Nuzzo Di Paola - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Nuzzo Di Paola

2015

Sebastiano (Nuzzo) Di Paola


26 dicembre 1929 -  Mar. Romana, 29 dicembre 2015


Non si accende una lampada per metterla sotto il moggio,

ma sopra il candelabro, affinché faccia luce

a tutti quelli che sono in casa (Mt 5,15)


Rocca di Papa, 30 dicembre 2015
Carissimi e carissime,

il  29  dicembre  Sebastiano  (Nuzzo)  Di  Paola,  focolarino  della Mariapoli Romana, è partito serenamente, nel sonno, per il Cielo.

E’  nato in Sicilia, a Floridia (Siracusa), 86 anni fa, da una famiglia povera e non praticante. Con tenacia ha portato a compimento i suoi studi, laureandosi in Filosofia.

Nel  gennaio  del  1954  conosce  l’Ideale  da  Guido  Brini  e  l’anno  seguente  sente  decisa  la chiamata  al  focolare.  Scrive  a  don  Foresi:  “Ė  già  parecchio  che  giro  attorno  alla  fiamma  viva dell’amore  dei  focolarini  ottenendo  sempre  maggior  calore  e  luce…  Ora  sento  di  dover  anch’io… lasciarmi bruciare dall’amore di Gesù per farmi fiamma e viva luce per il prossimo ”.

Ricordando le difficoltà incontrate per avere un lavoro sicuro e l’autorizzazione dei suoi per entrare in focolare, scrive nel ‘57: “La sofferenza la conoscevo già prima di incontrare l’Ideale e ora essa si è trasformata in Gesù Abbandonato… Ricordo il lunghissimo periodo di lotta con i miei e, in forma diversa, con l’intero paese, con persone che si scandalizzavano per le mie scelte   … Suppliva però sempre a tutto l’inesauribile fonte di luce e di forza che è l’Ideale e l’unità coi fratelli”.

Da  quell’anno  sono  vari  i  focolari  nei  quali  vive:  Pescara,  Torino,  Sassari,  Roma,  Buenos Aires,  poi  Loppiano  e  nuovamente  Roma,  portando  a  tanti  la  luce  dell’Ideale,  come  dice  la  sua Parola di Vita: “Non si accende una lampada per metterla sotto il moggio,  ma sul  lucerniere  perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa” (Mt 5,15).

Nel  1987  arriva  a  Villa  Emilio  a  seguito  di  un  ictus  che  inizialmente  lo  blocca  quasi totalmente;  anche  negli  anni  seguenti  Nuzzo  rimane  con  grande  difficoltà  di  deambulazione  e  di linguaggio,  nonostante i tanti trattamenti di fisioterapia e  di  logopedia. E’  sempre  stato  circondato dall’amore  dei  focolarini  e  in  particolare  di  Chiara,  alla  quale,  dopo  una  sua  visita,  con  sforzo  fa scrivere: “Grazie della tua venuta  e dei tuoi molti doni. Ti dichiaro Gesù in mezzo e offro con amore ogni momento della mia giornata per lo sviluppo dell’Opera”.

Per superare la difficoltà nel comunicare, Nuzzo comincia ad usare una macchina da scrivere e lo fa, come confessa in una lettera a Chiara, soprattutto  per ravvivare l’unità  con  lei  e con tutti. Continua anche come può le sue riflessioni sugli studi nell’Opera e  le comunica a Peppuccio  Zanghì, a Fede Marchetti, a Marisa Cerini… facendo loro proposte concrete.

Piano piano la sua situazione di salute migliora un po’ e dalle sue lettere si sente quanto, pur costretto in casa, viva per tutti.  Nel ‘91 scrive a Chiara: “Voglio veramente bene all’Opera, perché è di Maria e quindi di Gesù, di Dio. La nostra vocazione è bellissima… - e conclude - mi riaffido sempre a Gesù e Maria: sono  in buone mani, no?!”. Chiara gli risponde che  dalle sue parole  coglie  il lavoro di Dio nella sua anima, il suo avanzare in unità lungo la Via Mariae.

Ogni  settimana,  prima  dell’incontro  di  focolare,  dettava  profonde  comunioni  che  poi desiderava  venissero  lette  a  tutti.  Aveva  un  grande  amore  per  Gesù  Abbandonato  che  si  notava soprattutto  quando,  dopo  cadute  e  traumi,  non  si  lamentava  mai  e  per  mesi  sopportava l’immobilità senza farlo pesare. Spesso ricordava ai focolarini che vivevano con lui l’importanza di dichiararsi sul serio Gesù in mezzo. Speciale era anche il suo rapporto con Maria.

Negli ultimi tempi  Nuzzo  si è dovuto trasferire, dopo 27 anni,  dal  focolare di Villa Emilio  a quello  di  Villa  Achille.  Tutti  hanno  notato  in  questa  occasione  che  ha  fatto  una  forte  impennata nell’amore, con tanti gesti rivolti agli altri focolarini ammalati e con una gioia irradiante.

Pensandolo  arrivato  all’incontro  con  Dio  preparato  da  tutti  questi  anni  di  sofferenza, preghiamo per Nuzzo e chiediamogli che ci aiuti a far brillare sempre più l’Unità nell’Opera.
Emmaus
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