Pierlorenzo Carenzi - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Pierlorenzo Carenzi

2011

Pierlorenzo Carenzi

Mariapoli Romana

24 gennaio 1934 -  17 dicembre 2011

Nessuno che pone mano all'aratro e guarda indietro
è adatto al Regno di Dio (Lc 9,62)



Rocca di Papa, 17 dicembre 2011

Carissimi e carissime,

Pierlorenzo Carenzi, focolarino per lunghi anni al Centro dell’Opera, ha raggiunto oggi la Mariapoli Celeste. Il 21 novembre scorso, passeggiando nel giardino di casa, era caduto improvvisamente ed era svenuto. Portato in ospedale, gli era stata diagnosticata un’emorragia cerebrale e da quel momento è rimasto in coma. A questa notizia, sono arrivati messaggi da tutto il mondo come segno di riconoscenza per la sua vita e per quanto ha fatto per l’Opera.

Pierlorenzo era nato a Lodi (Milano) il 24 gennaio del 1934 da una famiglia cristiana; aveva tre sorelle. Era studente di economia all’Università Cattolica di Milano e presidente della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), quando ha conosciuto l’Ideale nella Mariapoli del ‘56. Dopo aver sentito che Dio lo chiamava nella strada del focolare, nell’aprile del ’58 dichiarava a Chiara questa sua decisione e lei gli ha indicato una frase del Vangelo come programma di vita: “Nessuno che pone mano all’aratro e guarda indietro, è atto al Regno di Dio” (Lc 9,62). Il rapporto con Chiara lo porterà avanti, fiducioso e certo di seguire Gesù.

Il 1° maggio di quell’anno è entrato in focolare a Trento, poi è stato a Pescara, Milano, Bruxelles e Torino. Gli spostamenti frequenti, ai quali aderiva vedendovi la Volontà di Dio, caratterizzano i suoi primi anni di vita in focolare. “Ho un solo desiderio: - scriveva a Chiara - che Maria mi plasmi così che l’Amore Suo in me sia tale da essere una cosa sola con l’amore tuo; che tu possa disporre di me, come disponi di un membro di te stessa. Mi hai chiamato nella tua via e non desidero che di penetrarvi fino in fondo”.

Nel ’63 è partito per l’America del Sud approdando, insieme a don Raggio, nella cittadina di Paraná (nel nord est dell’Argentina), dove si apriva un focolare. Negli anni seguenti, durante i tre viaggi di Chiara in quelle terre, Pierlorenzo le ha fatto da autista, pur non conoscendo molto bene le strade di Buenos Aires. “Mi affido allo Spirito Santo”, diceva. E ricordava sempre quei momenti come un grandissimo dono: “Momenti di un figlio con la sua mamma”. Quando è partito dall’Argentina, ha lasciato in tanti il ricordo di una persona semplice, piuttosto schiva, eppure alla mano, gioiosa e creativa, capace di farsi uno con grandi e piccoli.
Tornato a Roma, è stato corresponsabile di questa zona insieme a Giosi Guella; nel settembre del ’69 è partito per la Spagna con lo stesso compito. Il 17 gennaio del ‘71 è stato ordinato sacerdote ad Ottmaring. Nel ‘76 Chiara lo ha nominato responsabile dei “volontari di Dio” di tutto il Movimento, incarico che svolgerà per dodici anni. Augusto Landucci così lo ricorda: “Pierlorenzo, per il suo rapporto personalissimo con Chiara, ha aiutato noi volontari ad ‘entrare’ nel suo focolare. Dietro l’indicazione di lei ha costruito l’attuale Centro dei volontari, con l’aiuto di tanti, nel giro di solo un anno; e lavorandoci di persona con chiodi e martello”.

Nell‘88 una nuova realtà per lui: diventa consigliere del “Verde” assieme ad Aletta Salizzoni, compito che porterà avanti finché la salute glielo permetterà. Durante quel periodo ha fatto diversi viaggi in Medio Oriente dove ha incontrato tante persone, assumendo su di sé le difficili situazioni di quelle zone.

Dopo la partenza di Chiara per il Cielo, è iniziato per Pierlorenzo un periodo difficile: al fisico provato si aggiungeva l’impressione di non capire più il senso della vita, ma gli restava forte la convinzione che per il tempo che gli rimaneva, fossero mesi, anni o giorni, lui doveva abbracciare Gesù abbandonato in questo abisso.

Preghiamo per Pierlorenzo, che ora pensiamo accanto a Chiara ad aiutarci a portare avanti l’Opera e a vivere per l’ut omnes.


Emmaus


 


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