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Rino Zucchero

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Profilo di Rino Zucchero letto da Mario Ratini


Rocca di Papa, 3 maggio 2012


Gennaro (per i familiari Rino), è nato a Napoli il 22 ottobre 1949, era il più piccolo di una bella famiglia composta dal papà, la mamma, il fratello Gino e le sorelle Anna Maria e Nunzia.

Sin da giovane ha manifestato un carattere vivace ma sensibile ad accogliere la Parola di Dio.

Nel mese di maggio del 1968, a 19 anni, conosce i giovani del Movimento dei Focolari e non perde occasione per scrivere a Chiara Lubich dicendogli come era rimasto affascinato dalla loro testimonianza cristiana a confronto con la sua vita borghese. Le confida anche il suo forte desiderio di voler Amare Dio. Chiara gli risponde: “(…) Non preoccuparti della tua vita borghese, l’amore di Dio vince ogni cosa e tutto in te si trasformerà se avrai lo sguardo fisso (sul) Vangelo”.

Il 31 marzo 1969 scrive ancora a Chiara: “ Da 20 giorni ho sentito la chiamata a seguire Dio in focolare. Ho scelto Lui e a Lui voglio donarmi con tutto me stesso. Non ho altro progetto nella vita se non fare la Sua volontà. Vorrei entrare in focolare non per la gioia o per la bella atmosfera che c’è. Io vorrei entrare in focolare per Gesù Abbandonato, che è venuto in Terra e si è fatto crocifiggere per noi; ed io il minimo che posso fare è dare la mia vita per ricambiare un po’ il Suo immenso Amore”.

Da lì a poco parte per Loppiano (la nostra cittadella per la formazione vicino Firenze)  e nel 1973 entra in focolare. Per due anni è a Rocca di Papa, e poi è trasferito in diverse città dell’Italia, poi in Francia, in Medio Oriente e negli Stati Uniti.

Il 21 luglio del 1997 diventa sacerdote e ritorna nei Castelli Romani dove, oltre ad aver insegnato religione in diverse scuole di Roma, ha collaborato anche con “l'Opera Romana Pellegrinaggi” e si è offerto per un aiuto nella parrocchia della “Natività della Beata Maria Vergine” a S. Maria delle Mole, in quella della “Beata Maria Vergine del Rosario” a Ciampino e nel Santuario del “Divino Amore”. In tutti questi ambienti ha lasciato un ricordo indelebile, una scia di amore molto forte che ha segnato la vita di tante persone; alcune delle quali sono qui presenti e gli sono state vicino fino alla fine.

Il venerdì della settimana santa Rino concelebrava con don Rosario nella parrocchia di Ciampino, quando per un malore, alla fine del Vangelo della passione di Gesù, Rino è svenuto mentre si recava in Sacrestia. Dopo un immediato e provvidenziale soccorso ricevuto da un volontario della CRI presente alla funzione, è stato portato in Ospedale dove gli hanno riscontrato un forte trauma cranico in conseguenza alla caduta. Dopo alcuni giorni di ricovero Rino, mano a mano, prendeva coscienza delle persone che gli erano accanto, anche se non era sempre realizzava ciò che stava vivendo. In questi 26 giorni di ricovero Rino ha avuto sempre una presenza amorevole fra i focolarini, parenti, amici e parrocchiani che si sono succeduti nelle 24 ore della giornata.

Personalmente ho avuto alcuni momenti forti con lui. Avvertivo di dover accompagnare questo fratello in questa prova che, sapevo, essere forte per Rino.
Una volta mi fece capire che desiderava tanto celebrare la messa ed io, senza pensarci, gli ho detto: “Rino la messa, in fondo, e l'offerta a Dio, tu se stai offrendo la stai celebrando” e Lui rassicurato mi dice: “bene allora ... grazie” .
Un'altra volta l'ho visto agitato e gli ho sussurrato: “ma Rino vedi quanta gente che ti vuole bene?” E lui: “Si”, ed io: “siamo vicini a te per aiutarci a fare la Volontà di Dio, quindi chiediamo insieme a Gesù di aiutarci, va bene?” Detto un Gloria al Padre, Rino si rasserena.
Martedì 1 maggio Rino, per una complicazione sorta, ha subito un intervento d'urgenza. Prima di andare in sala operatoria eravamo lì presenti con lui tre focolarini. Rino è stato contento di dire con noi un'Ave Maria prima di entrare nella sala operatoria.
Mercoledì è stato l'ultimo giorno che l'ho visto. Tornando dalla scuola passo per l'ospedale e lo vedo sofferente. Gli dico allora: “Rino credi che Dio è Amore?” E lui: “Si”, ancora io “e che è Amore per te in questo momento?” la sua risposta è stata ancora affermativa, “allora – ho continuato – fidiamoci di Lui, mettendoci nelle braccia di Maria”. Si è poi acchetato stringendomi la mano.

Il giorno dopo, per un blocco cardiaco, Rino è partito per il Cielo dove siamo certi che Maria lo avrà accolto e ci fa felici pensarlo insieme a Chiara che lui ha tanto amato fino a seguirla in questa strada del focolare.

Siamo grati a Dio per il dono della sua vita.  


Mario Ratini


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