Riccardo Bennicelli - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Riccardo Bennicelli

2009

Riccardo Bennicelli

Mariapoli Romana

10 febbraio 1956 - 22 settembre 2009

Ogni tralcio che porta frutto lo pota
perché porti più frutto (Gv 15,2)



Rocca di Papa, 22 settembre 2009


Carissimi tutti,

oggi, nel secondo giorno del ritiro dei Delegati dell'Opera di tutto il mondo, alle ore 12:40, dopo la Messa celebrata da Giancarlo nella sua stanza e durante il rosario detto da Hans con un gruppo di focolarini e parenti, Riccardo Bennicelli ha concluso il suo Santo Viaggio.

Riccardo era nato a Genova il 10 febbraio 1956, in una famiglia bellissima, ultimo di sette fratelli e una sorella. Conosciuto l'Ideale dai gen a Perugia nel 1975, due anni dopo, nel suo primo congresso gen, sentendo Chiara parlare di Gesù Eucaristia, rimane affascinato dalla possibilità di diventare Gesù per partecipazione.  

Nel '78 sente la chiamata al focolare e nell'81 va a Loppiano. In quell'occasione Sergio Infantino scrive di lui: "La sua vocazione è stata subito chiara. In Riccardo sono molto spiccate la donazione, la totalitarietà, l'equilibrio, il senso dell'unità e la fedeltà".

Conclusa la formazione a Loppiano e a Montet, vive un anno in focolare a Roma e nel 1984, dopo essersi laureato in Scienze Agrarie, va ad avviare, assieme ad un focolarino polacco, il focolare di Lublino. Inizia lì il dottorato per poter rimanere in Polonia, allora sotto il regime comunista.

Vi rimane 25 anni. Dal 2001 è Delegato dell'Opera per la Polonia e la Bielorrusia, che ha particolarmente in cuore. La sua carità squisita, con un tocco tipicamente mariano, lo rende molto amato da tutti, nell'Opera, nella Chiesa e oltre.

Nel 2004 gli viene scoperto un tumore, operato subito con successo, ripresentatosi poi nel dicembre 2008. Riccardo ringrazia subito Dio per i quattro anni di vita che gli ha donato fino a quel momento. L'Arcivescovo di Lublino, appresa la notizia, gli invia un saluto via SMS. Riccardo risponde ringraziando e dicendo che, se nella diocesi ci fossero bisogni particolari, offre per essi l'operazione. L'Arcivescovo va subito a trovarlo in ospedale per ringraziarlo e dirgli che accetta l'offerta. Poi, incontrando i sacerdoti della diocesi, racconta loro di Riccardo, focolarino, presentandolo come vero testimone di Cristo.

Nel febbraio 2009 mi scrive: "Carissima Emmaus, che gioia la tua lettera, grazie! Mantengo la promessa di essere un piccolo 'pozzo' dove puoi 'pescare' per chiedere le grazie necessarie per l'Opera e per te personalmente".

Nei mesi successivi la malattia si aggrava precipitosamente. Ben consapevole del suo stato di salute, Riccardo continua ad essere sempre in donazione, testimonianza viva del Risorto. Ad un focolarino che gli chiede: "Ma come fai a vivere così?", lui risponde: "Sai? È come se sulla mia testa ci fosse un magnete che mi tiene su: è Gesù in mezzo nell'Opera".

Carissimi, offriamo suffragi e ringraziamo Dio per il dono di questo focolarino splendido, al quale Chiara aveva dato come Parola di Vita: "Ogni tralcio che porta frutto lo pota perché porti più frutto" (Gv 15, 2) e come nome nuovo: "Riccardo di Maria".

Unitissima, vostra

Emmaus

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