Omar Diaz - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Omar Diaz

2015


Omar Diaz


5 febbraio 1969 - Mariapoli Lia, 14 giugno 2015


La Parola della Croce è potenza di Dio (1 Cor 1,18)


Rocca Di Papa, 17 giugno 2015
Carissimi e carissime,

Dio ha chiamato un altro focolarino al Cielo, Omar Díaz, della Mariapoli Lia (Argentina). Domenica 14 giugno è stato trovato nella sua stanza “addormentato” con un’espressione serena, come uno che dal sonno di qua si è svegliato di là.

Era nato in provincia di Buenos Aires nel 1969. In famiglia i genitori gli avevano trasmesso valori che lo accompagneranno per il resto della sua vita: tenacia, volontà, spirito imprenditoriale.

Nel 1987 viene invitato a partecipare alla visita di Papa Giovanni Paolo II in Argentina ed è presente a Buenos Aires al Genfest, rimanendo conquistato - lui che era alla ricerca di autenticità e di cose grandi - da quanto i giovani presentavano e testimoniavano. Così Omar decide di fare suo questo Ideale e di seguire Gesù come il tutto della vita, amando ogni fratello come Lui ci ha amato. Subito scopre che, come frutto di questo amore, nascono rapporti nuovi con le più svariate persone.

All’inizio del 1988 è segnato da una durissima esperienza: la mamma muore quando ha solo 19 anni. E’ un grande dolore per lui e per i suoi. Dolore che vive in unità anche con la “nuova famiglia del focolare”, riconoscendovi Gesù Abbandonato e offrendolo “per cercare di capire chiaramente la mia vocazione”, scrive a Chiara.

Decide di trascorrere un periodo alla Mariapoli di O’Higgins. Scrive: “Ho incominciato una nuova esperienza con Dio. Ho lasciato i miei studi, il lavoro, l’impegno in parrocchia e per ultimo la mia famiglia che ha preso questa decisione con molta apertura. Mio padre mi ha detto: ‘Se così tu sarai felice, che altro di meglio posso desiderare?’ E veramente mi sento molto contento di dire Sì a Gesù”. Confida ancora: “Dio a poco a poco ha preso il primo posto nella mia vita. Offrendogli ogni momento, ogni rinuncia, ogni dolore, mi sono messo nelle Sue mani e mi sono abbandonato al Suo servizio. Chiara, voglio dirti che tutto questo è frutto della presenza di Gesù in mezzo, frutto dell’unità di questa grande famiglia che è il Movimento nel quale sono stato accolto con amore e dove ho trovato la speranza con un canto di gioia per vivere insieme il ‘che tutti siano uno’ ”.

Nel Natale 1989 Chiara gli invia la Parola di Vita: “La parola della croce è potenza di Dio” (1Cor 1,18) e in seguito gli conferma il nome con questo significato: “Omar” = “Posso amare sempre”.

Il suo successivo passo è partire per Loppiano alla scuola di formazione come focolarino. Ritornato in Argentina, è per 19 anni nella zona di Rosario. In occasione dei suoi primi voti, nel 1993, così scrive a Chiara: “Nell’intimità con Gesù Gli dicevo di ringraziarti per la luce con cui mi hai preparato a questo momento di totale donazione a Lui, voglio essere tutto Suo; un vero popo che va dietro te, con te, in questa meravigliosa strada”.

Si potrebbero dire tante cose di lui e di quanto ha condiviso l’incanto e l’entusiasmo per la vita del Vangelo, con umiltà, servizio, disponibilità, coerenza di vita, ampiezza di vedute, formazione umana, esempio di carità, di amore umano e soprannaturale.

Era un “formatore” per eccellenza e ha raggiunto tanti cuori, formato tante coscienze, come dimostrano le numerose esperienze fatte a scuola e nel lavoro coi Gen3, portando avanti con passione vari progetti per giovani, adolescenti, adulti. E sicuramente il contributo attuale più grande l’ha dato come responsabile della formazione dei giovani alla Mariapoli Lia: circa 200 ne sono passati in questo periodo.

Ha puntato in alto! Riconoscenti, offriamo suffragi per lui e preghiamo per la sua famiglia.

Emmaus

Torna ai contenuti