Remigio Magnani - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Remigio Magnani

2013


Remigio Magnani

14 settembre 1922 - Parma, 14 settembre 2013

Tutto posso in colui che mi dà forza   (Fil 4,13)

Rocca di Papa, 20 settembre 2013

Remigio Magnani, focolarino sposato di Parma, ha raggiunto il Cielo il 14 settembre, ricorrenza dell'Esaltazione della Santa Croce; il giorno dopo avrebbe compiuto 91 anni. Era circondato dall'amore dei focolarini e dei focolarini sposati che gli sono stati accanto, soprattutto dopo la morte di sua moglie Ilde nel 2011.

Lasciamo raccontare a Remigio la sua storia: “Ero sognatore e idealista. Studiavo medicina ed ebbi occasione di fare tanta pratica in un ospedale militare. La guerra troncò i miei studi. Andai tra i ‘partigiani’ dove sapevo di trovare tanti miei compaesani... Subito mi trovai a mio agio in quel clima fraterno in cui si andava a rischiare la vita l'uno per l'altro; e infatti negli ultimi giorni anch'io rimasi ferito perché andai al posto del mio comandante... Quando terminò la guerra, nell'estate del ’45… rimasi in crisi spirituale per ben 10 anni. Una volta, durante un viaggio in treno, sentii da un signore una frase per me memorabile: ‘Vivono come i primi cristiani e mettono tutto in comune... ‘Si chiama Movimento dei Focolari dell’unità’. Così iniziò per me una meravigliosa avventura”.

Remigio è stato, con Ilde, un tassello importante nella storia del Movimento della sua zona fin dal 1952, agli inizi del primo focolare femminile a Parma con Lia Brunet e poi nel ‘53 anche di quello maschile nella canonica di don Gino Rocca con Oreste Basso, ed in seguito con Lionello Bonfanti. Quando nel ‘59 ci furono delle difficoltà per il Movimento, i focolarini potettero rimanere a Parma, con il permesso del Vescovo, grazie anche alla generosità dei coniugi Magnani che misero a disposizione la loro casa mentre loro si ritirarono in due camerette d’affitto. Essi hanno sempre dato il loro tempo e le loro energie al lavoro che Maria, con la Sua Opera, stava facendo in questa terra, componendo una comunità viva, con Gesù in mezzo.

E continua Remigio: “Nonostante le numerose difficoltà, legate alla mia malattia, facendo salti mortali con Ilde cominciammo a partecipare alle prime Mariapoli a Fiera di Primiero, sulle Dolomiti. Da lì seguirono molte altre Mariapoli, … venni accolto fra i “focolarini sposati” e Chiara mi diede come Parola di Vita: “Tutto posso in Colui che mi dà forza” (Fil. 4,13), che è sempre stata il faro della mia vita. La nostra casa era diventata un centro di attrazione, il porto di mare a cui tutti approdavano”.

Scriveva a Chiara nel ‘70: “Grazie del tuo diario che ha scavato nel profondo della mia anima e ha rimesso a fuoco la predilezione di Maria verso di noi, il nostro giusto posto nella Casetta e nella realtà dell’Opera Una. O noi siamo nell’umiltà e nel servizio o neppure il possesso di tante virtù potrebbe farci popi”. E ancora: “Sento che il mio posto in focolare è difendere l’eccelsa vocazione dei focolarini vergini, come Giuseppe difese Maria in cui adorava il Mistero”. In una sua lettera confidava: “Tornando da Roma, dopo un discorso di Chiara, avevo un gran desiderio di sollevare i popi di focolare dalle loro croci. E invece non riesco a fare nulla … Poi Gesù Abbandonato colma ogni vuoto e giustifica ogni assurdo, anche il buio di certi momenti, perché Lui è il senza luce

Suo costante impegno, al di là della salute cagionevole, era “essere portatore del Carisma”. Gesù Abbandonato era per lui “Compagno fedele”, “Guida sicura”, “Maestro universale”.

Lo pensiamo ora con tutti i Mariapoliti celesti che l’hanno preceduto e soprattutto con Ilde e con sua sorella Sandra Peduzzi, pure lei focolarina sposata.
Offriamo suffragi per Remigio, con la certezza che dal Cielo continuerà a sostenere l’Opera nel suo cammino verso l’ut omnes.

Emmaus

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