Pier Giorgio Colonnetti - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Pier Giorgio Colonnetti

2013


Pier Giorgio Colonnetti

3 luglio 1930 - Mariapoli Romana, 17 luglio 2013

Ciò che è impossibile agli uomini,
è possibile a Dio   (Lc 18,27)

Dalla Spagna, 17 luglio 2013


Carissimi e carissime,

Pier Giorgio Colonnetti, focolarino sposato della Mariapoli Romana, membro del Consiglio Generale, è partito questa mattina per il Cielo. Una vita, la sua, interamente spesa per l’Opera di Maria da quando ha conosciuto Chiara negli anni 1950.

“Ciò che è impossibile agli uomini è possibile a Dio” (Lc 18,27). Questa la Parola di Vita che Chiara gli ha dato nell’ottobre 1990 e che Pier Giorgio ripeteva spesso a se stesso per accettare con animo responsabile i vari incarichi che Chiara man mano gli affidava, ma anche per incoraggiare e aiutare chi era nel dubbio o tentennava. Questa Parola coltivava in lui una grande umiltà. Nel 2005 scriveva a Chiara: “Mi sento come un piccolo tassello di un grande e stupendo mosaico: debbo solo ‘esserci’, affinché non ci sia un buco in quel mosaico, ma per esserci debbo ‘non essere’.”

Pier Giorgio è nato a Torino nel ‘30. Ha conosciuto l’Ideale nel ’56 e già nel ‘57 ha partecipato alla Mariapoli di Fiera di Primiero. Nello stesso anno si è sposato con Simonetta, pure lei focolarina sposata, e nel ‘60 è entrato in focolare.

Nel 1967 si è trasferito definitivamente con la famiglia da Torino a Roma ed è andato a lavorare nella Fondazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre” di P. Werenfried, fino al 1987, quando si è occupato a tempo pieno dei focolarini sposati, assieme a Danilo Zanzucchi; in seguito è stato lui l’incaricato fino al 2002. Tanti sono cresciuti al calore delle sue esperienze e della sua vita che testimonia, con una semplicità spesso disarmante, quanto sia possibile essere coniugato e tutto di Dio allo stesso tempo. Molti focolarini sposati gli debbono tanto della loro vita ideale.

E’ stato anche per anni Presidente dell’AMU e, dopo aver dato un valido contributo nella Segreteria di Umanità Nuova, nel 2007 Chiara gli ha affidato la responsabilità del Primo Dialogo, insieme a Anna Pelli. Ha vissuto questo incarico con dedizione estrema, costruendo rapporti con numerosi membri di vari Movimenti per generare quella comunione in cui vedeva “la progressiva realizzazione del disegno dell’Opera di Maria nella Chiesa”.

Il rapporto con Chiara è sempre stato un punto fermo nella sua vita, come testimonia la corrispondenza con lei. Nel 1979 le confidava: “Ho l’impressione che se prima Gesù Abbandonato lo sceglievo, lo cercavo, mi sforzavo di abbracciarlo, ora sia diventato un tutt’uno con me. E questo mi fa sentire più concretamente e realmente unito a te. Posso dire che in tutti questi anni di Ideale, non ho mai cessato un solo giorno di desiderare la più perfetta unità con te”. E nel 1982: “Cara Chiara, tu ci inviti ad esser pronti a partire, ed io lo sono, te l’assicuro: disponi di me… E, pronto a partire o a rimanere, cerco di essere ‘santo’ e vero servo di Maria”. “In questi giorni ho capito che quello che importa è la presenza del Risorto fra noi. Debbo assolutamente farmi santo, farmi santo con gli altri, costi quello che costi”.

Recentemente la malattia grave, inattesa, che ha vissuto nell’amore e ancorato alla volontà di Dio e che l’ha portato in pochi mesi all’incontro con il Padre.

Nell’aprile di quest’anno mi scriveva: “Ho poche forze, …ma seguo le cure mediche e riesco a curare il giallo e il verde in particolare, ma anche tutti i colori…. Ringrazio il Signore per le immense grazie ricevute da quando ho conosciuto l’Ideale fino ad oggi e per il tempo che mi rimarrà e per ‘come’ lo potrò vivere, ma quello che importa è solo la volontà di Dio, chiedendoGli solo, se possibile, di poter continuare ad amare fino all’ultimo momento”.

E in maggio: “Questa fase della mia vita, breve o lunga che sarà, è piena di luce e di serenità e cerco di viverla solo per Dio, per la sua Opera, per l’intera Chiesa universale, in piena unità con Papa Francesco”. “L’importante è solo fare quello che Lui ha in cuore e raggiungerLo”.

Grati a Pier Giorgio per la sua vita, offriamo suffragi per lui e chiediamo tante grazie per Simonetta, i figli Paolo e Cristina e i familiari.

Nel Risorto,

Emmaus

Torna ai contenuti