Santiago Rillo - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Santiago Rillo

2011

Santiago Rillo

Cittadella Pace

29 novembre 1917 - 16 gennaio 2011

Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato (Gv 4,34)



Barcellona, 17 gennaio 2011


Carissimi e carissime,

il nostro Santiago Rillo, focolarino sposato di Tagaytay - Filippine, è partito per la Mariapoli Celeste domenica pomeriggio, 16 gennaio, all'età di 93 anni, circondato dalla presenza di Gesù in mezzo.

Santiago e la moglie, Esperanza, pure lei focolarina, hanno incontrato il Movimento nel 1966, pochi mesi dopo l'arrivo di Cengia e Giò a Manila. Folgorato subito dall'Ideale, vi ha aderito con tutto il cuore, perché aveva trovato la perla preziosa di cui parla il Vangelo. Nel 1969 ha partecipato alla scuola dei focolarini sposati.

Chiara gli aveva dato la Parola di vita: "Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato" (Gv. 4, 34), e il nome nuovo con cui era conosciuto da tutti: "Santi" = "santo viaggio".

In tutti questi anni Santi ed Esperanza, che hanno avuto otto figli, tra cui Raffy, focolarino sposato, sono stati punto di riferimento luminoso per centinaia di famiglie della zona di Manila. Nel 1996 si sono trasferiti nella Cittadella Pace. La loro presenza è stata una meravigliosa testimonianza per tutti gli abitanti, in particolare per i giovani delle scuole temporanee. La loro casa, alla quale Chiara aveva dato il nome "Janua Coeli", era sempre aperta a tutti. Anch'io vi sono stata durante il mio viaggio in Asia e ho ancora vivo il ricordo dell'accoglienza calorosa e piena d'amore di Santi e di Esperanza.

Santi è stato un focolarino esemplare, umile e semplice. Radicato in Gesù abbandonato, l'ha abbracciato nelle prove subite durante la sua lunga vita. Dalle lettere che ha scritto a Chiara si vede il rapporto profondo che ha avuto con lei. Le scrive nel 1992: "Ti voglio bene, come un figlio che ama la sua Mamma. Sarò sempre con te in Gesù Abbandonato. Prega per me perché possa essere sempre fedele allo Sposo e perseverare fino alla fine".

Nel mese di dicembre dell'anno scorso, pur essendo molto debole, ha voluto partecipare al ritiro annuale. Comunicando la sua anima, diceva: "Vivo in costante dialogo con Gesù". "Se amiamo, siamo nella volontà di Dio". "Non importa se va bene o male, per me è indifferente. Sono felice di fare solo la volontà di Dio". "Teniamo sempre Gesù in mezzo".

Ricoverato circa una settimana fa in ospedale, ha vissuto quest'ultimo periodo della sua vita terrena nella più grande serenità, offrendo tutto per l'Opera, in particolare per il mio viaggio in Spagna. Era felice di poter essere una moneta preziosa, così come gli avevo scritto poco prima della sua partenza.

Ringraziamo Dio di questo autentico figlio di Chiara e preghiamo per Santi, certi che lui dal Cielo continuerà a seguire Esperanza e la sua bellissima famiglia, insieme all'Opera che tanto amava, in particolare nelle Filippine.

Nel Risorto,

Emmaus               


 


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