Peppuccio Zanghì - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Peppuccio Zanghì

2015


Peppuccio Zanghì

16 dicembre 1929 - Mar. Romana, 23 gennaio 2015

Se mi ponete in battaglia,
lì porrò la mia speranza (Sal 27,3)

Rocca di Papa, 28 gennaio 2015

Carissimi e carissime,

nella gioia dell’evento appena vissuto con l’apertura ufficiale della causa di beatificazione e canonizzazione di Chiara, vi inoltro stralci del profilo di Peppuccio Zanghì
letti durante il suo funerale, che rendono gloria a Dio per questo focolarino dalla ricca personalità e cultura, che ha scelto Dio sapendo cogliere e vivere la grandezza del carisma dell’unità donato a Chiara.

Lui, che è stato tra gli ultimi a dare a Chiara l’estremo saluto, è arrivato ora a festeggiarla in Cielo. Uniti in preghiera,

                                                                                Emmaus


Profilo di Peppuccio – Centro dell’Opera, 25.1.2015

Giuseppe Maria Zanghì
nasce a Siracusa, in Sicilia, 85 anni fa, nel 1929. Ben presto lascia l’isola perché il padre, che lavorava nella Guardia di Finanza, viene trasferito in Lombardia, nel Nord Italia. Lì Peppuccio trascorre la sua infanzia e la prima adolescenza. Ritorna in Sicilia con la famiglia laureandosi in Filosofia a Catania. Sotto l’influsso di certi pensatori si stacca dalla fede, abbraccia correnti esoteriche ed è affascinato dal pensiero e dalle filosofie orientali.

Per la sua storia ci facciamo accompagnare da tre sogni.

A 22 anni Peppuccio stava per fare la classica dichiarazione ad una ragazza ed iniziare il fidanzamento: la notte precedente sogna una bambina bionda, dalle lunghe trecce che gli viene incontro e gli dice: “Aspetta, aspetta ancora!” Poi la bambina apre una porta e scompare: la porta aperta lascia intravvedere i paramenti sacerdotali. Peppuccio prende sul serio quel sogno e non si dichiara alla ragazza. Poche settimane dopo un amico presenta a Peppuccio una delle prime compagne di Chiara Lubich, Graziella De Luca, in visita a Siracusa: era bionda ed aveva le trecce! E’ folgorato dalla sua esperienza e da quel momento la sua vita cambia; fa suo l’Ideale dell’unità e segue con radicalità Chiara.

Non che tutto gli risultasse facile, soprattutto all’inizio, al contrario! Partecipa alle prime Mariapoli sulle Dolomiti e per due anni consecutivi scappa nottetempo da Fiera di Primiero, tanto gli sembrava assurda una tale vita. Ma ogni volta ritorna, convintosi che valeva la pena impegnarsi per un Ideale così grande. Chiede allora di essere focolarino; è in focolare in Sicilia, poi a Bolzano, inizia la Scuola dei focolarini a Grottaferrata, è poi a Napoli, per vari anni insegnante a Loppiano e in seguito con i gen. Dà inizio alla Rivista Nuova Umanità, comincia con Chiara la Scuola Abba, ed è poi al Centro del Dialogo interreligioso. Vede nascere l’ISC e l’Istituto Universitario Sophia.

Vive per molti anni nel focolare di don Foresi come uno dei più stretti collaboratori di Chiara al Centro del Movimento. Riguardo a don Foresi, scrive nella prefazione del suo ultimo libro: “A lungo mi ha tenuto accanto a sé, consentendomi di comprendere la ricchezza che egli è stato e continua ad essere per l’Opera. Da lui ho imparato l’amore libero per ogni pensiero teso nella ricerca della verità. E, insieme, la fedeltà assoluta alla Parola incarnata nella Chiesa. E al carisma di Chiara: mai strumentalizzandolo, ma “perdendo” in esso la mia mente e soprattutto il mio cuore. Se è vero, come scrive Sant’Agostino, che è solo con il cuore che si può vedere il Verbo di Dio”.

Completiamo il sogno della bambina: Peppuccio sarà ordinato sacerdote a 44 anni, il 1° dicembre del 1973, da Joseph Stimpfle, allora vescovo di Augsburg in Germania.

Ed ecco un altro simpatico sogno, che Peppuccio citava ancora ultimamente: lui stava diventando cardinale e procedeva in processione a mani giunte nella Basilica di S. Pietro in mezzo agli altri cardinali verso l’altare della Confessione, tra due ali di folla. Improvvisamente, un focolarino esce dalla folla e sussurra a Peppuccio: “Abbiamo detto a Chiara che diventi cardinale”;
e Peppuccio, senza nemmeno voltarsi: “E Chiara, che cosa ha detto?” La risposta di Chiara: “Peppuccio cardinale? Ne deve lavare ancora di piatti!” Quando fu ordinato sacerdote nel 1973, noi gen dell’allora Centro gen che cosa potevamo regalargli? Un pacco di panni, per asciugare piatti e posate.

Peppuccio era allora responsabile dei gen, dal maggio del 1970 fino al marzo del 1978. Sono gli anni degli indimenticabili, fondanti Congressi che hanno fatto la storia del Movimento gen, coi discorsi programmatici e la personale presenza di Chiara. Fu al Congresso del 1970 che sotto la sapiente regia di Peppuccio e applicando la regola dell’unanimità – ogni articolo doveva essere approvato da tutti - si elaborò la Formula gen, primo tentativo del Movimento gen di esprimere la propria fisionomia.

Non si capirà mai abbastanza il profondo rapporto di Peppuccio con Chiara. Il terzo sogno risale a circa due anni fa: Chiara gli appare e gli dice: “Ho ancora bisogno di te”. E’ stata questa la spinta decisiva per comporre e stampare la sua ultima opera: “Leggendo un carisma”.

In un'intervista del CSC media nel giugno 2013, così si esprime: “Chiara per me è una persona complessa, dobbiamo stare attenti a non ridurla ad una sola definizione. Chiara è una mistica? Sì. Ma anche di più. Chiara è l'iniziatrice di una qualche cosa di nuovo nella Chiesa e nell'umanità? Sì, ma anche di più. Cioè per me, io dico le cose come le penso, per me con Chiara Dio - non per niente ha detto a lei: "ho aspettato 2000 anni per rivelarmi a te Abbandonato" - Lui con Chiara ha voluto aprire un periodo, sta aprendo un periodo nuovo nella Chiesa …. Per questo dico, bisogna stare attenti a capire Chiara, non ridurla mai troppo, non ridurla. E questo per me è il compito molto forte dell'Opera di Maria che deve stare attenta a non impoverire il messaggio di Chiara (...) Ma, secondo me, Chiara è passata e continuerà a passare attraverso l'Opera per far capire che cosa il Vangelo può fare se vissuto sulle realtà umane”.

Seguono alcuni stralci delle sue molte lettere a Chiara.

- il 19 ottobre 1971: “Che dirti? Adesione assoluta a quello che dici e, prima ancora, sei. Ed un ripeterti sempre più convinto, che nell’Ideale – spirito e strutture: ma c’é differenza? – c’è la risposta ai problemi di oggi. Del mondo e della Chiesa. Con una semplicità che solo Maria può avere”.

- l’11 gennaio 2003 a proposito del Dialogo interreligioso: “Mi convinco sempre di più che tu, Chiara, più che inculturazione (ma anche sì) stai facendo un’operazione anteriore e più profonda. Stai aprendo alle grandi culture religiose quello Spazio divino, originario anche per loro, nel quale tutte sono radicate ed al quale tutte nascono. Penso che ascoltando il tuo ’49 respirino aria di casa! E’ il miracolo oggi vivo di Maria, Maria dispiegata in tutto il suo disegno, Maria che nel suo grembo accoglie tutti, e tutti riveste delle carni del figlio suo, a tutti dona lo Spirito Santo, tutti fa incontrare con il Padre, partner divino della divina maternità di Maria”.

- il 28 settembre 2004: “Oggi stavo studiando. E ho sentito dentro di me una voce, sottile ma preziosissima, che mi diceva: “Hai un solo compito nella tua vita: capire – e servire – la mai compresa grandezza di Chiara – del suo disegno. Chi è questa creatura se non un segno che Io ho alzato sul mondo?”.

- il 17 ottobre 2005: “Come è grande il tuo carisma, Chiara! E’ il carisma di Maria che finalmente emerge nel mondo! … Credo che ancora nell’Opera non ci rendiamo conto di che cosa significhi la tua presenza nella Chiesa e nel mondo. E’ veramente l’era dello Spirito! … Penso di sapere che cosa voglia (Dio) da noi, da me: la consapevolezza piena del tuo disegno, e di noi nel tuo disegno”.

Chiara gli aveva dato una Parola di Vita, tratta dal Salmo 27,3: “Se mi ponete in battaglia, lì porrò la mia speranza”. Ed una delle Litanie lauretane: “Sede della sapienza”.

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