Ruben Oscar Tonet - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
Vai ai contenuti

Ruben Oscar Tonet

2015


Rubén Oscar Tonet


 25 aprile 1955 - Argentina, 9 agosto 2015


A chi molto fu dato, molto sarà domandato  (Lc 12,48)


Mollens, 19 agosto 2015

Carissimi e carissime,

Rubén Oscar Tonet, focolarino sposato dell’Argentina, il 9 agosto è partito per il Cielo all’età di 60 anni, attorniato dalla moglie e dai suoi due figli, dopo una malattia vissuta nella fedeltà a Gesù Abbandonato.

Aveva conosciuto il Movimento agli inizi degli anni settanta e per le sue esigenze rivoluzionarie è stato colpito dalla proposta di vita dell’Ideale. 

Nel 1976 è andato come Gen alla Mariapoli Lia e lì ha sentito la chiamata di Dio a seguirLo. Nel ‘77 è partito per Loppiano e, finita la Scuola, scrive a Chiara: “Nella notte di Natale ho confezionato un grande pacco offrendo a Gesù tutto il mio passato, la mia vita e chiedendoGli di rinascere con Gesù Bambino solo carità; fare del mio focolare l’amore vivo tra noi per essere così membra vive dell’Opera che è Carità”.

Di ritorno in Argentina ha continuato gli studi di Economia e allo stesso tempo è maturato in lui il desiderio di formare una famiglia. In quel periodo è stato accompagnato da Vittorio Sabbione e dal suo focolare. Dopo aver fatto parte dei volontari per alcuni anni, nel ‘91 si è confermata in lui la chiamata a focolarino sposato.

Ha lavorato in varie aziende come commercialista, sempre collegato alle realtà dell'Opera. Durante tanti anni ha dato pure un contributo importante a “Ciudad Nueva” e alle nostre attività sociali lavorando con senso di responsabilità e cercando di essere costruttore di rapporti nuovi.

Nel ‘96 confida a Chiara in una lettera: “La mia anima è stata folgorata dall’Amore di Dio: ‘Dio mi ama immensamente’ (...) Questa certezza ha marchiato a fuoco il mio essere e sento che devo vivere per portare questa luce nel mondo”.

Modello per lui è stato anche Foco. Scrive ad un focolarino sposato: “Chiara ci ha insegnato che niente di soprannaturale nasce se non tramite il dolore, e Dio mi va purificando togliendomi uno ad uno tutti i riferimenti o sostegni umani per poter scegliere Lui abbandonato. Come foglie di un albero in autunno sono caduti: lo sviluppo professionale, la sicurezza economica, la possibilità di costruire e sostenere l'Opera, l'illusione di essere un bravo focolarino. … Foco con la sua vita mi ha illuminato e confermato che devo farmi servo dei miei fratelli (gli ultimi) ed amarli fino a che fiorisca la presenza di Gesù in mezzo”.

Chiara gli aveva dato come nome nuovo: Vogab = Votato a Gesù Abbandonato. E Rubén la ringrazia dicendole: “...è la conferma che uno solo è il mio Sposo. Ed in questo momento mi è sembrato di aver fatto la tua stessa esperienza, vedere che consacrandomi a Lui attraversavo un ponte che crollava dietro di me”.

Nel luglio del 2013 dopo la diagnosi della malattia mi comunica:“Ieri, giorno del Patto, ho incominciato a stare male di salute. Gesù Abbandonato tornava a domandarmi se è Lui che ho scelto. DirGli di ‘sì’ mi mostra l’altra faccia della ‘medaglia’; e come dice Chiara, Lui amato ci porta all’unità, quell’unità che rinnovo con ciascuno di voi e con l’intera Opera nel mondo”.

Rubén ha vissuto questo periodo con generosità, sempre nel presente, accompagnato dalla moglie Adriana, dai figli e dal suo focolare. Ultimamente non poteva più muoversi e gli incontri si facevano a casa sua. Seguiva con particolare gioia le canzoni dell’Ideale.

La sua Parola di Vita è: “A chi molto fu dato, molto sarà domandato” (Lc 12,48).

Preghiamo per Rubén e affidiamo alla Madonna la sua famiglia

Emmaus

Torna ai contenuti