Oreste Basso - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Oreste Basso

2013


Oreste Basso

1 gennaio 1922 - Mariapoli Romana, 14 aprile 2013

Siate miei imitatori, come anch'io
lo sono di Cristo (1 Cor 11,1)

Rocca di Papa, 15 aprile 2013


Carissimi tutti del Movimento dei Focolari nel mondo,

in attesa di scoprire la ricchezza della persona di Oreste Basso attraverso il profilo e le tante testimonianze che mi stanno arrivando sulla sua vita, vi mando intanto qualche cenno.

Ieri notte alle ore 00.30 il nostro Oreste, del focolare di Chiaretto, è entrato serenamente in Paradiso. La sua vita nell’Opera, vissuta prevalentemente al Centro, ci sembra un crescente e infuocato inno di gratitudine a Dio per il Carisma dell’unità.

Nato a Firenze, il 1° gennaio 1922, legatissimo ai genitori e alle sorelle Irene e Maria che hanno accompagnato le sue scelte, aveva conosciuto l’Ideale a Milano nel 1949 da Ginetta Calliari , con quel gruppo di amici che si ritrovavano alla mensa universitaria Cardinal Ferrari: Giorgio Battisti (Cari), Danilo Zanzucchi, Guglielmo Boselli, Alfredo Zirondoli e Piero Pasolini.

Oreste lavorava già alla Breda, una grossa industria di Milano, come ingegnere e collaudatore di motori di locomotive. In quegli anni difficili del dopoguerra la conoscenza dell’Ideale è stato per lui la scoperta di una forza che avrebbe ridato al mondo pace, progresso, speranza.

Nel 1951 costituì assieme a Cari e Piero Pasolini il focolare maschile a Milano. Anni dopo, continuando a lavorare a Milano, è andato a far nascere il focolare a Parma con Lionello Bonfanti, Danilo Zanzucchi e don Gino Rocca. Alla fine degli anni ’50 venne chiamato al Centro del Movimento sui Castelli Romani, dove ha ricoperto ruoli di grande responsabilità accanto a Chiara e a don Foresi nel governo dell’Opera. Ordinato sacerdote nel 1981, ha sempre considerato il ministero un dono, perché l’Ideale gli aveva insegnato a viverlo come un servizio, una chiamata ad un amore più grande.

La vita di Oreste rivela il percorso che le prime e i primi focolarini hanno fatto con Chiara. Le scriveva: “Tu sei e rimani la nostra maestra di santità. Tu ci dai la tua vita che diviene nostra per l’amore rinnovato, ‘rigenerato’ a Gesù Abbandonato, il solo Sposo, il solo modello, il solo obiettivo per la nostra anima”.

L’unità viva con Chiara ha creato in Oreste, sin dall’inizio, uno speciale rapporto con Maria, quasi una progressiva trasformazione del suo essere che raggiunge un momento-culmine il 7 dicembre del 1972. Lo confida a Chiara: “Stamattina, ascoltandoti, uno con te, mi è sembrato di partecipare ad un miracolo, ad una realtà nuova: Maria (…). Man mano che parlavi mi sentivo trasformato: attraverso un piano inclinato, mi son trovato con te, nel cuore della Trinità, in Maria. Ogni fibra della mia anima, e direi del mio corpo, mi sembrava trasformata in un essere nuovo, in Maria. Così come si passa dalla notte all’alba, al mezzodì, come un sasso diventa un cuore di carne e più ancora. Mi è sembrato di capire come avvenne che il Verbo si fece carne, l’incarnatus est! solo che, in me, nel mio cuore, ho trovato Maria”.

Carissimi, con la fondata speranza che Maria ha già accolto Oreste in Cielo, e lasciandoci spronare dalla sua Parola di Vita: “Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo” (1 Cor 11, 1), assieme a lui e a tutta la Mariapoli Celeste, restiamo in questa realtà di Paradiso.


Emmaus

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