Roy Bunag - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Roy Bunag

2010

Roy Bunag

Manila

26 novembre 1941 - 27 marzo 2010

Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito
perché chiunque crede in lui non muoia,
ma abbia la vita eterna (Gv 3,16)



Rocca di Papa, 29 marzo 2010

Carissimi e carissime,

Rodolfo "Roy" Buñag, focolarino sposato di Manila (Filippine), è partito con serenità per il Paradiso, sabato scorso, all’età di 68 anni, attorniato dai suoi cari e dalla grande famiglia dell'Opera del posto mentre si recitava il rosario.

Roy e la moglie Helen avevano conosciuto l'Ideale nel 1979 e poco dopo hanno sentito la chiamata a donarsi a Dio in focolare. Per diversi anni hanno servito l'Opera come delegati del Movimento Famiglie Nuove nel retroterra della Mariapoli Pace, a Tagaytay, e poi come incaricati del Movimento Parrocchiale. In seguito sono stati perni locali di una grande comunità nel sud di Manila.

Roy aveva ricevuto da Chiara un nome nuovo: Ricor = Misericordia, e la Parola di Vita: "Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv. 3, 16).

Dopo la profonda esperienza vissuta insieme durante il mio recente viaggio nelle Filippine, Roy era lanciatissimo: voleva lavorare ancor più per l'Opera per poter vivere la sua donazione in pienezza. Ma Dio nel Suo disegno d’amore aveva altri piani inaspettati.

In seguito ad una febbre intermittente, è andato in ospedale per un controllo e i medici gli hanno diagnosticato un tumore aggressivo, già in stadio avanzato. Per Roy non è stato facile accettare subito questa realtà, ma aiutato dall'affetto di Helen, delle due figlie: Cielo, focolarina, e Bessie, gen sposata, e sostenuto dall'unità del focolare, ha riconosciuto lo Sposo, Gesù Abbandonato. AbbracciandoLo è entrato in un rapporto speciale con Lui e si è lanciato in un'impennata d'amore verso Dio e verso il prossimo, offrendo ogni cosa per l'Opera e per l’
ut omnes.

Dopo il suo secondo ricovero in ospedale, una decina di giorni fa, Roy è sempre stato accompagnato da Gesù in mezzo che gli ha permesso di affrontare serenamente quest’ultima tappa del suo santo viaggio. La sua stanza di ospedale si era trasformata quasi in una mini-Mariapoli per le continue visite dei membri dell’Opera, forte testimonianza per il personale dell’ospedale.

Nei momenti di dolore, le poche parole che riusciva a dire erano una sintesi eloquente di quanto stava vivendo: “
Per Te, Gesù”! E ai visitatori, facendo segno con le dita: “Uno, sempre uno”!

Siamo grati a Roy per il suo
fedele allo Sposo. Ora lo pensiamo con Chiara e i nostri della Mariapoli Celeste; da Lassù continuerà ad aiutarci a edificare l’Opera.

Uniti in Gesù Abbandonato–Risorto, preghiamo per Roy ed anche per la sua famiglia.

Emmaus

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