Ubaldo Manetti - Mariapoli Celeste_i focolarini

Mariapoli Celeste - i focolarini
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Ubaldo Manetti

2015


Ubaldo Manetti


 1934 - Firenze, 15 luglio 2015


Ora siete luce nel Signore (Ef 5,8)


Dalla Spagna, 17 luglio 2015

Carissimi e carissime,

Ubaldo Manetti, focolarino sposato di Firenze, il 15 luglio a 81 anni ha raggiunto la Mariapoli Celeste dopo un lungo periodo di malattia vissuto in modo esemplare, offrendo una testimonianza cristallina di fede nell'amore di Dio e un amore incondizionato a Gesù Abbandonato. Sposato con Franca, anche lei focolarina, ha avuto quattro figli: Maria, Daniela, Chiara e Leonardo.

Aveva conosciuto l'ldeale nei primi anni sessanta sul posto di lavoro, grazie alla testimonianza di Rodolfo Bosi. Ubaldo era lontano dalla fede, come ha scritto tempo fa ricordando quel periodo: "A 29 onni conobbi il Movimento dei Focolari, fu una tappa fondamentale di tutta lo mia vita, non solo spirituale. Da allora ho una grande diffidenza della mia testa, almeno di quanta stima ne avevo prima. Per questa testa avevo perduto Dio".

ln seguito risponde alla chiamata di Dio a seguirlo in focolare come focolarino sposato. Scrive egli stesso: "...ll focolare per me è tutto, in focolare ho ritrovato Dio. Non l'ho visto mai come una struttura. Per me il focolore fu ed è una comunità di persone che si amano in modo speciale. ln focolare in questi anni, in mezzo a tanti scogli, ho sperimentato lo realtà di Dio Amore, e poi la volontà di Dio e tante altre realtà spirituali".

Nel '75 Chiara gli propone, come programma di vita, la seguente Parola: "Oro siete luce nel Signore" (Ef 5,8), augurandogli di poter essere luce per tanti altri. Ubaldo lo fa con la concretezza e la generosità che lo contraddistinguono.

Protagonista nella vita della zona, si prodiga in tanti campi: dalle famiglie all'ambito politico e amministrativo, dal mondo del lavoro a quello più ampio dell'associazionismo sociale. Negli anni '90, insieme a Franca, si rende disponibile a trascorrere un periodo in Cile e in Bolivia per portare Ia loro esperienza di famiglia focolare a quelle comunità. Ha avuto per la sua famiglia, per la moglie, i figli e i nipoti un amore grande, instancabile, ricco di attenzioni e costantemente radicato nella fede in Dio amore.

Negli ultimi anni Ubaldo ha vissuto un progressivo peggioramento delle sue condizioni fisiche: con la debolezza si è resa più visibile la sua ricchezza e solidità spirituale. Ha continuato ad amare tutti e a interessarsi della vita dell'Opera con un'attenzione particolare per i giovani. Scriveva recentemente: "...Occorre rinnovare noi stessi, rinnovare i nostri rapporti. Allora anche i giovani di oggi, come noi ieri, potranno affermare 'guarda come si amano...'. E verranno, accorreranno, non calcolando cosa lasciano, ma anzi pensando a Chi e a cosa trovano...".

Aggiornandomi dell'aggravarsi della salute, mi scrive: "Ho cercato di farGli festa subito. Adesso offro tutto per te e per l'Opera perché il carico che tu porti sia un po' più leggero. Anni fa, dopo over meditato su Dio Amore, ho vissuto un periodo luminosissimo che è durato qualche mese e mi ha lasciato una fede fortissima in questa realtà che mi sostiene anche ora".

Ha avuto necessità di vari ricoveri in ospedale e il riflesso di ciò sulla sua anima lo si può cogliere da queste frasi scritte di suo pugno: "Sono credente, credente in Dio che mi è padre, che è Amore' Non ho paure costonti. Può capitarmi di overe paura in una situazione particolare, poi ragiono e la supero. Non è un'affermazione di principio, ma un'esperienza vissuta molte volte.  Sono stato in terapia intensivo, dopo un po' di disorientamento e di pauro istintiva, ricordo d'aver vissuto quell'evento con grande serenità".

Seguito fino all'ultimo dall'amore dei familiari e dalla preghiera dell'Opera, alla vigilia del 16 luglio che ci ricorda in modo speciale la realtà del Paradiso, serenamente è tornato al padre.

Con gratitudine, offriamo preghiere.

Emmaus

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