Salvatore Garro - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Salvatore Garro

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Salvatore Garro


Egli ci ha rigenerati.



18 gennaio 2010


Ho cercato ...   (davanti a Gesù Eucarestia, Loppiano 1981)


Ho cercato di amarti

quando il silenzio

è diventato paura ...

quando il cielo

dentro di me si è spento ...


Ho cercato di amarti

quando tutto è diventato niente ...


Ho cercato di amarti

in un piccolo dolore.

Ho cerato di amarti

quando sei venuto a trovarmi

in ogni piccola incomprensione.


Ho cercato di amarti quando ...

Ti amerò anche quando

tutto ciò che di più bello

ho in cuore

passerà

e resterà sempre la mia presenza

che ti dirà

sempre ...

ti voglio bene.


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Sospirata libertà


Eppure mi sento libero,

nonostante gli agganci fluttuanti

dell'io.


Rimango attonito,

nel sentire tale ebbrezza

che vaga nell'anima.


Riapro le mie porte

a tale scoperta

come aria di primavera

dopo un inaspettato temporalie.


Liberami ... Liberami ...

ancora di più su quello che

mi può attanagliare

nella morsa del peccato.


Mi sono liberato,

sto liberando

il mio combattuto essere.


Così, un ricordo, ferito,

rimargina il cuore affranto ...

ma è Lei che avanza,

sospirata Libertà.


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Il "grido" di ogni uomo


Sarò sempre attento,

ad ogni grido di ogni mio simile.

L'aridità del mio esistere comparata con tanti tuoi volti.

Il tuo soffio sul nostro dolore

risana e rinvigorisce il fiacco e così

lo vedo nel solo che cerca il compagno,

lo vedo nel cieco che cerca la vista,

lo vedo nel muto che cerca la parola,

lo vedo nel dubbioso che cerca certezza,

lo vedo in chi non ha fede per aver speranza.

Sei tu che gridi ... ancora ed io ti ascolto.

Come rispondere al tuo grido?

Rimango anch'io muto, non ho parole.

E' il mio personale canto che io intono

nel "ricominciare".

Lo so, tutto mi hai dato.

Tutto hai donato.

Tutto hai già pagato.

Eccomi!


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Vivere da Maria


Vivi, essendo Maria

con questa vita che papita dentro.

Vivi per essere Lei,

per avere Lei.

Innumerevoli fiori non sapranno

emanare il tuo profuno.

Pregherò te, o dolce Maria,

affinché il mio cuore

possa irrobustirsi

del tuo 'stabat',

vivere in armonia

insieme a tutto il creato.

Vivi, essendo Maria.

Adesso il tuo cuore

ha preso il mio

ed insieme siamo legati

con impegno e fortezza,

adesso ti imiterò

o dolce e cara presenza

che stai nutrendo la mia anima.

Sotto il tuo celestiale manto

sempre vorrei stare

e voglio ricamare questo tuo leggero manto

dei miei atti d'amore

per farne un pezzo di cielo.


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Ricordi nascosti - Motivi di vita  (aprile 2003)


Il giorno era ormai trascorso, ed il sole, tramontato da poco, dava alla valle dove si posava la vecchia casa rustica di campagna che da giorni mi ospitava, una luce particolare, di un colore rossastro e nello stesso tempo tendente al giallo intenso.

Tutto era immerso tra questi due colori, e ne facevano risplendere ogni cosa: il verde dei prati, gli alberi, le montagne intorno, e le case stesse erano come tinte da questi due colori ed avevano perso il loro originario colore.

Grosse nubi stavano nello stesso tempo adombrando il cielo terso e sereno. Tutto allo stesso tempo era immobile, soltanto un leggero e fresco venticello faceva muovere le chiome degli alberi e le erbe più alte. In cielo uno sciame di passeri, giocava festoso, facendo giri su giri. Questo vento passà anche per il mio viso, rinfrescandomi.

Mi sono sentito rapito di fronte a questo particolare momento di tramonto e tra questa atmosfera così fuori dal normale, ho provato come non mai una grande gioia ed una pace interiore. Mi smebrava coem se tutto fosse diventato nitido, paragonabile ad una foto che riuscita bene sia come esposizione, sia come luce si è col tempo fotografata nel più profondo dell'anima. Da questo vedevo che ne beneficiava ogni cosa. Natura e cose si guardavano con amore. Che pace intima ... sussurrai a me stesso.

Satvo davanti a questa bellissima scena della natura, con gli occhi fissi e lo sguardo perso.

In questi anni ormai trascorsi le rimembranze più vicine delle cose trascorse mi aiuatavano appena a ricordare sulla mia passata vita.

Stando in questa nuova emozione, quasi non cancellabile, ho provato come se tutti i dolori della mia esistenza scomparsi. Non era più la fede, non era più la speranza che accompagnavano tale momento.

Era la trasparenza di qualcosa d'invisibile divenuto pienamente visibile. Tutto questo stato d'animo non pecettibile agli occhi, era ormai marcato dentro il mio "infinito".

Stavo appena estasiato su tale momento che se avessi avuto tra le mie mani tela, colori e pennelli, lo avrei dipinto.

Ma le cose di tale portata durano poco; fui d'improvviso disturbato dal rumore di una macchina. Erano arrivati alcuni miei amcii dalla vicina città.

In quel momento di forte contemplazione capivo come la vita riaffiora benigna dopo un brusco temporale. Sembra che la natura stessa si lamenti. Tuonando e lampeggiando. Il brusco temporale, che improvvisamente arrivò accompagnato da forte vento, l'acqua della furente pioggia, lavava e puliva ogni cosa. L'acqua è fertilizzante naturale, rinvigora ogni cosa, dà nutrimento alle radici, riattiva la vita.

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