mezzo in focolare’. Ogni giorno pregava per ciascuno ed erano frequenti le telefonate, per un saluto, mai banale, e una comunione che immancabilmente terminavano con: Ti voglio bene”. E questo avveniva anche con frequenti telefonate ai due focolari delle pope, così come con tanti interni e interne”.

Nella vita di Nicolino emergevano uno ad uno gli aspetti della nostra “rivoluzione arcobaleno”. Sicuramente per questo il suo agire era caratterizzato da una grande armonia e il suo amore appariva sempre assai concreto. La sua casa è sempre stata aperta a tanti che sceglievano di passare le loro ferie estive. Scrive uno di loro: “… pensare a Nicolino era pensare al mare, al sole, all’estate, alla natura straordinariamente bella della Maddalena; questo mi aiuta a pensarlo ora nella bellezza del Paradiso nei cieli nuovi e terre nuove. Sono certo che da esperto lupo di mare continuerà a vegliare su di noi e ad aiutarci soprattutto nei marosi della vita”.

Un appuntamento irrinunciabile di ogni anno per Nicolino e Maria Rosa era l’11 agosto, festa di Santa Chiara: il cortile della loro casa si apriva a decine e decine di persone… Concludiamo quindi queste sintetiche note con qualche stralcio della sua corrispondenza con Chiara: “Ti presento la mia anima in bianco perché Dio realizzi il Suo disegno in me dentro l’Opera di Maria”; “Voglio abbracciare Gesù Abbandonato per entrare in quella dimensione che non ha dimensione, partendo dal mio nulla, distaccandomi da tutto, impegnandomi a vivere l’attimo presente con solennità” (anni ’70).
“Ho il cuore pieno di amore. Parto con la determinazione di tenere sempre Gesù in mezzo, sapendo per dove si passa. Ho rinnovato l’offerta di me, affinché mi trasformi in Lui per gli altri” (anni ‘80).
“Grazie per i ventotto anni di vita in focolare… Oggi, con l’entusiasmo provato al primo incontro e con una gioia incontenibile (…) voglio, con tutto il focolare di Cagliari, concorrere a portare al largo l’Ideale.” (2004)

Negli ultimi anni, ha vissuto senza mai lamentarsi, con pazienza ed amore a G.A., le crescenti difficoltà di salute: “Il ruolo che in questa stagione della vita mi viene richiesto è la ridotta possibilità di azione con continue manifestazioni di qualcosa che fisicamente non va bene. In compenso cerco di prendere tutto dalle mani di Dio e ciò mi stanzia nella consapevolezza che vivendo nell’amore e amando coltivo l’unità col Focolare”.

Grati per la sua vita, preghiamo per lui e preghiamo lui per noi e per tutti i focolari del mondo,
Flavio
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