Renzo Schienoni - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Renzo Schienoni




"Quel che occhio non vide, nè orecchio mai udì, nè mai cuore di uomo ha potuto afferrare, questo Iddio ha preparato per quelli che lo amano" (1Cor 2,9)





20 marzo 2020
Rocca di Papa, 28 marzo 2020
Carissimi e carissime,

Il 20 marzo scorso Renzo Schienoni, focolarino sposato di Milano, ha raggiunto la Mariapoli Celeste all’età di 88 anni. Aveva conosciuto il Movimento tramite suo cognato, p. Luigi Confalonieri, missionario del PIME, che aveva partecipato al primo viaggio in Brasile di un gruppo di focolarini e focolarine nel 1958. La scoperta dell’Ideale segna la sua vita.  

Renzo, infatti, dopo la Mariapoli ’64 intraprende con decisione la sua donazione a Dio nell’Opera e Chiara gli dà la Parola di Vita: “Quel che occhio non vide né orecchio mai udì, né mai cuore di uomo ha potuto afferrare, questo Iddio ha preparato per quelli che lo amano” (1Cor 2,9).

Dotato di intelligenza vivace, di forte senso pratico e di un innato umorismo, sa stabilire rapporti immediati con tutti. Si dedica con grande passione ai giovani e agli immigrati ed è tra gli animatori dell’originale esperienza del Mundialito, il torneo inter-etnico realizzato negli anni ‘80 a Milano. Ama scherzare e cogliere ogni occasione per correre a giocare a pallone e nello stesso tempo sa aprirsi a una profonda comunione e donare perle di Vangelo vissuto. Sono tanti i membri dell’Opera che Renzo ha accompagnato con la sua sapienza e testimonianza di fratello maggiore.  

Insieme a sua moglie Maddalena, pure focolarina, divengono punto di riferimento per le Famiglie Nuove. Dal loro ottimismo, capacità di ascolto e coinvolgimento nei bisogni concreti del prossimo nascono esperienze che sono veri e propri “fioretti” ideali, che conquistano chiunque incontrano. Nel ‘98 sono invitati anche a portare la loro testimonianza di famiglia-focolare alla comunità del Movimento in India, dove si fermano per alcuni mesi.

Renzo, laureato in Economia, matura un’ampia esperienza in ambito amministrativo. Quando raggiunge l’età della pensione, riceve un’inattesa richiesta: dare la sua disponibilità per un incarico di lavoro in Vaticano. Con Maddalena non esita ad accettare questo impegno di responsabilità, pur comportando il trasferimento a Roma, e dà prova di competenza e carità, tanto da ricevere il riconoscimento di Cavaliere dell’Ordine di San Gregorio Magno.  

Gli anni del tratto finale del suo Santo Viaggio sono caratterizzati dal distacco da Maddalena, che lo precede in Cielo, e dal progressivo declino delle sue forze fisiche. Renzo si trasferisce in una Casa di Riposo e così descrive con grande profondità l’esperienza che sta facendo: “E’ una scuola del saper perdere… ma non mi sento solo, agitato, addolorato… sono nella pace. Ancor più di prima, mi sento avvolto dall’amore di Dio e non mi manca niente…. Assicuro la mia piena unità e preghiere speciali allo Spirito Santo (con il quale da un po’ di tempo ho un rapporto nuovo) e l’offerta quotidiana della mia esistenza fin che Dio vorrà. Mi sembra di vivere con la testa appoggiata sul grembo di Maria… e ho cominciato a capire di più il nome nuovo che mi ha dato Chiara: Redim, Renzo di Maria”.

Continua ad avere una totale dedizione verso l’Opera e il focolare e per la sua famiglia, come nonno tenero ed esempio stupendo di unità intergenerazionale. E’ abbandonato all’Amore di Dio. Nell’ultima fase di malattia sembra crescere ancor più la sua fede: “Io la mia parte l’ho fatta, adesso il progetto è Suo. Ci ritroviamo in Gesù Eucarestia; quello è l’indirizzo giusto, non sbagliamo mai”.

Preghiamo con gratitudine per Renzo e affidiamo alla Madonna tutti i suoi cari, i figli Lucia, Sandro e Paolo, con le rispettive famiglie, e tutti quanti soffrono in particolare a Milano e in Lombardia in questo difficile momento.  Mantenendo vivo l’amore scambievole,
Emmaus
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