Pedro Arfo Pereira - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Pedro Arfo Pereira





18 settembre 2020
Rocca di Papa, 8 ottobre 2020
Carissime e carissimi,
vi invio una sintesi di quanto arrivato dal Brasile su Pedro Arfo Pereira, focolarino della Cittadella Santa Maria, partito per la Mariapoli Celeste il 18 settembre scorso, a causa di un infarto.

Era nato nel luglio del 1952 a Divinopolis, città dello Stato di Minas Gerais, ultimo di sette fratelli. A 11 anni perse il papà: “Mi trovai solo con mia mamma, essendo i fratelli già tutti sposati. Entrai nell’adolescenza senza grandi punti di riferimento e mi allontanai completamente dalla Chiesa. Mi fermavo pochissimo in casa e quando ero presente coi miei fratelli litigavo spesso con loro… Vivevo in una continua rivolta”.  Essendo sensibile agli ideali di giustizia sociale, accettò l’invito a conoscere persone che “vivono il Vangelo”. Venne così in contatto con giovani che, pur uguali agli altri, “avevano qualcosa che li rendeva più semplici, felici e impegnati”. Da quel giorno iniziò per Pedro una nuova avventura, con luci e ombre e tanto amore non privo di sofferenze. Si riavvicinò alla Chiesa e ai sacramenti e volle ricostruire il rapporto con i suoi fratelli. Seguendo l’invito di Chiara a “morire per la propria gente”, prese parte a molte azioni di aiuto ai più bisognosi, accompagnando in piena donazione anche la mamma ammalata.

Poi la chiamata: “Dio-Amore mi chiedeva un nuovo passo: potevo formarmi una famiglia o seguirlo entrando in focolare. Avevo solo la certezza che la perla preziosa che avevo incontrato non dovevo perderla indipendentemente dal cammino che Dio mi stava mostrando”. Così scrisse a Chiara: “Ho sentito un grande desiderio di farmi santo... So che le difficoltà non mancheranno, ma cercherò di essere fedele fino alla fine, facendo sempre la Sua Volontà e seguendo sempre più la strada che ci porta alla santità”.  

Nel 1982, dopo la scuola dei focolarini a Loppiano, Pedro visse 18 anni nel focolare di Porto Alegre, laureandosi anche in teologia. Poi si spostò alla Mariapoli Santa Maria, dove ha vissuto i suoi ultimi 19 anni e dove ora è sepolto.

Insieme ad altri focolarini ha dato vita all’Unitur, un’agenzia di turismo religioso che si è sviluppata fino a diventare punto di riferimento in questo campo in tutto il Brasile e che ha contribuito a promuovere l’evangelizzazione e a diffondere l’Ideale.

Molte persone lo cercavano per colloqui e Pedro, mantenendo una grande rete di rapporti via telefono, WhatsApp, e-mail, si metteva a disposizione per ascoltare e aiutare concretamente. Era appassionato di tutto quanto riguardava l’Ideale e la Chiesa. Aveva una visione ampia delle questioni più complesse di teologia, particolarmente quelle della pastorale. Ha dato un grande contributo all’UPM, di cui a lungo è stato professore.

Negli ultimi 20 anni Pedro ha avuto problemi di salute, che lo hanno sempre più debilitato. In un momento di particolare gravità, Chiara gli scrisse: “Sono con te e affido al Padre il tuo delicato intervento. Tutto è amore Suo, Pedro. E tu abbandonati totalmente a Lui”. Scherzando allora con i medici diceva che la sua andata in Paradiso era stata rimandata, allungando per un po’ la sua vita.  

La precarietà di salute lo ha aiutato ad approfondire il suo rapporto con Dio, in un processo di purificazione anche del suo carattere forte. Saad Zogheib racconta: “Ho avuto la grazia di vivere con Pedro per molti anni..., in una comunione costante con lui… Possiamo paragonare Pedro a una pietra costantemente lavorata da due ingredienti: la sua vulnerabilità fisica ed il suo carattere difficile. Ma lui ha perseverato fino alla fine e quando si riprendeva da una morte, ritenuta certa, subito si metteva al servizio dei fratelli e della comunità”. E ancora: “Durante una delle tante crisi che sembrava senza ritorno, mi sussurrò: ‘Penso che non sono pronto a partire; sarà che la Madonna non può intervenire in quest’anno mariano?’…”. Quando a volte in focolare i rapporti si facevano tesi, Pedro era il primo a chiedere scusa. Il suo segreto era: “aver scelto G.A. come Ideale di vita e per Lui posporre ogni cosa”, questo significava “vivere già un’avventura meravigliosa”. Scriveva a Chiara: “G.A. è il mio tutto, ed io voglio dirGli ogni giorno: ‘perché Tu sei abbandonato, per me, io ci sono!’ Voglio amarLo come lo ami tu!”. E in un altro momento: “Posso ancora amare, posso ancora costruire il Regno di Dio. Posso ancora nella vita che mi rimane adorarLo e glorificarLo!!! Spero di farlo sempre più, insieme agli altri fratelli. E riaffermare con la mia vita che Dio esiste, io l’ho incontrato”.
Ringraziamo Dio del dono di Pedro, per il suo Sì perseverante, per la sua fedeltà alla consacrazione come focolarino e per la generosità con cui ha messo in comune i suoi talenti a servizio dell’Opera e dell’umanità.

Preghiamo che sia accolto in festa in Paradiso.
Flavio
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