Salvatore Garro - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Salvatore Garro

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Profilo di Salvatore Garro


Vorremmo condividere con tutti voi alcune tappe della storia di Salvatore e conoscere anche alcuni aspetti del percorso spirituale che lui ha fatto da quando conobbe il Movimento nel 1970. Lo faremmo attraverso alcuni testi di lettere sue, alcune testimonianze.

Alla notizia dell'improvvisa partenza di Salvatore per il cielo tutti noi abbiamo provato una forte stretta al cuore. Il giorno dopo l'incidente sono andato subito a Bologna per stare con i focolarini e sono arrivati anche i due fratelli di Salvatore: Carmelo e Sebastiano e il suo nipote Danilo. Abbiamo vissuto insieme per tre giorni nel focolare e in stretto rapporto con la comunità di Bologna.  Il primo giorno appena ci siamo trovati ci siamo messi a parlare dell'incidente e tutti i particolari, ma pian piano  il discorso slittava verso Salvatore, quello che ricordavamo di lui, ecc. Poi alle ore 19:00 abbiamo celebrato l'Eucaristia con tutta la comunità e alla fine abbiamo ancora abbondato nella comunione e per ultimo, Carmelo ha presso la parola e ha detto qualcosa che ci ha colpito e allo stesso tempo ha espresso tutti: "Ho capito che Dio ha un disegno su ognuno di noi, alle volte ci risulta misterioso, ma ho capito semplicemente che agli occhi di Dio -aldilà delle circostanze- era arrivato il momento giusto per il mio fratello Salvatore, da tutti i messaggi che arrivano e di tutto quello che stiamo dicendo, si sente che lui era preparato ". Poi quando tornavamo a casa in macchina ha detto ancora: "A messa si è creato un tale clima, che mi ha tolto l'amaro del dolore e mi ha lasciato la pace".
Sono arrivati tanti messaggi che facevano veramente sentire l'amore di tutta la famiglia dell'Opera nel mondo. Ne leggiamo alcuni:
Dalle focolarine della Mariapoli Ginetta in Brasile: "Salvatore ha portato il suo sorriso, la sua gioia contagiosa, l'amore e l'accoglienza familiare,  mettendo in comune tutto se stesso, i suoi talenti ed anche i suoi limiti, con generosità e sincerità, prodigandosi sempre per la costruzione dell'Opera".
Dalla Svizzera: "Ieri abbiamo avuto la notizia dell'improvvisa partenza di Salvatore Garro per il Paradiso. Puoi immaginarti la nostra sorpresa, lo sgomento ... ma poi il passo interiore credendo che anche questo è Amore di Dio. Abbiamo celebrato, tutta la Mariapoli Foco, la Messa in sua memoria, chiedendo per lui il Paradiso e per voi la vicinanza della Madonna.
Siamo con voi"!
Da Mario Ratini della zona dei Castelli: "Ho appena appresa la notizia della partenza di Salvatore per il Paradiso. Desidero farvi arrivare la mia unità e le mie preghiere per questo momento particolarmente "forte" del focolare e della zona. Sono certo che Salvatore, insieme a Chiara e ai mariapoliti celesti, rafforzerà quell'unità fra celo e terra spingendoci alla santità".
Da Carlo Fusco, in focolare a Roma: "Ero molto amico di Buccio,  ti allego una foto che gli scattai alla Mariapoli Ginetta nel marzo 2007. In quell'occasione mi accolse con un calore ed una simpatia (peraltro a lui naturalissimi) enormi. Mi sentii a casa dall'altra parte del mondo! Anche all'ultimo raduno dei popi abbiamo parlato con grande apertura e profondità, e non senza belle risate, delle nostre esperienze. Abbiamo un fratello in cielo"!
Da Toni Iurato, in focolare a Palermo: "Salvatore mi ha voluto sempre bene, già da quando ero un gen 3. Poi, una delle scorse estati, ho avuto la grazia di fare una bella unità con lui a Donnalucata.
Ho provato un grande dolore sentendo la notizia, ma anche un richiamo di Dio a valorizzare  di più la mia vita, a considerarla veramente una via di santità".

Tra le tante testimonianze arrivate da varie parti ecco quella di Franco di Siracusa che è stato gen insieme a Salvatore:
"Ci siamo conosciuti adolescenti e per tanti anni abbiamo condiviso da vicino le nostre vite.
Lo avevo sentito con un sms prima di Natale e , felice, mi comunicava della sua nuova destinazione.
La semplicità di Salvatore , insieme alla sua cordialità umana e soprannaturale creava tra tutti, con la sua sola presenza, "famiglia". Difficilmente ho conosciuto persone con le quali il contato umano è così facile e immediato come era con lui. Per me questa sua capacità è stata, da sempre, una lezione e una testimonianza, oltre che un modello. E' stato un bambino di Dio e la sua naturale bontà si è purificata con la vita dell'Ideale, divenendo soprannaturale. Ho sempre sentito che in lui c'era la Sapienza, quella vera,  che nasce dall'Amore. ... sento di dovere tanto a Buccio e vorrei dirgli il mio GRAZIE con la vita".

Da don Foresi: "In questi giorni qui al Centro dell'Opera stiamo ricordando e pregando per il nostro Salvatore che, con l'occasione di un incidente stradale è stato rapito in Cielo dove vedrà Gesù, che ha tanto amato e che ha donato  la sua vita per Lui e la realizzazione del Suo testamento "Che tutti siano uno". Prego e preghiamo perché ora lo sentiate più vicino di prima e che con voi e con Gesù in mezzo faccia fiorire la vostra zona di fiori rari per la gloria di Dio e la vostra gioia.
Preghiamo anche perché i suoi famigliari siano sereni e lo sentano e lo sappiano felice in Paradiso con tutti i nostri della Mariapoli Celeste.
Vi sono unitissimo in questa speciale  circostanza dolorosa, ma carica di felicità per l'incontro di Salvatore con Gesù che ora vede e che gli ha spalancato il Cielo, Cielo che Salvatore ha sempre desiderato".

Emmaus, la presidente dell'Opera di Maria, ha comunicato a tutti i focolari del mondo la notizia della partenza di Salvatore con questo messaggio:               

Tagaytay, 20 gennaio 2010

Carissimi e carissime,
lo scorso 18 gennaio, verso le ore 20, mentre tornava a piedi al centro zona di Bologna, suo focolare, Salvatore Garro è stato investito violentemente da una macchina ed è subito arrivato alla Casa del Padre.
Era nato il 22 novembre 1952 a Siracusa, dove ha conosciuto l'Ideale nel 1970.
Durante il genfest del '75, Salvatore aveva avvertito con forza la chiamata a seguire Gesù  in focolare e scriveva così a Chiara: "L'Ideale è stato per me il tutto della mia vita, ma soprattutto la persona di Gesù mi ha colpito. Ho sentito la Sua voce sottile che mi diceva: "Vuoi essere come loro?"- riferendosi ai focolarini che aveva incontrato - "Dà la tua vita per me".  E successivamente: "Ho avuto la certezza di sentirmi 'fatto' per essere figlio tuo, portatore della tua fiamma di amore, costruttore d'unità".
Nel 1977 aveva ricevuto da Chiara  la Parola di Vita: "Egli ci ha rigenerati" (1 Pt.1,3) e la conferma del suo nome 'Salvatore' che, come lei stessa commentava, ricorda il meraviglioso destino al quale siamo chiamati: essere, con Gesù, salvatori dell'umanità.
Con Chiara ha sempre avuto una comunione molto frequente e filiale.
Negli anni '80, dopo aver partecipato alla scuola dei focolarini a Loppiano e a Montet, si è trasferito in vari focolari d'Italia e, per un periodo di quasi 11 anni, in Brasile alla Mariapoli Ginetta, dove l'adattarsi ad una cultura e mentalità diverse dalla sua, è stato particolarmente impegnativo per Salvatore.   
Scriveva ad Hans: "Ho la convinzione che Dio stia scavando con grossi colpi di martello nella mia persona, tanto da sentire che non rimane niente e allora cerco di interiorizzarmi ascoltando quella voce per incontrare Gesù nel più profondo del cuore e dirgli: 'ti voglio bene'. Ma nello stesso tempo avvertiva tutta la profondità e la bellezza di questa esperienza: "Non avrei immaginato che il Brasile mi potesse arricchire così tanto. Amo questo popolo dal cuore grande, festoso, caloroso, ricco di umanità, intelligente e pronto ad accettare il dolore. Mi sto accorgendo che pian piano sto perdendo la mia individualità e sto acquistando una cultura nuova".
Di carattere aperto, gioviale, era sempre pronto a donarsi sia nel rapporto con tutti in focolare che con ogni persona che incontrava. Si ricorda di Salvatore la generosità, la semplicità del bambino evangelico, la freschezza della sua anima.
Alla fine del 2008 è arrivato alla Mariapoli Romana. Qui si è totalmente immerso nella vita del Centro,  disponibile a servire dove c'era bisogno, esprimendo tante volte la gratitudine a Dio per aver fatto un'esperienza profonda di Gesù in mezzo che lo aveva rigenerato. Dopo un anno, nello scorso novembre, è andato al centro zona di Bologna per iniziare con gioia una nuova esperienza. Ma Dio lo preparava alla sua ultima destinazione: il Paradiso!
Ora preghiamo per Salvatore e chiediamo che mentre l'Opera di Maria popola il cielo, Maria popoli di vocazioni all'Opera la terra.
Unitissima nel Risorto, Emmaus
                                                                                           
Salvatore è nato 57 anni fa a Siracusa in una bella famiglia (il papà il cui nome era Santo e Raffaella la mamma sono già in Cielo) più due fratelli: Carmelo e Sebastiano ed una sorella, Maria), una famiglia fondata su profondi valori cristiani. Di questo egli è stato sempre grandemente riconoscente; così scriveva, per esempio, in una lettera ad Hans nel 2003, dopo una visita a casa dei suoi fratelli. Diceva: "Veramente ho trovato un clima bellissimo che mi ha fatto pensare che bella famiglia ho lasciato per seguire Gesù nel focolare e nell'Opera. Sono normalissime le difficoltà che possono avere, ma tutti vivono intensamente per i bambini, per la famiglia, costruendo rapporti bellissimi fra di loro."
A Siracusa Salvatore ha anche ricevuto una buona educazione nell'Azione cattolica e dai frati  francescani, e si è diplomato come geometra.
Enzo Rizza, che è stato con lui in focolare a Reggio Calabria e poi a Cagliari, dice di lui: "Pensando adesso al carissimo Buccio (da "Salvuccio"), come lo chiamava affettuosamente la sua mamma, sorge spontaneo il sorriso sulle labbra, per l'immediatezza del rapporto con lui, per la spontaneità del suo essere, per la freschezza della sua donazione." Salvatore ricordava che per il suo buon carattere e anche perché sapeva muoversi bene pure in cucina la mamma gli diceva: "Fortunata quella donna che ti piglia!".
A "pigliarlo", invece, fu poi Gesù che nel '70 gli fa conoscere l'Ideale dell'unità e nel '75 lo chiama a seguirlo nel focolare. Sul suo primo contatto con l'Ideale così scrive a Chiara alcuni anni dopo: "Ricordo ancora la grande scoperta di un Dio Amore , che ha avvinto l'anima tanto da renderla perennemente innamorata di una luce divina che è frutto di quel tuo "Si" che sta illuminando oggi ogni angolo della terra!"
Sull'esperienza nel focolare di Reggio Calabria dice ancora Enzo Rizza: "Seguiva con dedizione i gen 3 e non si risparmiava nel volergli bene, nell'organizzare per loro incontri e bancarelle, giochi e temi importanti. Sono stati anni in cui il legame fraterno tra noi si è cementato e approfondito. Abbiamo collaborato in tante attività, ma soprattutto abbiamo condiviso con serenità le difficoltà quotidiane che la vita del focolare presentava, in una crescente unità ...fra noi."
Nel 1986 Salvatore continua la sua avventura per circa sei anni nel focolare di Cagliari ed è proprio in quegli anni che Salvatore si lega per sempre a Gesù attraverso i voti perpetui, ma lasciamo parlare lui di quel giorno indimenticabile:
"Ho provato una grande commozione..., una certezza che la nostra vocazione è di un valore inestimabile che ha un solo modello: "Maria, per questo ho messo la mia vita nelle sue mani".
Nel 1992, Salvatore ritorna a Loppiano fino all'inizio del 1997.
Ecco uno stralcio di una sua lettera dell' 8.12.1993:
"La grazia di poter vivere in Mariapoli, la sento particolarmente bella ed attraente, come chi incontra dopo vari anni di lontananza i suoi posti natali, e di conseguenza ho ritrovato quella vita che ha forgiato la mia anima, che ha maturato il mio rapporto con Dio".
E ancora tre anni dopo: "In questo periodo della mia vita mi sembra di avvertire come non mai una presenza speciale di Maria, che mi aiuta, mi consola, mi sorregge nei momenti che alle volte possono adombrare la scelta totale di G.A. e Maria Desolata. Questo momento lo sto paragonando ad una salita su un "piano inclinato", più sali come si fa in montagna, più ammiri un panorama sconosciuto,  sempre più bello e vasto, senza confini".
Dopo Loppiano ecco una nuova tappa: va in Brasile e vi rimane per quasi 11 anni. Si apre di fronte a lui uno scenario meraviglioso, tante novità fatte di scoperte, di luci ma anche tante prove nell'anima. Lasciamo parlare ancora lui:
"Sto sperimentando in questa tappa brasiliana una morte della mia natura che quasi oserei dire lenta e purificatrice, in questo logorio accettato e tutto offerto a Maria sto veramente riscegliendo Dio come unico tutto, come non mai... Spero che tutto questo mi porti ad essere quel "nulla d'amore" per essere altro Gesù. Insomma potrei veramente dire "Mi sono messo a morire".
Voglio approfittare bene di questo momento per fare a Maria veramente un dono della mia possibile santità, so che è soltanto un dono di Dio, ma mi sembra che aiutato da una spiritualità collettiva non ho via di scampo, ed allora, voglio riuscire a farcela, senza tentennamenti o scuse e cercando di amare sempre".
Nel luglio 2002, , ha avuto qualche problema al cuore e di questo ha scritto a Chiara il 13 settembre dello stesso anno: "… Ho sentito in tutto l'amore di Dio… Gesù esige da me un nuovo passo: inabissarmi e concentrare tutto su Gesù Abbandonato: facendolo diventare l'unico mio bene. Non ho sentito la morte vicina, ho sentito la vita che traboccante e nuova nasce dall'ascoltare quella voce".
Chiara risponde dicendogli quanto era colpita dalla sua riscoperta di Gesù Abbandonato come fonte della perfetta letizia.
Nel 2008 Salvatore viene qui nella Mariapoli romana.
E proprio nell'anno in cui tutto il Movimento approfondisce il tema di Dio Amore, Salvatore sembra lasciarci il suo ultimo messaggio: quello di credere, nonostante il dolore della sua partenza per il cielo, che Dio ci ama immensamente, in modo magari misterioso ma certamente reale e toccante. E la sua vita ne è stata una testimonianza!
Grazie, Salvatore, arrivederci in Paradiso!

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