Patrick van Bladel - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Patrick van Bladel




"Lampada per i miei passi è la tua parola" (Sal 119,105)





30 luglio 2020
Rocca di Papa, 3 agosto 2020
Carissimi e carissime,

il 30 luglio, Patrick van Bladel, focolarino a Stoccolma, è tornato alla Casa del Padre, quale figlio prediletto, all’età di 56 anni.

Nato in Belgio, conosce l’Ideale nel 1983 in Olanda grazie alla Parola di Vita trovata in una chiesa. Si informa su chi la pubblica e viene in contatto con un gen. Partecipa a una Mariapoli, poi al Genfest e a congressi al Centro. Nel 1988 Patrick fa il passo decisivo di amare con predilezione Gesù Abbandonato. Chiede a Chiara un nome nuovo e riceve: DIM (di Maria). Nel settembre 1989, è già a Loppiano per la Scuola di formazione.

Al rientro in Olanda, dopo tre mesi, gli viene diagnosticato un tumore: “Ho preso subito la notizia come una possibilità di vivere ancor meglio che Dio è Amore. Voglio vivere al 100% l’attimo presente, anche se a volte, pensando al futuro faccio un esame di coscienza: sono pronto a fare l’impennata verso Dio? Sì, perché se è volontà di Dio, sarà tutto Amore suo, sarà tutto Lui” (1990).

Sostenuto dai genitori, dal focolare e dalle preghiere di tanti, Patrick viene operato e inizia le cure. Racconta a Chiara nel gennaio ‘91: “Voglio affrontare questa tappa con la bussola fissata su Gesù Abbandonato … Mi sono arrivati 100 fax, lettere, cartoline e disegni di gen 4. Così ho capito che anche la malattia è un modo particolarissimo per vivere il tuo ultimo collegamento creando la comunità”. Confida ancora: “Durante alcune iniezioni molto dolorose mi sono sentito più tranquillo se concentrato con tutte le mie forze su Gesù Abbandonato. Lì, mi veniva in mente quella tua esperienza di dolore, in cui non reggevi se non con l’occhio fisso sulla piaga di Gesù Abbandonato… questo meraviglioso Ideale mi permette di vivere la malattia come una grazia”. Desidera una Parola di Vita e Chiara sceglie: “Lampada per i miei passi è la tua parola” (Sal 119,105).

Patrick si riprende in salute e per circa 20 anni vive nei focolari dell’Olanda. E’ amato e apprezzato come assistente gen 4 per la sua creatività e donazione. Gli studi in ingegneria aeronautica lo aiutano a promuovere significative attività per bambini e adulti specialmente durante le Mariapoli. Lo guida una luce interiore: “Quale tesoro è il tuo tema sull’unione con Dio – dice a Chiara - mi sento come figlio di re, provvisto di tutto ciò che occorre per vivere la più bella vocazione al mondo” (2003).  

Nel 2010 si trasferisce nel focolare di Stoccolma e poi ne diventa il responsabile. Costruisce rapporti con famiglie di immigrati, con catechisti e gruppi diocesani, aiutando tutti. E’ attivo nella commissione ecumenica e si impegna con diligenza nell’organizzazione di incontri tra Movimenti. Lavora nel campo di “business intelligence” ed è stimato dai colleghi per la sua professionalità.

Nell’agosto 2019 è colpito da un acuto malore, che evidenzia un male non più operabile. Patrick accetta questa Volontà di Dio e mi scrive: “Sono davvero circondato da una famiglia planetaria. Ogni momento è prezioso, e niente va perso se lo vivo per amore. Conta su di me...!”. Dopo mesi in ospedale, dove anche medici e infermieri sono toccati dalla serenità che irradia, migliora e viene assistito in focolare, circondato da Gesù in mezzo con i focolarini e le focolarine.

La malattia fa il suo corso, ma Patrick non si arrende: “Sento di essere un bambino nelle braccia di Dio Padre e di Maria”. Lo visitano in molti e gli torna come un centuplo l’amore seminato. Il card. Arborelius, vescovo di Stoccolma, desidera portargli di persona Gesù Eucaristia come viatico.  

Patrick è cosciente fino alla fine, in una continua offerta a Gesù. “Lui mi aspetta sempre – aveva scritto a Chiara - di cuore Lo riscelgo come Sposo dell’anima, con la ferma decisione di non farlo aspettare quando passa. Porto dentro un desiderio bruciante di rivedere con Gesù in mezzo ogni aspetto della mia vita in focolare e fuori, per radicare tutto, ogni respiro, in Lui. Sarà quella morte e risurrezione a far splendere il diamante a sette facce, mostrando il focolare santificante, vivibile e imitabile, quella città sul monte che irradia la luce dell’Ideale a tutti” (2005).  

Preghiamo uniti per Patrick, confidando di poter contare su di lui per ogni passo nell’Opera.
Emmaus
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