Stefano Vagovic - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Stefano Vagovic

2013


Stefano Vagovic

13 aprile 1927 - Montet, 21 marzo 2013

Non temete coloro che possono togliervi la vita
e dopo non possono far più nulla (Lc 12,4)

Rocca di Papa, 23 marzo 2013


Carissimi e carissime,

don Stefano Vagovic, della Mariapoli Foco di Montet, ha raggiunto il 21 marzo la Mariapoli celeste. Un mese fa la sua situazione di salute si era aggravata per un’improvvisa ischemia cerebrale. Sembravano quelle le sue ultime ore, quando inaspettatamente ha recuperato tutte le facoltà mentali. Da allora il suo atteggiamento è stato di totale disponibilità alla volontà di Dio. Un giorno ha confidato: "È Gesù Abbandonato, ma l'attimo presente è una grande luce".

Don Stefano era nato il 12 aprile 1927 a Katlovce in Slovacchia. Avendo da ragazzo sentito la vocazione al sacerdozio, aveva studiato nel seminario diocesano minore di Trnava e poi aveva proseguito gli studi di filosofia e di teologia a Roma. Ordinato sacerdote nel 1952, è stato cappellano nel Veneto e per 10 anni in Abruzzo e nelle Marche dove insegnava filosofia nei seminari diocesani.

Tornato a Roma per studio, nel 1956 aveva incontrato, insieme ad alcuni amici slovacchi, un focolarino che raccontò loro come nel Movimento si vive il Vangelo: un nuovo stile di vita cristiana che ha trovato forte risonanza nel cuore e nella mente del giovane sacerdote filosofo. Dopo aver partecipato alla Mariapoli di Fiera di Primiero nel ’58 e ‘59, saputo della presenza del focolare di Pescara e di sacerdoti del Movimento in quella regione, aveva preso contatto con loro.

Nel 1964, durante un incontro di sacerdoti, espresse a don Silvano Cola il desiderio di donarsi all’Opera di Maria “a tempo pieno”. “E’ cominciata così una nuova vocazione e una nuova vita”, diceva. Nel settembre 1965, su invito di don Foresi arrivò a Loppiano come insegnante e come sacerdote. Esprimeva così la sua gratitudine a Chiara: “So che questa è un’Opera di Dio e la grazia di appartenervi mi riempie di gioia e di umiltà”.

Avendolo il suo vescovo lasciato libero per il Movimento, è stato ammesso nella sezione dei focolarini e da allora viveva in focolare. Dopo ventidue anni di servizio umile ed efficace a Loppiano, si era trasferito a Montet nel 1987.
Ha accompagnato con sapienza e discrezione un gran numero di focolarine e focolarini durante la loro formazione con un amore semplice e puro, che sempre sapeva accogliere, leggere nei cuori e sostenere. Ed era amato da tutti perché sempre rivolto verso gli altri, sempre raccolto in Dio.

Dopo aver partecipato ad un incontro di esterni della Scuola Abbà, scriveva a Chiara: “Venire a contatto con le pagine del Paradiso, per me è sempre riviverlo, la sua luce mi accompagna nella vita di ogni giorno e forma la mia mente… L’impegno di enucleare la dottrina contenuta nel carisma e creare una nuova cultura corrispondente non è un’utopia, è una realtà, iniziale, però c’è”.

E a me nel 2009: “L’Opera è mia e io sono l’Opera. Io la contemplo come una rete che avvolge il mondo e desidero portarla con tutto me stesso… L’Opera è una cellula viva della Chiesa, è Chiesa, una nuova fioritura dell’albero Chiesa che la ricoprirà tutta”.

L’anno scorso ha festeggiato a Montet i suoi sessant’anni di sacerdozio. Diceva: “Sono felicissimo di far parte di una famiglia così bella”. E poi: “Con umiltà e riconoscenza ringrazio Dio …. per questa avventura divina pensata nell’amore infinito del Padre celeste. … Il mio nome: sono grazie!”.

La Parola di Vita di don Stefano è: “A voi che siete miei amici dico: Non temete coloro che vi perseguitano” (Lc 12,4).

Ringraziamo Dio per la sua vita e rimaniamo uniti nel Risorto.

Emmaus

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