Pierre André Blanc - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Pierre André Blanc

2018

Pierre André Blanc





"Ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni" (Is 43,1)





2 aprile 1962 -  Montet, 28 novembre 2018
Rocca di Papa, 1 dicembre 2018
Carissimi e carissime,

oggi vi scrivo per comunicarvi una notizia molto dolorosa.  Il nostro carissimo focolarino Pierre-André Blanc, che viveva da diversi anni nella Mariapoli Foco a Montet, ci ha lasciati mercoledì scorso.

Pierre-André soffriva di una depressione aggravatasi fortemente negli ultimi mesi. Nonostante le cure mediche approfondite e l’amore attento e premuroso con il quale i membri del suo focolare e tutta la cittadella l’hanno costantemente accompagnato, purtroppo alla fine la malattia ha avuto il sopravvento.

Pierre-André è nato il 2 aprile del 1962 in Svizzera a Ayent, un paesino nelle montagne del Vallese. Ha conosciuto l’Ideale al Genfest 1980 e fin dall’inizio si è lanciato nella vita gen con grande convinzione. Nel 1985 scrive a Chiara dopo un congresso gen: "Vorrei continuare a vivere la mia vita con la decisa volontà di seguire Gesù in maniera totale e costruire la realtà di Gesù in mezzo con la qualità d'amore che tu ci hai proposto". Negli anni seguenti la chiamata al focolare è maturata come conseguenza logica della sua vita e nel 1989 è arrivato a Loppiano.

Sensibile al soprannaturale, sapeva cogliere l’essenziale nelle circostanze e nei prossimi. Lo si nota da alcune sue lettere di quel periodo: "Sperimento che l'amore al fratello è la via per essere pieno del fuoco che Gesù è venuto a portare sulla terra"; “Scrivendo la mia storia ho visto che i momenti di prove che ho passato possono essere visti in diversi modi: momenti di fallimenti, di fragilità, di debolezza, o momenti che fanno parte di un piano di Dio…”. Condivideva così il suo cammino spirituale con Chiara: “Ho fatto la forte scoperta che Dio è tutto e io niente. Dunque tutto è grazia, regalo, amore di Lui.” “Sto scoprendo di più questi modelli di santità che sono Gesù Abbandonato e Maria Desolata. Sento la spinta e il coraggio di cercarli con più intensità, senza paura.”

Dopo la scuola Pierre-André è tornato in Svizzera e si è inserito in un primo tempo nel focolare di Ginevra e dal 2006 nella cittadella di Montet. Ha dato per tanti anni un contributo prezioso e vigile all’edificazione di Gesù in mezzo, essendo per tutti un vero fratello che si metteva a disposizione con generosità, concretezza e discrezione. Nel campo professionale, lavorando come educatore dapprima con disabili e in seguito con giovani in difficoltà scolare, ha dato prova di grande passione e amore per loro. Sempre molto vicino alla gente, scherzoso e dotato di un fine senso dell’umorismo, Pierre-André si donava senza riserve alla comunità ed in particolare ai gen 3.

L’adesione generosa all’Ideale ha fruttato in lui una ricca vita spirituale che nel corso degli anni ha messo in comune con Chiara: "Ho sperimentato come mai la presenza di Maria, la Sua grandezza come Porta che ci porta a Gesù, come Madre di Dio. Voglio veramente prenderla a casa con me. Ho sentito nella mia anima una luce molto chiara come se pezzi di un puzzle si mettessero insieme distruggendo l'umano per dare posto a Dio solo"; "Sento una libertà nuova mai sperimentata nel vivere la spiritualità collettiva. L'unità nuova con te ed in focolare mi aiuta a trovare il coraggio di lasciarmi lavorare da Dio. I momenti di difficoltà e di dolore diventano sempre più incontro con Gesù Abbandonato che rende il mio rapporto con Dio e con gli altri più essenziale"; "Sono stato molto toccato da come ci insegni ad amare il fratello fino in fondo donando tutto, essendo così noi stessi Gesù, generandolo nel fratello… Sento una nuova responsabilità per far brillare un tale amore dove sono"; “Ho riscoperto l'Eucaristia in un modo nuovo come ponte verso il Paradiso e come porto sicuro di ogni giornata per diventare parola viva". Nel 2011 mi scriveva: “Vorrei andare di più all’incontro della croce che incontro ogni giorno. Come tu dici spesso è una questione di amore al fratello, all’Opera, all’umanità. Cercherò di essere più attento ai rapporti con tutti…”. E davvero lungo gli anni Pierre-André ha saputo essere l’amico di tante persone di tutte le età. Proviamo un’immensa gratitudine per la sua vita e per l’amore delicato che ha dimostrato per tutti coloro che incontrava, e questo fino alla fine.

La sua Parola di Vita è: “Ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni” (Is 43, 1).

In questa realtà lo pensiamo avvolto dall’amore di Dio e restiamo uniti, pregando per lui e per i suoi familiari.

Emmaus
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