Pino Presburgo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Pino Presburgo

2018


Pino Presburgo



"Vieni, Spirito Santo, riempi il cuore dei tuoi fedeli,

accendi il fuoco del tuo amore"


13 aprile 1925 -  Sicilia, 11 settembre 2018
Rocca di Papa, 18 settembre 2018
Carissimi e carissime,

Pino Presburgo, uno dei primi focolarini sposati della Sicilia, l’11 settembre a 93 anni è partito per il Paradiso. La notizia ha colto di sorpresa perché, dopo un breve ricovero in ospedale, si era ripreso e i focolarini lo avevano visto animato dal suo solito incanto a vivere l’Ideale come un bambino evangelico. Al funerale il parroco ha celebrato con i paramenti bianchi e fatto suonare le campane a festa, perché diceva: “Ci confrontiamo
con un gigante della vita cristiana, della santità vissuta dentro il Movimento dei Focolari”.
Pino conosce l’Ideale nel 1958, quando con amici del suo paese partecipa alla Mariapoli di Fiera di Primiero. E’ un’esperienza forte che subito comunica a Chiara: “Ho avuto la nitida sensazione di trovarmi tra i primi cristiani di due mila anni fa. Quanto Fuoco! Potessi consumarmi in Esso!”. Frase che ha ripetuto anche a me recentemente al compiersi dei 60 anni da quel primo incontro.
Mantiene sempre una fitta corrispondenza con Chiara. Ecco alcuni stralci significativi.  
Nel ’64: “Ho riconsacrato il mio cuore a Gesù Crocifisso, con fede profonda nella Sua infinita Misericordia”. Nel ‘66: “Ho spalancato la mia anima a Gesù e Maria e anche a S. Giuseppe, che formano la Casetta Lauretana: saranno loro a plasmare e rendere la mia anima capace di una reale donazione all’Opera per i disegni che Dio ha sul mondo”. Nel ‘71: “Cos’è che mi ha affascinato dell’Ideale? La Sapienza! E di essa desidero abbeverarmi perché è Acqua viva. Tutto il resto è una conseguenza”.  
Nel 1969 confida: “Oggi è Pentecoste ed è anche il giorno della Parola di Vita che mi hai dato: ‘Vieni o Spirito Santo, riempi il cuore dei tuoi fedeli, accendi in essi il fuoco del tuo Amore’ … è la bussola che sintonizza sempre la mia anima in Dio”. E in seguito afferma: “Si è stagliata nitida dentro di me come mai prima la figura della Desolata… La prenderò a modello per la mia vita di ogni giorno”. E così ha fatto.
Da una lettera di ringraziamento a lui indirizzata - che esprime bene il sentire di quanti lo hanno conosciuto – viene in luce la sua fedeltà a Dio e la ricchezza della sua personalità.  
“Ho scritto un libro con la tua storia… era un tuo desiderio che anche dopo la tua partenza per il Cielo restasse la testimonianza della scoperta di un grande Ideale che aveva messo le ali alla tua vita, trasformandola in un continuo dono d'amore verso chiunque ti passava accanto. Volevi continuare a lasciare ai tuoi figli in particolare e poi a chiunque leggerà la tua storia la possibilità di conoscere quello che ti aveva affascinato: la vita del Vangelo che avevi scoperto conoscendo il Movimento dei Focolari e Chiara Lubich personalmente. La semplice vita di un impiegatuccio di Valguarnera si era trasformata infatti in una meravigliosa avventura. Di te un focolarino diceva: ‘In Sicilia ci sono due vulcani: l'Etna e Pinetto Presburgo’. Il tuo amore, la gioia, il tuo entusiasmo testimoniavano che eri diventato davvero un bambino, il bambino di cui parla Gesù, pur se con una grande famiglia, (Ninetta, tua moglie, che tanto hai amato, i tuoi cinque figli, i tuoi sette nipotini) e con una carriera al lavoro fino a diventare, per il tuo grande impegno, Direttore alle Poste. Ti eri trasferito a Palermo, superando il disagio della vita in una grande città, per metterti a disposizione del Movimento allora agli inizi e, se siamo in tanti ad averlo conosciuto, lo dobbiamo anche a te. Non hai voluto tenere per te il prezioso dono che avevi ricevuto, ma lo hai donato a piene mani non solo diffondendo con ogni mezzo le parole del Vangelo, il giornale Città Nuova ed i libri di spiritualità, ma anche mantenendo i contatti con tanti fino all'ultimo…, scrivevi delle lettere con dei pensieri spirituali, inviandole sia per posta che per e-mail, (sì, usavi il computer) e poi telefonavi, davi coraggio, consigli. (…) Pinetto, ti ricorderemo sempre con la tua allegria, con il tuo mandolino e la tua armonica, terremo care le immagini dei tuoi quadri, le tue poesie, le foto che scattavi durante i nostri incontri, ricorderemo le tue simpatiche dediche con le rime… Sì, resterai sempre nel nostro cuore come un fulgido esempio di fedeltà al Vangelo, di impegno per costruire l'unità fra tutti, per realizzare il testamento di Gesù. Ora in Paradiso avrai incontrato i tuoi cari, Chiara e tutti i nostri che ti hanno preceduto. Ci ritroveremo lì!”.  
Pensando ora Pino nella pienezza della gioia, gli affidiamo l’Opera cui si è tanto donato e preghiamo per lui e per la sua famiglia.

Emmaus
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