Salvatore Bracco - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Salvatore Bracco

2012

Salvatore Bracco

Palermo

7 dicembre 1943 - 15 ottobre 2012

Rimanete saldi ... sapendo che la vostra fatica
non è vana nel Signore (1 Cor 15,58)

Roma, 20 ottobre 2012

Carissimi e carissime,

il 15 ottobre Salvatore Bracco
, splendido focolarino sposato di Palermo, è partito per il Cielo all’età di 69 anni, dopo un periodo di dolorosa malattia.

Nato il 7 dicembre 1943, ha conosciuto l’Ideale in Mariapoli nel ’73. Da subito si è impegnato a trasmettere con la vita e con le parole la certezza nell’amore di Dio. Nella sua feconda vita apostolica ha donato l’Ideale a tanti che poi hanno trovato il loro posto nell’Opera. Soprattutto negli ultimi anni il suo impegno si è orientato in particolar modo alle nuove generazioni.

Con la moglie Santina, anche lei focolarina, ha trascorso una vita semplice lasciando una testimonianza straordinaria ai suoi 5 figli e a tutta la comunità del suo paese (Alimena). Tanti lo ricordano come un uomo giusto, schietto, forte e mite nello stesso tempo, che amava la verità ed era coerente con ciò in cui credeva.

Già dagli inizi Salvatore aveva un forte legame con Chiara a cui spesso comunicava le sue scoperte e i passi che Gesù gli chiedeva di fare. Nel gennaio dell’87 le scriveva: “Quest’anno Gesù sta provando la mia fedeltà. Soffro per la salute fisica, ma sono contento perché sento che è tutto amore, Dio mi ama immensamente…
”. E nel ’94 le diceva: “Tu mi
hai dato questa gioia di amare Gesù Abbandonato, che è la strada per arrivare e restare sempre nel Paradiso con te fin da questa terra. Con la salute a volte ci sono miglioramenti, a volte c’è un peggioramento, ma sento che questa è la volontà di Dio per me e che è una grazia grande Sua che serve per la mia purificazione, per migliorarmi nel santo viaggio. E’ una prova che offro ogni giorno per te e per tutta l’Opera
”.

Un anno fa quando gli hanno diagnosticato una grave malattia, ha semplicemente detto: “E' arrivato lo Sposo
!”. Nel rapido sviluppo del male ripeteva con serenità: “Voglio fare la volontà di Dio”. E la sofferenza che cresceva aveva per lui sempre un “volto” e un “nome”: Gesù crocifisso e abbandonato, scelto come Sposo dell’anima e amico fedele.

Nelle ultime settimane, sempre con Gesù in mezzo, continuava ad offrire tutto per l’Opera, specialmente per i focolarini. “Voglio continuare a giocare
”, ha ripetuto più volte e poi con viva coscienza: “Gesù ti amo!”. Quando qualcuno gli ha chiesto se era sereno, ha risposto: “Sì! Mi sono confessato, ho fatto la Comunione e adesso aspetto che la Mamma
passi a prendermi
". Ad un focolarino che lo assisteva, con occhi luminosi ha detto: “Adesso è così, ma dopo sarà diverso, sarà musica, canti, danze, felicità…”.

La Parola di Vita che Chiara gli aveva dato è: “Rimanete saldi…sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore
” (1 Cor 15,58).

Davvero ha testimoniato con limpida coerenza l'Ideale in cui credeva.

Con gratitudine a Dio per la sua vita preghiamo per Salvatore.

Unitissima nel Risorto,

Emmaus

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