Pietro Iasevoli - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Pietro Iasevoli

2018


Pietro Iasevoli



"Chi mi ama sarà amato dal Padre mio
e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui"
(Gv 13,21)



5 maggio 1949  -  Napoli, 29 luglio 2018
3 agosto 2018
Carissimi e carissime,

Pietro Iasevoli, focolarino sposato della zonetta di Napoli, è partito il 29 luglio per la Mariapoli Celeste, come un "santo": così ha detto pubblicamente il Vescovo emerito di Nola a conclusione del funerale.

Pietro nasce nel maggio 1949 a Pomigliano d’Arco (Napoli); primo di 3 figli, dalla mamma eredita la sua grande fede. Alla morte prematura del padre, Pietro - a soli 22 anni - si prende cura della famiglia e lo farà fino alla fine.

All’inizio degli anni settanta conosce Lena e dopo 2 anni si sposano. Dal loro matrimonio nascono 4 figli, accolti come dono di Dio da custodire e far crescere con dedizione e distacco.

Nel viaggio di nozze Pietro e Lena partecipano - senza sapere esattamente dove vanno - ad una Mariapoli. Così Pietro racconta a Chiara in una lettera del ‘79: “Fu una cosa sconvolgente per me, una folgorazione, la scoperta di Dio Amore. Sentivo che … dovevo ricambiare e Gesù, che avevo conosciuto, mi dava il mezzo: fare la Volontà di Dio ogni momento. Sforzandomi di rimanere sotto il raggio della Sua Volontà, piano piano ho visto la mia vita trasformarsi: cambiava il mio modo di vedere, di agire e di pensare. Intorno a me è iniziata una piccola rivoluzione d’amore. Più amavo Gesù nel fratello, nell’Eucaristia, nella preghiera, più sentivo crescere dentro la sete di Lui, dell’Ideale. Qualche volta ho avuto paura di tanto Amore; a me così piccolo, debole, un fallimento dopo l’altro, aveva svelato il Suo immenso amore, ma ecco le parole di Gesù: ‘Grazie Padre di aver svelato queste cose ai piccoli’, mi centuplicavano il coraggio”.

Approfondendo la spiritualità dell’unità, si rafforza in Pietro la vocazione del focolarino sposato. Nel 1980 dalla Scuola di formazione scrive a Chiara: “La tua presenza qui, a Loppiano, mi ha messo dentro il fuoco dell’Amore e dilatato il mio piccolo cuore su tutta l’umanità. Con il mio sì mi sono legato consapevolmente per sempre … Ora appartengo solo a Dio … Il consumarmi nell’unità, con l’aiuto di Maria, solo questo mi importa, costi quel che costi ... Prima di partire desidererei tanto avere da te una Parola di Vita”. Chiara gli propone la frase del Vangelo: “Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui” (Gv 13,21).

Sia nell’Opera che nella Diocesi, Pietro e Lena si mettono al servizio di tante famiglie e, costruendo rapporti profondi, diventano un punto di riferimento .

Pietro lavora in fabbrica. Persona autentica e aperta, sa farsi piccolo e mettersi all’ultimo posto in ogni ambiente. Condivide con semplicità le esperienze sulla vita della Parola e i suoi frutti, testimoniando maturità e fedeltà.

A settembre dello scorso anno gli si manifesta la malattia. Sempre cosciente della sua situazione di salute, chiede ripetutamente al suo responsabile di focolare: “Aiutami ad andare in Paradiso”. Vive il progredire del male dicendo un continuo “per Te” a Gesù Abbandonato. Nonostante le poche forze, il 10 maggio riesce ad essere presente a Loppiano in occasione della visita di Papa Francesco. Per Pietro è un centuplo.

Nelle prime ore del 29 luglio vola in Cielo lasciando dietro di sé una grande serenità.

Confidava a Chiara nel ’81 per ringraziare di quanto ricevuto in un incontro al Centro: “Penso che l’unico modo sia quello di mettercela tutta per farmi santo … Essere quel focolarino sulla cui fronte c’è scritto: ‘Io sono la Volontà di Dio su di me’, scegliendo Gesù Abbandonato sempre, subito, con gioia”.

Con gratitudine a Dio per la vita di Pietro, offriamo suffragi e restiamo uniti a Lena e ai suoi familiari.

Nel Patto,

Emmaus
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